Villa Torlonia
Villa Torlonia – San Mauro Pascoli

Da quasi vent’anni la Villa Torlonia di San Mauro Pascoli, in Romagna, celebra il 10 di agosto un singolare Processo; il primo fu quello sul caso dell’omicidio del padre del poeta, Ruggero Pascoli, assassinato in un agguato il 10 agosto del 1867. Da quella prima volta si sono susseguiti, il 10 agosto di ogni anno, altri Processi su personaggi che hanno fatto la storia della Romagna (e non solo): il Passatore di Romagna (2002), La cucina romagnola (2003), Mussolini (2004), Mazzini (2005), Secondo Casadei (2006), Garibaldi (2007), Togliatti (2008), Badoglio (2009), il Romagnolo (2010), Cavour (2011), Processo d’Appello Pascoli (2012), Rubicone (2013), Pellegrino Artusi (2014), Il ’68 (2015), Giulio Cesare (2016), Rivoluzione Russa (2017), 5 Marce su Roma (2018), Machiavelli (2019).

Federico Fellini
Federico Fellini

Il 2020 offre la sponda per ricordare una volta di più il grande maestro riminese del cinema, Federico Fellini, nel centenario della nascita, celebrando il Processo ai Vitelloni

“Vitellone” è uno dei termini felliniani entrati di prepotenza nel vocabolario di casa nostra; insieme a “dolce vita” e “amarcord” forma la triade per eccellenza che si è imposta nel linguaggio internazionale. Ma se gli ultimi due hanno una valenza tra il positivo e il melanconico, più controverso è “vitellone”. Secondo alcuni è il seduttore per eccellenza della riviera romagnola, per altri il maschilista tout court.

Processo ai Vitelloni

I ViterlloniL’imputato è il “Vitellone”; a guidare l’accusa è la giornalista de Il Manifesto Daniela Preziosi, la difesa da Gianfranco Angelucci stretto collaboratore del celebre regista. Presidente del Tribunale Gianfranco Miro Gori, fondatore del Processo e direttore di Sammauroindustria. Lo scenario dell’evento è sempre la Torre di pascoliana memoria a San Mauro Pascoli, luogo dal forte carico simbolico: amministrata da Ruggero Pascoli, padre di Giovanni Pascoli, ucciso da ignoti proprio il 10 agosto del 1867. Il verdetto del Processo viene emesso dal pubblico presente munito di paletta.

Un libro sul Processo

Il Processo è stato anticipato dalla presentazione, un paio di sere fa, di un volume che racconta la storia dei vent’anni dell’evento del 10 agosto a San Mauro Pascoli, appuntamento tra i più seguiti dell’estate in Romagna. “Vent’anni dopo. I processi del X agosto nella Torre” (Ponte Vecchio editore), questo il titolo, è curato da Gianfranco Miro Gori, Filippo Fabbri e Serena Zavalloni.

Perché processare i Vitelloni

Potenza del cinema. Tutti sanno chi sono i vitelloni, in Italia e nel mondo, ma forse non tutti sanno, però, che non fu Fellini a ideare il termine ma il suo sceneggiatore, lo scrittore Ennio Flaiano, il quale spiegò la derivazione dall’abruzzese “vudellone”; in altri termini: una budella da riempire.

manifesto vitelloni 2020

Vitellone è uno che non fa nulla e campa, anche in età da lavoro, sulle spalle della famiglia – ha affermatio Miro Gori, esperto di cinema – Perfetta da questo punto di vista è la rilettura felliniana di 

Amarcord dove in Lallo, zio del protagonista Titta, la figura del vitellone si fonde con quella del pataca. Se questo è un primo e assai grave capo d’imputazione in una Repubblica ‘fondata sul lavoro’, altri non mancano: dall’incapacità di crescere, maturare, staccarsi dall’adolescenza, al maschilismo radicale che ha indotto nell’opinione comune l’analogia tra vitellone e seduttore da spiaggia, come racconta Sergio Zavoli, altro illustre riminese, nel documentario I vitellini. Ma spetterà all’accusa definire con esattezza il campo dell’imputazione e alla difesa trovare attenuanti e reali motivi per l’assoluzione”.

Al pubblico presente, costituito in giuria popolare, come sempre, la sentenza finale.

Accusa/difesa atto primo

i vitelloniSecondo l’accusatrice Daniela Preziosi “i Vitelloni restano un monumento alla peggio gioventù maschile, regredita al comodo eterno stato infantile, mammoni e traditori, bandiere di un’inconcludenza che è indifferenza. Bighellona, bovina, bulla, banale, irredimibile”.

Diverso il punto di vista del difensore Angelucci. “I luoghi comuni, le convenzioni, nascondono spesso pregiudizi che conducono verso una strada sbagliata; i Vitelloni sono ben altro da ciò che in molti pensano, e ci stupiremo insieme a scoprire quanto la loro natura, che ci appartiene così da vicino, rappresenti forse la nostra parte più nobile”.

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