Dopo la riapertura, TheFork, app di prenotazione online dei ristoranti, ha analizzato l’andamento del settore, quali saranno i trend dei prossimi mesi e Andrea Arizzi, Portavoce di TheFork per l’Italia, ci ha illustrato l’andamento delle ripartenze nel settore della ristorazione.

Come conseguenza alla pandemia, quali sono state le attività più o meno colpite nel settore della ristorazione e quanto questo ha inciso sulla piattaforma? Qual è stato il bilancio sulla necessità di tornare nei ristoranti con il bisogno di sicurezza? 

Andrea Arizzi, Portavoce TheFork per l’Italia

Secondo l’ultimo bilancio della Fipe, in 14 mesi sono stati bruciati 514 mila posti di lavoro e la quasi totalità delle imprese ha perso fatturato, l’incertezza è diventata il sentimento prevalente e le nuove attività avviate nell’anno sono dimezzate. Duro anche il giudizio sui ristori: per quasi il 90% degli imprenditori, sono stati inutili o poco efficaci.

Un’opinione largamente condivisa dai nostri ristoranti Partner, più volte interpellati sul tema attraverso sondaggi condotti nel 2020. E’ dunque difficile specificare quali tra le categorie di ristoranti abbiano sofferto di più. Tutti hanno “tirato avanti” con il delivery e l’asporto, che si è dimostrato redditizio solo per alcune tipologie di cibo che maggiormente vi si prestano, per altri ristoranti è stato solo un modo di galleggiare e mantenere vivo il rapporto con la clientela. Per quanto ci riguarda abbiamo deciso di utilizzare il periodo di blocco per sostenere i ristoranti offrendo gratuitamente le versioni avanzate del nostro gestionale e la possibilità di pubblicare i contatti per la consegna a domicilio e l’asporto.

Allo stesso tempo abbiamo accelerato su ricerca e sviluppo, arrivando a proporre ai nostri ristoranti TheFork PAY e le Gift Card di TheFork per offrire alla riapertura ancora più strumenti per il rilancio. C’è senz’altro un gap da recuperare oggi, ma il trend di prenotazione fa ben sperare. Le persone hanno voglia di socialità, si adattano alle misure di sicurezza rispettandole e si sentono tutelate al ristorante, più che nelle altre abitazioni private. Serve adesso che la riapertura sia stabile, ma siamo fiduciosi.

Quali sono state le tendenze food dei consumatori durante le riaperture? (Pranzo, cena, tipi di cucina più prenotati, alla moda o tradizionale, genere ed età media e la regione che registra i dati più positivi)

I dati registrati nelle prime tre settimane di riapertura sono decisamente incoraggianti. Nella settimana appena conclusa rispetto ai primi 7 giorni di riapertura si è osservato un aumento delle prenotazioni in Italia pari al 36%. La crescita delle prenotazioni dal 26 aprile a oggi è più marcata in Piemonte, dove sono aumentate del 62%, seguito dalla Lombardia con un aumento del 48%. Anche in altri paesi europei il trend è positivo: nelle ultime settimane le prenotazioni su TheFork sono cresciute del 44% in Regno Unito, del 23% in Svizzera e del 10% in Spagna.

Se invece parliamo di identikit del consumatore, gli utenti di TheFork abbracciano tutte le fasce d’età perciò non abbiamo notato particolari differenze. Sicuramente però i clienti vogliono essere certi di trovare un tavolo, anche vista la capienza limitata dei ristoranti: nel 2019 si prenotava mediamente 3/4 ore prima dei pasti, mentre dal 26 aprile a oggi i clienti hanno prenotato mediamente 19 ore prima.

Anche i giorni preferiti per uscire cambiano: in generale il weekend rimane di punta ma le prenotazioni si sono distribuite durante la settimana ad esempio dalla riapertura il mercoledì è stato scelto come giorno per mangiare fuori il doppio rispetto al passato. Sul fronte invece della tipologia di ristoranti, se confrontiamo la riapertura di maggio 2020 con quella di queste settimane, notiamo un aumento di prenotazioni per i ristoranti INSIDER che sono cioè le eccellenze prenotabili su TheFork.

Passiamo dal 10% del 2020 al 27% delle scorse settimane. Le tipologie di cucina preferita sono state nell’ordine mediterranea, pizzeria e di pesce, seguite poi dalla cucina tradizionale e toscana. Il numero di coperti medio è stato di circa 2 persone e lo scontrino medio tra i 30€ e i 40€.

Parlando di ripartenza, in che modo la piattaforma intende rilanciare il settore per garantire alla propria community la miglior esperienza? 

Andrea Arizzi, Portavoce TheFork per l’Italia

TheFork ha da sempre un duplice obiettivo, ancora più cruciale in questa fase di ripresa. Da un lato quello di supportare con ogni mezzo possibile la ripartenza del settore e quindi aiutare i ristoratori a contrastare i no-show ad apparire nelle ricerche degli utenti, a farsi quanta più pubblicità possibile e avere a disposizione gli strumenti più all’avanguardia.

Dall’altra proporre esperienze fuori casa uniche ai clienti, che dopo mesi di confinamento hanno certamente voglia di scoprire nuovi ristoranti e provare esperienze gastronomiche di qualità.

TheFork con Fipe e APCI, ci saranno benefici esclusivi e iniziative per favorire anche i lavoratori che avranno problemi o ritardi in questa delicata fase?

TheFork lavora sempre a stretto contatto con le principali associazioni di categoria, per modulare la propria offerta e renderla quanto più allineata possibile alle esigenze del settore. A livello economico abbiamo messo in campo alcune agevolazioni perché anche chi è stato più duramente colpito possa sfruttare i nostri strumenti in questa fase di ripresa.  Ad esempio abbiamo eliminato il costo mensile delle versioni avanzate del nostro gestionale di prenotazioni fino a fine settembre per i nuovi clienti, così come le commissioni del nostro sistema di pagamento contactless TheFork PAY sono state azzerate fino a fine a dicembre. Continueremo il dialogo per fare sempre di più.

Con la stagione estiva ormai alle porte, quali sono i probabili trend?

Il trend principale è quello di ripresa dei consumi fuori casa, lo vediamo nei nostri dati ma anche in quelli della Federazione Italiana Pubblici Esercizi. La ricerca della Fipe, che ha coinvolto alcuni qualificati rappresentanti dell’industria, prevede un 2021 di fatturati ancora in calo almeno del 20% ma l’84,3% degli imprenditori scommette su una ripresa del settore, naturalmente a patto che l’emergenza venga arginata.

Il 66% dei responsabili di grandi aziende della filiera prevede una ripresa non prima del 2022-2023, che passerà da un potenziamento dei servizi digitali con alcune tecnologie in testa come i menù online e i pagamenti contactless agevolati dalla necessità di ridurre i contatti. Da un punto di vista prettamente alimentare TheFork ha coinvolto la sua community per individuare i piatti protagonisti della bella stagione 2021: la preferenza ricade sulle ricette che usano ingredienti di stagione; molto amata ancora la bowl poké anche in varianti più nostrane; infine menzione d’onore per sushi all’italiana e cannoli salati.

Pubblicità

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here