Dall’8 al 12 settembre a Diamante, in provincia di Cosenza, cinque giornate di festa con spettacoli, mostre, convegni medici, vignette sul ring, film e la storica finale del “Campionato Italiano Mangiatori di Peperoncino”.

Non solo il piccante che insaporisce le pietanze ma anche il piccante dell’arte, della fotografia, del cinema, del teatro e della satira; un’avventura che si ripete ogni anno da mercoledì a domenica nel secondo week end di settembre per una splendida esperienza che tutti possono vivere in prima persona e farsi coinvolgere dalle mille iniziative, dai sapori infuocati, dalle mostre, dai convegni, dalle bellezze del territorio e dall’entusiasmo della gente di Calabria diretta erede della Magna Grecia, dove l’ospitalità era sacra e inviolabile.

Le origini

Era il 1992 e le “Colombiadi” di Genova festeggiavano i cinquecento anni della scoperta dell’America; sulle caravelle di Cristoforo Colombo c’erano la patata, i fagioli, il pomodoro e soprattutto il peperoncino.

Enzo Monaco pensò ad una manifestazione dedicata solo a questo prodotto, a Diamante, e organizzò un evento dal titolo eloquente “1492-1992 Cinquecento anni piccanti”; niente sale e niente dotti seminari. Convegni, dibattiti e festeggiamenti, tutti per la strada e senza biglietto d’ingresso, nel pieno rispetto della millenaria storia del peperoncino arrivato in Europa come spezia popolare e democratica.

Fu grande successo. Due anni più tardi nacque l’Accademia del peperoncino che assunse il compito di organizzarlo ogni anno per farlo diventare il più importante evento gastronomico della Calabria.

Il grande protagonista del Peperoncino Festival

Per cinque giornate Diamante si trasforma nella “Mecca del peperoncino”, luogo in cui approfondire e conoscere la storia millenaria del rosso ortaggio venuto dalle Americhe, ma anche vedere, toccare e apprezzare tutte le varietà, tutte le salse, le specialità e le tradizioni dei Paesi del mondo dove il peperoncino è di casa.

I “gioielli piccanti” di Calabria sono unici e inconfondibili, la ‘nduja di Spilinga, la rosamarina di Amantea, la sardella di Crucoli e il morsello di Catanzaro, poi tutte le novità piccanti di nuovissima creazione come la salsa in bustina monodose, il lardo, la confettura, i liquori piccanti e il sale, più di 500 varietà di peperoncino esposte nella mostra di Massimo Biagi.

Come chiarisce il sottotitolo, il Festival parla di “arte, cultura e gastronomia in salsa piccante”, così, oltre a tutte le varietà e ai piatti “infuocati”, ci sono la “Rassegna internazionale del cinema piccante”, le “Mostre piccanti”, la satira e il cabaret “due espressioni di arte piccante”, i convegni medici col peperoncino che “fa bene alla salute e all’eros”, il teatro di strada, tarantelle e musica folk in omaggio al “peperoncino democratico e popolare” e infine i concorsi di fotografia, poesia e il premio per la “migliore tesi di laurea sul peperoncino.

Un’occasione unica per conoscere una terra splendida e ospitale come la Calabria con le bellezze inconfondibili della Riviera dei cedri.

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