Alessandro Rossi
Alessandro Rossi

Lo possiamo chiamare il globetrotter del vino, Alessandro Rossi, che di professione è wine manager, solo che lui ci aggiunge un ingrediente in più: la comunicazione.

Lo fa con un format pensato come trasmissione radiofonica, Deep red stories, divenuto anche un sito, ed a cui si aggiungono altri progetti come la collaborazione sulla rivista La Madia Travelfood con una sua rubrica e il premio alla ristorazione di qualità, “Dire Fare Sognare”, che ha fatto tappa in varie parti di Emilia e Romagna. Inutile dire che quest’ultimo ha subito una battuta di arresto causa la situazione generale.

Ciò non toglie la validità dei progetti che sono valsi all’ideatore, il cesenate d’adozione Alessandro Rossi, il premio quale migliore comunicatore assegnato dal sito specializzato Vinoway nell’edizione Wine Selection 2021. La cerimonia si è svolta nei giorni scorsi a Bari al The Nicolaus Hotel alla presenza di produttori, comunicatori e opinion leader del settore.

Nasce The Wine World Tribune

Charlie Arturaola
Charlie Arturaola

Per Rossi si tratta di un bel riconoscimento, soprattutto alla luce di un progetto, in fase di decollo nel marzo 2021, che vede la nascita di una rivista sul vino con sede a Miami, The Wine World Tribune, chiamato a collaborare da una firma totem del settore: Charlie Arturaola, sommelier americano con 40 anni di esperienza, migliore comunicatore del vino a Vinitaly e a Londra. Insieme nel progetto anche Mauro Maugliani manager del vino da anni a Miami.

Rossi sarà l’unico italiano nel trimestrale che vedrà la presenza di firme di primo piano dell’enologia mondiale.

“Il premio ricevuto a Bari testimonia come un nuovo modo di comunicare sia possibile nel mondo del vino – ha detto Rossi – E’ giunto il momento di svecchiare il linguaggio pensandolo per i winelover di oggi: giornalisti di nuova generazione, blogger, influencer e soprattutto i consumatori. Il nuovo linguaggio del vino deve abbracciare i nuovi media, video e audio in primis, senza banalizzare il tema, bensì creando quel fascino che è fondamentale per fare breccia”.

E a proposito di linguaggio, Rossi è stato l’unico romagnolo presente nei panel di degustazione al Concorso Mondiale di Bruxelles a testimonianza del suo essere globetrotter e di un assunto che è sempre più centrale: il vino oltre a berlo bisogna saperlo raccontare.

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