Celiachia: 16 maggio giornata mondiale

Lo sviluppo di questa patologia, presente da sempre, è stata in progressivo aumento negli ultimi quarant’anni, non solo in Italia ma nel mondo, in cui colpisce l’1% della popolazione.

Sono prevalentemente colpite le donne e l’unico rimedio, in mancanza di vaccino, è una dieta priva di glutine.

Ma di che disturbi soffre il celiaco e come si può individuare questa patologia autoimmune?

I disturbi sono diarrea, crampi e gonfiore addominali, meteorismo, perdita di peso e astenia, ma purtroppo tali sintomi si riscontrano e tendono a riconoscersi solo con il passare del tempo, quando è già in atto una infiammazione che impedisce l’assorbimento di cibi e nutrienti.

Quando allarmarsi?
In presenza di problemi addominali reiterati è opportuna farsi visitare da un bravo gastroenterologo e proseguire con indagini mirate poiché la celiachia può avere origini genetiche, immunologiche e ambientali.

Talvolta la celiachia può essere confusa con l’intolleranza al glutine, di cui un medico esperto saprà tenere conto per dare le giuste informazioni rispetto ai comportamenti alimentari e terapeutici.

In commercio sono disponibili molti prodotti privi di glutine, fra cui farine, snack, bevande, ecc.

Sono riconoscibili per una graziosa spiga barrata presente nella confezione che indica che il prodotto rispetta il limite normativo del contenuto di glutine.

AIC ha registrato il marchio Spiga Barrata alla fine degli anni ’90 e da allora ne ha gestito le attività di verifica e di concessione, perseguendo nel tempo l’obiettivo del sostegno alla dieta senza glutine facilitando la reperibilità di prodotti idonei sul mercato.

La Spiga Barrata è considerata simbolo universalmente riconosciuto come “gold standard” del senza glutine, che trova riscontro su tutto il territorio europeo.

A volte, un po’ per ignoranza e un po’ per moda, si tende a pensare che eliminando il glutine si diventi automaticamente esente da questa patologia.

Ma attenzione, la dieta “preventiva” gluten free può essere dannosa per le persone non celiache.

Oggi sono attivi anche corsi di cucina specifica per aiutare i pazienti a scegliere i piatti giusti e a eliminare gli ingredienti nocivi.

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