A Bergamo si è parlato di cucina della selvagginaSi è svolto giorni fa a Bergamo il workshop La cucina della selvaggina organizzato dalla locale Associazione Commercianti nell’ambito del progetto “ Selvatici e buoni: una filiera alimentare da valorizzare”, e rivolto in particolare ai ristoratori bergamaschi.

All’incontro, che ha rappresentato un’occasione di approfondimento della conoscenza delle carni di grossa selvaggina per i ristoratori del territorio, hanno partecipato i rappresentanti di tutti i partner del progetto.

La giornata è stata l’ultima delle iniziative messe in campo negli ultimi mesi nella provincia di Bergamo nell’ambito del progetto “Selvatici e buoni” curato dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Milano e la Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva e sostenuto dalla Fondazione UNA Onlus.

A Bergamo si è parlato di cucina della selvagginaProgetto che punta a ridare valore ad un’eccellenza alimentare troppo spesso sottovalutata come la carne di selvaggina, che ha enormi potenzialità considerata la presenza nel solo territorio di questa provincia di oltre 13.000 ungulati selvatici tra cui cervo, camoscio, capriolo e cinghiale.

Selvatici e buoni, la cucina della selvaggina

A Bergamo si è parlato di cucina della selvagginaA partire da settembre scorso si sono svolti tre corsi formativi ed una prova dimostrativa attraverso uno show-cooking, che hanno riscosso un’enorme adesione tra i rappresentanti del mondo venatorio, coinvolgendo complessivamente 126 cacciatori.

Nel mese di novembre, inoltre, sono state realizzate quattro degustazioni guidate dal titolo “Selvatici e buoni…a tavola” in altrettanti ristoranti di Bergamo città, valle Seriana e valle di Scalve, che hanno complessivamente coinvolto quasi 200 partecipanti ai quali sono stati proposti menù a base di carne di selvaggina locale.

A Bergamo si è parlato di cucina della selvagginaDurante la stagione venatoria appena conclusa, infine, è stata avviata la fase scientifica e di ricerca prevista dal progetto, attraverso una serie di campionamenti, eseguiti sugli ungulati selvatici prelevati, al fine di eseguire accertamenti sanitari finalizzati alla miglior definizione delle caratteristiche delle carni di selvaggina.

Il programma delle attività del progetto Selvatici e Buoni proseguirà nei prossimi mesi con altre azioni previste tra cui un evento dedicato alla comunicazione dei risultati preliminari raggiunti.

Pubblicità

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here