E’ un nome, quello di Benso, che nella storia della ristorazione bolognese occupa una casella di primissimo piano.

La storica insegna del Ristorante Benso conservata come vent'anni fa
La storica insegna del Ristorante Benso conservata come vent’anni fa

Benso, colonna della ristorazione storica bolognese

I più stagionati tra voi ricorderanno certamente il ristorante alla moda, dalle atmosfere soffuse, situato nei vicoli del ghetto ebraico, dove la Bologna che amava piacere e farsi vedere andava a mangiare tortellini e cotolette petroniane alternate a proposte di pesce di giornata.

La bella gente che andava a mangiare da Benso

Un luogo “in”, che tra i propri soci vedeva anche Roberto Brunamonti, leggendario play della Virtus e della Nazionale e che rimase in attività sino ai primissimi anni 2000 per poi chiudere definitivamente i battenti.

Champagne Chateau de Bligny per cominciare
Champagne Chateau de Bligny per cominciare

Benso rinasce e con lui i vicoli del ghetto

Oggi l’insegna di Benso si accende nuovamente su quelle strette viuzze, che nei 20 anni e passa di chiusura avevano conosciuto il peggior degrado e l’abbandono più umiliante e dove ora nella bella stagione troveranno posto i tavoli del dehors, pronta a portare nel cuore storico di Bologna una cucina “fine dining”, servita in un ambiente di classe, completamente rinnovato a eccezione delle famose travi in legno che reggono ancora il soffitto, da uno staff giovane ed entusiasta, eppure già rodato nel mestiere.

Tartare di gamberi rossi di Sicilia con gel di mandarini verdi arrostiti, estratto di carciofo, gelato con crumble di Parmigiano-Reggiano DOP e film di genziana
Tartare di gamberi rossi di Sicilia con gel di mandarini verdi arrostiti, estratto di carciofo, gelato con crumble di Parmigiano-Reggiano DOP e film di genziana

La famiglia Morabito anima del nuovo Benso

E a portare a compimento questa lodevole impresa è la famiglia Morabito – Iside con i fratelli Luigi e Francesco – che, sulle spalle grande esperienza nel settore dell’accoglienza maturata nella natia Calabria e in Puglia, da circa una decina d’anni gestisce già il Roberto Bistrot, altro gettonatissimo locale da più di 200 coperti situato in via Orefici, nel cuore del quadrilatero mangereccio, mettendo al timone della cucina lo chef Corrado Parisi, siciliano di nascita, una carriera trascorsa in giro per l’Italia e l’Europa con l’ultimo passaggio conosciuto al Pappagallo di Bologna

Baccalà mantecato in pop corn di cotica, carciofo di Gerusalemme alla brace e crema di cipolle bruciate
Baccalà mantecato in pop corn di cotica, carciofo di Gerusalemme alla brace e crema di cipolle bruciate

nell’ultima stagione in piazza della Mercanzia prima del trasloco forzato.

La cucina dello chef Corrado Parisi

Una mano, quella dello chef Parisi, che si avverte immediatamente nella concezione dei piatti, essenzialmente di mare, fatti di accostamenti arditi ma nei quali si avverte quasi sempre, dall’antipasto al dolce, una lieve nota amaricante che rappresenta un po’ la cifra stilistica di Corrado sin da quando era al Makoré di Ferrara.

Note amaricanti dagli amuse bouche al dessert

Cifra che si avverte già nella batteria di amuse bouche, che comprendono macaron al paté di fegatini e amarena, taco con ceviche di pesce e mayo all’erba cipollina, mini-cannolo al baccalà mantecato, crocchetta di fish and chips e canapè con crema di patate e maionese di peperoni con peperone crusco, e che già inducono elevate aspettative per il pasto.

Raviolini di ricotta e maggiorana mantecati al burro della Normandia su crudaiola di gambero rosso di Sicilia e liquirizia
Raviolini di ricotta e maggiorana mantecati al burro della Normandia su crudaiola di gambero rosso di Sicilia e liquirizia

Le entrate e i primi

Ecco allora arrivare, mentre si sorseggia un calice di Champagne Chateau de Bligny e si sbocconcella l’ottimo pane fatto in casa abbinato a un eccellente olio EVO siciliano IGP da monocultivar Biancolilla di Frantoi Cutrera, tartare di gamberi rossi di Sicilia con gel di mandarini verdi arrostiti, estratto di carciofo, gelato con crumble di Parmigiano-Reggiano DOP e film di genziana, per poi proseguire con baccalà mantecato in pop corn di cotica, carciofo di Gerusalemme alla brace e crema di cipolle bruciate, raviolini di ricotta e maggiorana mantecati al burro della Normandia su crudaiola di gambero rosso di Sicilia e liquirizia, e risotto “Riserva San Massimo” mantecato alla birra IPA e con zucca alla brace, Pecorino, anguilla affumicata, caffè e nocciole, che per una volta rimpiazza le

