Agostino Iacobucci, in cucina, è talento puro: confesso che quando, nel 2012, approdò alla cucina dell’Hotel I Portici portando a Bologna la prima Stella Michelin cittadina, faticai a comprendere la sua cucina così ricca di profumi e sapori diversi, dove forza e delicatezza si alternano in continuazione.

Una cucina che è esperienza a tutto tondo

Ovviamente la colpa era mia, che per calarmi nell’estro di questo ragazzone campano classe 1980, con un cuore grande come una casa, che a soli 30 anni si guadagnava la prima stella alla Cantinella di Napoli e che oggi si dedica con passione non solo alla propria cucina ma anche a iniziative benefiche come “I 5 Sensi – Uniti per De@Esi”, dovevo prima capire una cosa: quella di Agostino Iacobucci non è solo e semplicemente cucina, è un’esperienza a tutto tondo, che richiede attenzione completa e completa dedizione tanto da parte dell’ospite-degustatore quanto da parte dello chef-creatore.

Una storia d’eccellenza che continua ancora

Una storia fatta di lievitazioni magistrali, di cotture attente, di accostamenti arditi, di amore per la materia prima, che oggi riprende: avevamo infatti lasciato Agostino in uscita dai Portici dopo sei anni di successi che lo avevano catapultato nell’Olimpo dell’alta cucina all’ombra delle Due Torri.

Parte da Villa Zarri la seconda vita bolognese di Iacobucci

E dopo un anno abbondante di pausa, di studio e di riflessione, durante il quale il nostro si è confrontato con giganti dell’arte culinaria quali Massimo Bottura, l’italo-argentino Mauro Colagreco e il peruviano Virgilio Martinez, la seconda vita bolognese di Iacobucci riparte da una location d’eccezione come Villa Zarri.

Dall’8 aprile una cornice sontuosa e d’eccezione

I soffitti affrescati, l’ampio parco costellato di sculture neoclassiche, gli stucchi della sontuosa facciata di questa dimora settecentesca simbolo, grazie alle distillerie della famiglia Fini-Zarri, del brandy Made in Bologna e di altri prodotti di alto profilo, saranno a partire da lunedì 8 aprile la degna cornice della cucina di Agostino Iacobucci, che qui combinerà perfettamente tradizione e innovazione, con sapori antichi rivisitati in accostamenti nuovi e creativi.

Suggestioni da Napoli, da Bologna, dal mondo

Elementi di spicco della cucina partenopea si uniranno al grande patrimonio della tradizione emiliana e incontreranno ingredienti di altre culture gastronomiche, in un’accurata selezione delle materie prime, una sapiente valorizzazione dei prodotti di eccellenza, legati alla stagionalità, e ispirazioni in arrivo da oltreoceano.

Solo nove tavoli: prenotare è il minimo

Solo nove tavoli per un massimo di 30 coperti, a significare che non sarà certo un ristorante dove capitare per caso dopo una gita fuori porta ma una vera e propria Mecca del gourmet appassionato e informato, dove la prenotazione è di prammatica così come l’aderenza a un modello di cucina ricercato, in un’atmosfera raccolta che contribuisce a fare sentire l’ospite coccolato e in famiglia.

Tre menu degustazione

Tre i menu degustazione che si affiancheranno a una carta con non più di cinque proposte per portata: uno a base di carne, uno di pesce e lo specialissimo menu “Esplorando. Viaggi, percorsi, curiosità” per una full immersion in quello che è l’Agostino Iacobucci più autentico e profondo, il tutto abbinato a un’eccellente carta dei vini.

L’apertura? Da lunedì a sabato

Il Ristorante Iacobucci sarà aperto sia a pranzo che a cena, dal lunedì al sabato, con la prenotazione che, come detto, è più che caldamente raccomandata.

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