Cantina Tinazzi scommette sempre di più su accoglienza e sostenibilità. Il gruppo vitivinicolo di Lazise (Verona) con proprietà e produzioni in Veneto e in Puglia punta a espandere le proprie strutture per sviluppare ulteriormente l’enoturismo allargando il raggio di azione al Chiantishire.

Tinazzi acquista un nuovo podere nel Chianti

L’ultimo acquisto infatti è proprio il Podere Pian del Gallo a Greve in Chianti, nel cuore della denominazione del Gallo Nero: si tratta di una piccola azienda a produzione bio di 5,5 ettari con vigneti di Chianti Classico DOCG e Toscana IGT, un’affascinante dimora per l’accoglienza turistica e anche una produzione di olio EVO DOP.

Il podere di Pian del Gallo nel Chianti
Il podere di Pian del Gallo nel Chianti

L’esperienza dell’enoturismo con Tinazzi

Il nuovo gioiello toscano va ad aggiungersi alle altre realtà ricettive e produttive dell’universo Tinazzi, a cominciare dai Poderi Campopian di Sant’Ambrogio di Valpolicella, dalla Cascina Montelupo nella zona del Bianco di Custoza e da Tenuta Valleselle a Bardolino, ma anche, più a Sud, dalla Masseria Feudo Croce in Salento e la Cantina San Giorgio a San Giorgio Ionico, tutti luoghi dove prende vita la Tinazzi Italian Experience, esperienza di enoturismo tra le colline del Garda e il mare azzurro concepita con l’obiettivo di avvicinare winelovers di tutto il mondo e di tutte le età, che oltre ai vini potranno scoprire i piaceri del cibo e della cucina, l’amicizia e la convivialità, la vita del vigneto e il rapporto con le stagioni.

La storia di Cantina Tinazzi

Nata nel 1968 a Cavaion Veronese per iniziativa del patriarca Eugenio, Cantina Tinazzi oggi è gestita dal figlio Gian Andrea e dai figli di lui, Francesca e Giorgio, produce vini d’alta qualità, plupripremiati e venduti in 55 paesi nel mondo. Il destino della famiglia d’altronde era già deciso dal nome: nell’antica tradizione veronese infatti i tinazzi erano recipienti simili a botti dove si metteva l’uva pigiata a fermentare.

Con oltre 100 ettari di vigneti di proprietà e un’ampia proposta di iniziative legate alla cultura contadina e all’accoglienza, Cantina Tinazzi ha fatto della sostenibilità in vigna e in azienda uno dei principali impegni, con il lancio nel 2020 della prima linea biologica e il riconoscimento della certificazione Equalitas, indice di un approccio unico ed integrato alla sostenibilità del settore vitivinicolo basato sui tre pilastri: sociale, ambientale ed economico.

Il primo Bilancio di Sostenibilità

E quest’anno il sempre crescente impegno di Tinazzi nei confronti del tema della sostenibilità si concretizza nella presentazione del primo documento a consuntivazione che racconta le strategie per una crescita sostenibile nei confronti dell’ambiente, delle persone e della comunità in cui opera, il suo primo Bilancio di Sostenibilità per il 2021.

La Tinazzi (R)evolution

Il documento mostra i risultati raggiunti nell’esercizio 2021 e sarà redatto con periodicità annuale in conformità ai “Global Reporting Initiative Sustainability Reporting Standards” definiti nel 2016 dal GRI-Global Reporting Initiative, con l’obiettivo di illustrare le strategie di sostenibilità dell’azienda, racchiuse nella “Tinazzi (R)evolution”, progetto che parte con la presentazione del Bilancio e unisce tutte le iniziative di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale d’impresa. La Tinazzi (R)evolution trae il suo nome dalla necessità sempre più sentita in azienda di evoluzione, cambiamento, rivoluzione e impegno per il futuro.

Tenuta Valleselle, il cuore di Cantina Tinazzi
Tenuta Valleselle, il cuore di Cantina Tinazzi

Le parole di Francesca Tinazzi

“Il 2021 – spiega Francesca Tinazzi – sebbene ancora segnato dalla pandemia da Covid-19, si è confermato come l’anno in cui la coscienza collettiva è diventata consapevole dell’importanza della sostenibilità ambientale. Per la famiglia Tinazzi sostenibilità significa impegnarsi su più fronti: ambientale, economico e sociale. Affinché il nostro gruppo di cantine si sviluppi assicurando il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri”.

Un percorso lungo e virtuoso

Il percorso di sostenibilità di Tinazzi ha inizio negli anni 2000, con una gestione impiantistica all’avanguardia, sistemi di tracciabilità di filiera e l’uniformazione a certificazioni di legge che hanno permesso di realizzare la linea produttiva biologica.