Risotto “Riserva San Massimo” mantecato alla birra IPA e con zucca alla brace, Pecorino, anguilla affumicata, caffè e nocciole
Risotto “Riserva San Massimo” mantecato alla birra IPA e con zucca alla brace, Pecorino, anguilla affumicata, caffè e nocciole

sensazioni bitter con un piacevole sentore di tostatura.

Il secondo e la fine del pasto

Una sensazione che si ripete con il nostro piatto favorito, le tre consistenze di seppia alla brace, con patate dolci, coriandolo e salsa roja, che fa da anticamera a un golosissimo dessert a cavallo tra dolce e cocktail, l’arancia di Campari con cuore di vermouth e angostura su terriccio croccante agli agrumi prima di approdare alla golosissima piccola pasticceria.

Una cucina tecnica ed equilibrata

Una cucina tecnica ed equilibrata, che include anche qualche proposta vegetale e di carni da cortile, basata su materie prime selezionate con cura e seguendo la loro stagionalità, elemento fondamentale nell’idea culinaria di Parisi, che punta a un ristorante a chilometro sostenibile, dove gli alimenti provengono dalle zone più votate alla produzione piuttosto che per vicinanza.

I carrelli dei cocktail e dei caffè

Non mancano tocchi di classe che sono delle vere e proprie coccole, come il carrello dei cocktails per iniziare degnamente ma anche per suggerire abbinamenti inusuali con le portate della cucina, e il carrello dei caffè, dove la vostra miscela verrà selezionata in base a quello che avete mangiato, macinata ed estratta sul posto.

Tre consistenze di seppia alla brace, con patate dolci, coriandolo e salsa roja
Tre consistenze di seppia alla brace, con patate dolci, coriandolo e salsa roja

La cantina e la scelta dei vini

La cantina, curata in tandem dalla cucina e dal sommelier, assomiglia a un vero e proprio caveau, dove accanto a bottiglie dall’eccellente rapporto qualità-prezzo convivono etichette di altissimo lignaggio, Champagne, Chateau Margaux, Chateau d’Yiquem e vini di piccolissimi produttori, per un totale di oltre 900 referenze: a noi la sorte generosa ha riservato Albana secco “Codronchio” di Fattoria Monticino Rosso, Schiava “Kelbenhofer” 2022 di J. Hofstaetter, Sancerre ASC 2022 di Jean-Max Roger e in abbinamento al dessert un callidissimo vermouth rosso Riserva Carlo Alberto.

Tre menu degustazione e uno “vintage”

Solo otto tavoli distribuiti in due piccole sale – quindi la prenotazione è caldamente consigliata – a disposizione del cliente, oltre alla carta, anche tre menu degustazione rispettivamente da quattro, sei e nove portate, più un divertente menu “vintage” che, in onore alla storia di Benso, ripropone piatti dal sapore anni ’80, ma aggiornati all’epoca contemporanea, come il cocktail di scampi e gamberi, i pennoni Verrigni al salmone e vodka, il risotto alla pescatora, il polpo in insalata con patate, la sogliola alla

Arancia di Campari con cuore di vermouth e angostura su terriccio croccante agli agrumi
Arancia di Campari con cuore di vermouth e angostura su terriccio croccante agli agrumi

mugnaia, il fritto misto di paranza e la millefoglie.

La proposta business lunch

Disponibile anche una formula business lunch di impronta più vegetale e casalinga con proposte bilanciate come english muffin con bacon di pesce spada e uovo all’occhio di bue, alici dorate e fritte con panure ai cinque cereali, galletta di grano duro con verdure osmotizzate e zucchine allo scapece, ali di razza in zuppetta.

Benso, nuovo indirizzo di fine dining in centro

In definitiva il nuovo Benso consiste in una nuova proposta di ristorazione, una cucina ricercata, innovativa e salutare dove l’attenzione è dedicata al cliente e alla scelta oculata delle materie prime, per offrire una ristorazione fine dining, ma in grado di accogliere e saper soddisfare tutti. Un racconto del gusto, espresso attraverso la qualità e la stagionalità dell’ingrediente.