Un vero e proprio “giardino del tartufo” dove il profumo inebriante del prezioso tubero si tradurrà come sempre in gustose specialità da assaporare e magari anche da portare a casa ma nel quale sarà anche possibile apprezzare le tradizioni dell’Appennino bolognese, l’ambiente nel quale il tartufo matura e diventa la delizia che tutti conosciamo.

Giunge alla sua 35esima edizione Tartófla, il Festival Internazionale del Tartufo Bianco, storica manifestazione, oggi inquadrata nel cartellone provinciale di Tartufesta, che da tempo immemore ha ormai conferito a Savigno il titolo di “Città del Tartufo” riconosciuto anche da Slow Food.

E sono tante le novità dell’annata 2018 della kermesse organizzata dal Comune di Valsamoggia in collaborazione con Città Metropolitana di Bologna, Fondazione Rocca dei Bentivoglio, Pro Loco di Savigno e Associazione Nazionale Città del Tartufo che si svolgerà nei primi tre weekend di novembre, dal 3 al 4, dal 10 all’11 e dal 17 al 18 richiamando come al solito frotte di appassionati da tutta Italia.

Un giardino urbano dedicato al tartufo

A cominciare dallo Spazio Tartufo, vero e proprio giardino urbano nel quale, in un’atmosfera space age, gli interpreti e i produttori di ViviValsamoggia delizieranno i palati con una proposta culinaria ed enologica di assoluta eccellenza attorniati da opere tematiche di artisti e personaggi della zona, da Luca Carboni al compianto Gino Pellegrini, da Francesco Finotti ad Antonello Ghezzi.

Mangiare tra ristoranti e street food

Ricchissima anche questa volta la proposta enogastronomica, che vede il Ristorante della Pro Loco trasferirsi dalla centrale piazza XV Agosto al più ampio piazzale Bonifica incrementando così lo spazio a disposizione: 600 coperti in mezzo ai quali gli allievi e i docenti dell’Istituto Alberghiero “Veronelli” di Casalecchio dispenseranno succulente specialità a base di tartufo bianco pregiato innaffiate dai vini dei Colli Bolognesi.

In alternativa si potranno scegliere gli 80 coperti esclusivi del Ristorante delle Nonne, un esercito di sfogline che Alberto Bettini della Trattoria Amerigo ha già portato anche a Seoul e che riproporranno i piatti della tradizione montanara impreziositi da una grattata di tartufo, oppure la vasta proposta di street food di qualità, con crescentine, fritti, polenta da passeggio e molto altro, o ancora le specialità offerte da commercianti e associazioni come castagnaccio, gnocco fritto, vin brulé, tigelle, caldarroste con vino novello, borlenghi, birra artigianale, tortelloni e il ristorante parrocchiale o quello tradizionale e naturalmente i menu al tartufo delle diverse attività ristorative del territorio.

Mercati e iniziative culturali

A fianco della cibaria non mancherà, come sempre, la possibilità di fare acquisti golosi, a partire dalla mostra mercato del tartufo – che quest’anno è disponibile a prezzi calmierati – con al centro della scena i prodotti di Appennino Food, ma anche gli stand delle botteghe e degli artigiani, il mercato delle cose buone e quello del vecchio e dell’antico, nonché un ricco programma culturale con le installazioni artistiche dello Spazio Tartufo al Teatro Frabboni e la mostra di Zezus Medeiros e Adriano Franchi alla Sala Tartufino.

Tuber, il palinsesto dove si parla di tartufo

Particolare attenzione quest’anno sarà prestata ai momenti di dialogo e approfondimento inseriti nel cartellone “Tuber” per parlare del valore del tartufo, candidato a entrare nella lista dei patrimoni Unesco, in tre appuntamenti rispettivamente il 3, il 10 e il 17 novembre con la presenza di esponenti del mondo accademico, delle associazioni di categoria, delle istituzioni e dei maggiori consorzi di tutela dei prodotti tipici.

Tre libri per tre weekend

Sulla stessa falsariga, ogni weekend, verrà presentato un libro dedicato ai sapori del territorio, cominciando con “Valsamoggia, persone, luoghi, vini e gastronomia” di Lorella Fontanelli per proseguire con “Rosso Bologna, percorsi tra i vini di collina” di Raffaella Melotti ed Elisa Azzimondi e con “Samodia quaderno n. 15”, nuovo numero della storica rivista dell’Accademia del Samoggia.

Un nuovo progetto di promozione

Nel contesto della rassegna, inoltre, verrà presentato il nuovo progetto “Prossima fermata: Valsamoggia”, innovativo piano di promozione turistica del territorio che prevede la trasformazione dell’ex-Municipio di Savigno e degli edifici rurali della “Pianella” nella nuovissima Casa del Turismo.

Itinerari per grandi e piccini

Tanti anche i percorsi per scoprire, sulla scia del profumo del tartufo, il territorio della Valsamoggia, realizzati in collaborazione con le associazioni Passi Avanti, Il Tartufo e Tartufai di Savigno, da “T-factor: il tuo cane sa andare a tartufo?” (3, 10 e 17 novembre, ritrovo ore 14.30), a “La notte del tartufo mannaro” (3, 10 e 17 novembre, ritrovo ore 17.30), da “Amarcord Valsamoggia” (4 novembre, ritrovo ore 9.30) a “L’oro bianco sulla piccola Cassia” (11 e 18 novembre, ritrovo ore 9.30) e per i più piccini la divertente “Caccia… al Tesoro Bianco di Savigno” (4, 11 e 18 novembre, ritrovo ore 14).

Per gli appiedati c’è la navetta da Bologna

Infine, per chi non fosse motorizzato, anche quest’anno Bologna Welcome metterà a disposizione un servizio navetta con partenza dal centro di Bologna (info 0516583111).

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here