La viticoltura guarda al biologico

Nell’ottica di abbracciare la sostenibilità a 360° con il passare degli anni il gruppo si è impegnato su più fronti, come nel proseguimento del percorso di conversione biologica di tutti i vigneti – 90 ettari tra Bardolino Classico, Valpolicella, Custoza, Puglia e i recenti di 5,5 ettari in Toscana e nel Chianti Classico di Pian del Gallo – e la conseguente produzione della nuova linea di vini biologici. Gli investimenti in sostenibilità nell’ultimo biennio ammontano complessivamente a 171.618 euro, suddivisi in strategia di sostenibilità, conformità delle norme e rispetto per l’ambiente, eco-progettazione e qualità, sicurezza e tracciabilità del prodotto. L’impegno ambientale dell’azienda è testimoniato dal continuo miglioramento delle risorse energetiche, elemento cruciale per una gestione sostenibile.

Gli investimenti per la sostenibilità

L’utilizzo di energia elettrica autoprodotta dagli impianti fotovoltaici garantisce la copertura necessaria alla linea di imbottigliamento e all’impianto di refrigerazione. L’azienda ha installato impianti fotovoltaici sul sito di Lazise nel mese di giugno 2019 e sul sito di Campopian, producendo al 31 dicembre 2021 274.870 kWh ed evitando 119.073 kg di CO2.

Inoltre, sul fronte degli investimenti che hanno interessato la sede principale di Lazise, è stato implementato – con un investimento di 118.000 euro – il nuovo impianto di depurazione dei reflui attraverso un sistema a membrane, che consente una notevole resa depurativa e una portata di refluo giornaliera più ampia.

L’attenzione ai lavoratori

Grande attenzione è riservata all’ambito del benessere aziendale, con particolare rispetto di tutte le normative sulla sicurezza sul lavoro, e investimenti nella formazione dei dipendenti. Trasparenza e condivisione di buone pratiche di lavoro sono parte irrinunciabile nella supply chain: per Tinazzi una catena di fornitura responsabile prende origine da una gestione degli acquisti centralizzata che permette il rispetto degli step e l’efficacia nel controllo lungo tutta la filiera.

La valutazione della supply chain

Mediante questionario di Valutazione Fornitori, vengono selezionati i fornitori conformi ai requisiti in materia di sicurezza, legalità e qualità. I prodotti sono identificati lungo tutte le fasi della realizzazione: data l’importanza della rintracciabilità, l’azienda registra l’identificazione univoca del prodotto, dei semilavorati, delle materie prime e dei materiali di confezionamento. Lo stesso vale per i servizi di trasporto, sia della materia prima che del prodotto finito o semilavorato.

Il legame col territorio

La gamma di vini veneti e pugliesi da uve biologiche di Cantina Tinazzi
La gamma di vini veneti e pugliesi da uve biologiche di Cantina Tinazzi

Infine il concetto del “restituire” al territorio è di fondamentale importanza per Tinazzi, che realizza numerose attività di sostegno sociale come il progetto Piana degli Orti e il riciclo delle barrique della Tettoia Pinardi. Altri progetti sostenuti negli anni sono il progetto sulla conoscenza dei disturbi neurologici funzionali del Dipartimento Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell’Università di Verona e la realizzazione dell’Archeopark di San Giorgio in Puglia. Importanti standard di prodotto che permettono di esprimere garanzia di qualità, innovazione sostenibile e tutela per il consumatore finale sono stati acquisiti da Tinazzi nel corso degli anni.

Le certificazioni

Il percorso intrapreso ha portato l’azienda ad aderire ai seguenti standard e certificazioni, rinnovati di anno in anno: ISO 9001:2008 (Sistema di Gestione per la Qualità Certificato), UNI EN ISO 22005:2008 (Tracciabilità nella Filiera Agroalimentare), BRC Global Standards (British Retail Consortium), IFS (International Food Standard). Alla fine del 2021 la cantina San Giorgio – Vini nobili del Salento di Faggiano (Ta), di proprietà del gruppo Tinazzi, ha ottenuto lo standard Equalitas, certificazione di sostenibilità “made in Italy” riconosciuta dall’Ente Certificatore CSQA, che rappresenta l’adesione a un approccio integrato alla sostenibilità del settore basato su tre pilastri: ambiente, economia e società.

Gli obiettivi per il 2030

Ma non è finita qui: infatti per contribuire al raggiungimento dei diciannove Sustainable Development Goals o SDGs (Agenda 2030 ONU) relativi alla crescita economica, al benessere sociale e alla tutela ambientale, Tinazzi Srl si impegna a proporre a tutti i dipendenti opportunità di miglioramento del welfare aziendale, investire periodicamente nei più elevati standard aziendali per garantire ai propri dipendenti un lavoro sicuro ed etico, creare valore per il territorio in cui opera e promuovere iniziative verso la comunità locale, investire nel futuro delle giovani generazioni, collaborando con scuole, associazioni e università, dedicare costanti risorse alla ricerca e sviluppo per garantire qualità, tracciabilità e sicurezza del prodotto, investire in strategie di sostenibilità, ecodesign di prodotto ed eco-progettazione dei punti vendita e degli stabilimenti produttivi aziendali, coinvolgere stakeholder interni ed esterni puntando alla loro fidelizzazione e lavorare costantemente per migliorare l’impatto delle proprie attività sull’ambiente.

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