Note balsamiche incontrano quattro eccellenze di nicchia del Nord Italia. Qual è il comune denominatore tra la bagna caöda piemontese, i capunsel di Solferino, la spalla cruda parmense, il salame o il luadel dal mantovano, e l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP?

Balsamiche note incontrano altre eccellenze

Nel mese di settembre tutte queste eccellenze gastronomiche s’incontreranno tra loro per merito di un’iniziativa dell’Associazione Esperti Degustatori di ABTM DOP che, in collaborazione con il Consorzio Produttori Antiche Acetaie, organizza a Modena coinvolgendo altre realtà aderenti alla FICE, la Federazione Italiana Circoli Enogastronomici.

Gli ambasciatori delle nicchie gastronomiche

Da anni ormai l’AED grazie a questa affiliazione riesce a invitare in città gli “ambasciatori”, e al tempo stesso i difensori, di molte eccellenze gastronomiche regionali e delle tradizioni più antiche, creando saporiti momenti di scambio, occasioni di divulgazione della cultura balsamica, di promozione del territorio modenese e, soprattutto di straordinaria convivialità.

Serate Balsamiche, ritorna la kermesse dell’ABTM DOP

Quest’anno riprende quindi l’iniziativa delle Serate Balsamiche Modenesi che coinvolgerà in differenti occasioni la Confraternita della Bagna Caöda di Faule, nel cuneese, quella del Capunsel di Solferino, del Luadel di Pomponesco, entrambe nel mantovano, e della Spalla Cruda di Palasone, in provincia di Parma.

I sapori forti della bagna caoda

La bagna caöda è un condimento a base di aglio e acciughe dissalate e deliscate, cotto a fuoco lento in olio d’oliva, riducendo il tutto a salsa in cui intingere le verdure. Il piccolo comune cuneese di Faule organizza ogni secondo fine settimana di ottobre una sagra dedicata alla Bagna Caöda, giunta alla sua 26esima edizione.

Le reminiscenze gonzaghesche del capunsel

I capunseli sono degli gnocchi di pane da mangiare in brodo o accompagnati da burro fuso o ragù. Sono “parenti” dei canederli di tradizione tirolese, tanto che sono stati introdotti nell’Alto Mantovano proprio da emigranti che secoli fa si spostarono dalle Alpi verso la Pianura Padana. La variante solferinese prevede l’aggiunta di amaretti sbriciolati nell’impasto, uso che risale ai tempi dei Gonzaga.

L’apparente semplicità del luandel

Il luandel è un pane tipico di Pomponesco, antico borgo mantovano. Deriva dal termine dialettale che significa “sollevare” per richiamare la modalità di consumo. Di fatto consiste in una focaccia da mangiare calda una volta lievitata e accompagnata dai salumi tipici locali.

La lussuria della spalla cruda

Infine la Spalla Cruda di Palasone, Presidio Slow Food dell’Emilia-Romagna, secondo alcune ricerche storiche risale a ben prima del XIII secolo ed è considerata il salume più antico della bassa parmense. Si utilizza solitamente la zampa anteriore del maiale che viene lavorata e salata per poi essiccare almeno 15 mesi, e la forma che si ottiene è simile a quella del culatello.

Il 13 settembre si inizia con le amarene

A ospitare la rassegna sarà la Sala Parrocchiale di Gesù Redentore, in viale Leonardo da Vinci. Il primo appuntamento è in programma martedì 13 settembre quando si terrà una serata dedicata alle amarene a tutto pasto promossa in collaborazione con l’Azienda Cerasicola Morselli di Ganaceto, ormai punto di riferimento a livello provinciale nella produzione e nella trasformazione di questo dolcissimo frutto.

Ciliegie di pianura e Lambrusco di collina

Assieme a Gaia Venturelli è stato organizzato un menù in cui le amarene, in abbinamento all’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, saranno protagoniste in ogni portata. Nel corso della serata verranno degustati i lambruschi modenesi collinari che si riconoscono sotto il marchio Montebarello 155, in quanto prodotti con vigneti posti sopra i 155 metri di quota.Tra questi verranno degustati quelli dell’Azienda Agricola e agriturismo Delizia Estense di Montegibbio, anche ottimo produttore di Balsamico Tradizionale.

Il 19 settembre si accende il fujot della bagna caoda

Seguirà l’incontro di lunedì 19 settembre dedicato alla bagna caöda che nell’occasione sarà accompagnata dall’ABTM DOP. Una sorta di esperimento per testare, sotto la guida degli esperti, possibili abbinamenti con il prodotto “affinato” e l’Extra Vecchio, invecchiati rispettivamente almeno 12 e oltre 25 anni.

Ogni partecipante avrà a disposizione un fornello Fujot in terracotta per poter intingere le verdure nella bagna caöda seguendo la tipica modalità di consumo di Faule, in provincia di Cuneo, paese di origini medievali di poco meno di 500 anime, a circa 40 chilometri da Torino.

Il 26 settembre si chiude coi sapori della bassa

Infine, lunedì 26 settembre, a chiudere la rassegna saranno le Confraternite del Capunsel di Solferino, del Luandel di Pomponesco, e della Spalla Cruda di Palasone, le cui eccellenze gastronomiche incontreranno i sapori unici dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. In tutte le serate verranno degustati tre vini sotto l’esperta guida del gruppo Sommelier di Modena con dettagliata presentazione delle singole aziende e dei territori di provenienza.

Quanto costa e come partecipare

Tutti gli appuntamenti hanno come orario di ritrovo le 19.45 e inizio alle 20: le tre date di Serate Balsamiche hanno un costo complessivo di 65 euro e singolo di 25 euro, comprensivo d’iscrizione annuale all’Associazione Esperti Degustatori. Le prenotazioni sono già aperte, per partecipare è necessario iscriversi tramite l’indirizzo mail info@aedbalsamico.com o telefonare al numero di telefono 3385087425 del Presidente Mario Gambigliani Zoccoli.

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