L’alta cucina pianta un’altra bandiera nel cuore di Modena. Mentre a Bologna si discute se gli spaghetti alla bolognese esistono oppure no, se sia giusto servire un tagliere di salumi e formaggi con un Pignoletto anziché un Prosecco, o sul perché ci sono chef bravissimi ai quali viene negato il giusto riconoscimento stellare, all’ombra della Ghirlandina, dopo Massimo Bottura, Luca Marchini ed Emilio Barbieri, si aggiunge una nuova stella della cucina gourmet e d’autore.

Ritorna dopo tre anni La Secchia Rapita

Ha infatti riaperto i battenti La Secchia Rapita, il ristorante situato all’interno dello storico Hotel Canalgrande, meraviglioso albergo quattro stelle sito nel settecentesco Palazzo Schedoni, ora gestito dal Gruppo Phi Hotels, specializzato in alberghi di charme in tutta Italia.

Lo chef Montanari versa personalmente il brodo sui tortelli di liquirizia

Alta cucina garantita da Agostino Iacobucci

Un’insegna storica che aveva chiuso i battenti a inizio 2016 ma che oggi riapre in tutto il suo splendore grazie ad Agostino Iacobucci, chef stellato da alcuni anni basato a Bologna – attualmente nella cornice di Villa Zarri – ma soprattutto consulente per la ristorazione del Gruppo Phi Hotels nell’ambito del progetto Food Philosophy, nel quale riversa tutta la propria esperienza, passione e competenza tecnica, fattori vincenti dai quali scaturisce una cucina d’autore che, ovunque faccia mostra di sé, miete allori ed entusiasmi tra gli esperti e gli addetti ai lavori.

Ai fornelli? Da Bologna arriva Pietro Montanari

E a rendere realtà questa filosofia basata sul trinomio Colore-Consistenza-Sapore sarà Pietro Montanari, altro grande chef reduce dall’esaltante esperienza della Cesoia a Bologna: alle sue capaci mani sarà affidato un menu nel quale troveranno posto, inevitabilmente a fianco dei grandi classici emiliani, piatti di una cucina a 360 gradi, con influenze dalle diverse tradizioni regionali, un forte legame con la stagionalità delle

L’animella con spinacino: per chi apprezza è godimento puro

materie prime e la vis creativa – che è tanta – dello chef.

Un locale profondamente rinnovato

In un locale profondamente rinnovato, reso essenziale anche nell’apparecchiatura che non prevede tovaglia, ma che conserva lo splendido salone dei banchetti, adornato di specchi e stucchi, e l’accesso su un meraviglioso giardino interno con terrazza (a cui si accede anche dall’albergo) che nella bella stagione sarà senza dubbio utile anche per cocktail e ricevimenti, andrà quindi in scena un’esperienza gourmet garantita da due tra i nomi più belli della cucina gourmet in Emilia, accompagnata da una carta dei vini nella quale sarà possibile attingere a bottiglie del territorio, di tutta Italia, ma anche di provenienza estera, dalla Francia al Sud Africa.

L’anatra in tre preparazioni: questa è la terza. Lussuria pura

Il menu per la stampa: abilità, fantasia e sapori forti

Nella serata di presentazione, naturalmente, lo chef “ha dato del gas”, ovvero ha dato prova della sua maestria con piatti che probabilmente non saranno in carta ma che rendono chiaramente l’idea del potenziale di questo locale: la goduria dei pani portati interi in tavola come una volta (strepitoso quello francese al burro), il contrasto forte, anche sgarbato, ma corroborante dei tortelli di liquirizia nel brodo amaro, la consistenza eccezionale, per chi ama il genere, dell’animella con spinacino, la lussuria dell’anatra in tre preparazioni, sono solo un esempio della tecnica fenomenale a cui lo chef Montanari è in grado di arrivare.

La costoletta che merita gli onori della cronaca

C’è però un piatto che secondo noi dovrebbe entrare in carta, ed è la reinterpretazione della costoletta alla bolognese: meravigliosamente croccante all’esterno, orgasmicamente succosa all’interno, corroborata dalla sua spuma di Parmigiano, è un piatto che merita gli onori della cronaca.

E infine la costoletta: nella sua semplicità superba per tecnica e consistenza

Una cronaca che, ci si augura, per la Secchia Rapita possa arricchirsi di futuri tasselli sempre più interessanti: le persone giuste, in cucina, a coordinare il progetto, ma anche in sala con un servizio sempre attento e puntuale senza essere invadente o impettito, ci sono, ora al pubblico il giudizio.

Orari e prezzi: quanto costa magiare alla Secchia?

Ah già, dimenticavo gli orari: per il momento La Secchia Rapita sarà aperta solo la sera, dalle 18.30 per richiamare anche una clientela straniera abituata a cenare presto, mentre all’ora di pranzo sarà in funzione un servizio snack. Per un pasto composto da due portate più dessert il costo dovrebbe aggirarsi attorno ai 50 euro vini esclusi.

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