La sfida della carne di qualità si arricchisce di un nuovo tassello: dopo il nuovo laboratorio di macelleria e il salumificio aperti in quel di Zola Predosa, la famiglia Zivieri si appresta a mettere il proprio marchio d’eccellenza anche sull’Agriturismo Le Conchiglie, già luogo d’allevamento dei suini di razza Mora Romagnola per la macelleria stessa e prossimamente luogo di delizie golose inenarrabili.

Una festa in ricordo di Massimo, il pioniere della carne

E sarà proprio alle Conchiglie, sul crinale appenninico che domina Sasso Marconi, che si svolgerà l’11esima edizione di Chef…al Massimo, l’evento che la famiglia Zivieri ha voluto dedicare alla memoria di Massimo, figlio e fratello mai dimenticato e soprattutto macellaio geniale e dallo sguardo proiettato al futuro, pioniere della carne di qualità, l’uomo che parlava di Fassona, di Cinta Senese, di filiera certificata, quando certi argomenti erano più da marziani che da terrestri, e che la sorte crudele si è portato via all’improvviso esattamente 11 anni fa a soli 37 anni di età.

Appuntamento la prima domenica di settembre

L’appuntamento sarà domenica 1° settembre, e la location, come detto, tornerà come due edizioni or sono all’Agriturismo Le Conchiglie di Sasso Marconi. Una scelta che non rappresenta solo un ritorno in un luogo incontaminato, ma rappresenta anche l’inizio di una nuova avventura.

L’Agriturismo diventa un laboratorio dei sogni

Insieme ad alcuni soci infatti la famiglia Zivieri ha deciso di portare avanti l’ennesima sfida: trasformare l’Agriturismo Le Conchiglie in un laboratorio di sogni, un luogo in cui riscoprire i ritmi, i sapori e le emozioni del mondo agreste. Chef…al Massimo troverà, quindi, in questa incantevole cornice la sua nuova casa.

Una mortadella per mascotte

Un omaggio alla neonata Fattoria Zivieri, che si dedica esclusivamente alla produzione di salumi artigianali di filiera, dalla mortadella artigianale al salame rosa, passando per il salame montanaro ed il salame di selvaggina. La mortadella di filiera, prodotta dalla Fattoria, sarà, così, la mascotte della giornata, oltre che la protagonista di diverse preparazioni: il simbolo di una produzione artigianale che pone al centro di questo lavoro il benessere animale e le abilità umane, per riscoprire valori nutrizionali, di carni e salumi, che appartengono solo ai tempi di crescita naturali.

Immutata la formula: carne e barbecue

Immutata invece rimane la formula della kermesse: quattro menu completi e uno ridotto tra cui scegliere, e poi, una volta scelto un posto a sedere, basterà fare la spola tra gli stand, dove gli chef armati di barbecue cucineranno le loro golose ricette a base di carne, per prelevare il proprio piatto con un calice di vino abbinato.

Gli chef presenti all’edizione 2019

Diciannove quest’anno gli chef presenti: Igles Corelli (Corelli Food, Roma), Belinda Cuniberti (Enoteca La Zaira, Bazzano), Massimiliano Poggi (Massimiliano Poggi Cucina, Trebbo di Reno), Matteo Aloe (Berberè, Bologna), lo staff di RoManzo e del Teatro della Carne, Massimo Bena (Trattoria Da Massimino, Pianoro), Fabio Fiore (Quanto Basta, Bologna), Francesco Baldissarutti (Perbellini, Isola Rizza), Demis Aleotti (Bottega Aleotti, Crevalcore), Mauro Lorenzon (Enoteca Mascareta, Venezia), Carlo Piasentin (Ristorante 900 all’Isola, Palazzolo dello Stella), Francesco Manograsso e Roberto Cortesi (Palazzo di Varignana, Castel San Pietro Terme), Alberto Bettini (Trattoria Da Amerigo, Savigno), Luca Martelli e Mauro Stanzani (Il Boccone del Prete, Bologna), Enrico Spagna (La Gnoccata, Trento), Pasquale Troiano e Pietro Palumbo (Cantina Bentivoglio, Paradisino e Polpette & Crescentine, Bologna), Fabio Pompanin (Al Camin, Cortina d’Ampezzo), Andrea Serra (Al Caminetto d’Oro, Bologna) e Isabella Lazzerini Denchi e Pietro Giuntini (Lo Scoglietto e In Vernice, Livorno).

Tra vino e birra artigianale

A ogni singolo piatto verrà abbinato un calice di vino delle aziende vinicole provenienti sia dai Colli Bolognesi che dal resto d’Italia o in alcuni casi una birra artigianale: Patrinieri, Val delle Rose, Botti, LAB – Libera Arte della Birra, Silvio Grasso, Mattarelli, Tre Monti, Monterossa, Fattoria Moretto, Orsi – Vigneto San Vito, San Valentino, Cantina della Volta, Fattoria Vallona, Tizzano, Pandolfa, Manaresi, Camposilio e Palazzona di Maggio.

Un dolce finale

Non mancheranno alla fine del pasto i dolci, preparati da alcuni tra i migliori pasticceri e gelatieri in circolazione come Gino Fabbri, Gabriele Spinelli, Andrea Tedeschi, Andrea Bandiera, Santi Palazzolo e molti altri.

Un’edizione eco-sostenibile

E all’interno di questa edizione, omaggio ai sogni che prendono forma, al rispetto dei ritmi naturali del mondo contadino e non solo, trova spazio una nuova importante collaborazione che farà di Chef…al Massimo anche un evento zero plastic waste. WAMI – Water with a Mission, sarà un nuovo e fondamentale partner della giornata del primo settembre e con ogni bottiglia di acqua WAMI consumata verranno donati 100 litri di acqua potabile nelle zone del mondo più bisognose.

Musica e burattini

Nel corso della giornata i più piccoli potranno divertirsi assistendo allo spettacolo di burattini “Brutta come la fame”, a cura della Compagnia Burattini di Riccardo, mentre per i più grandi, a seguire, avrà inizio l’immancabile concerto del Maestro Fio Zanotti e della sua Super Band.

Come iscriversi per partecipare

Per partecipare – il numero massimo di iscrizioni ammesse è di 2000 persone, poi si passa in lista d’attesa – bisogna accedere con le proprie credenziali al sito www.chefalmassimo.it e selezionare i menu preferiti indicando la quantità per ciascuno.

Quanto costa partecipare

Il costo di ciascun menu completo (Bordeaux, Giallo, Verde e Blu) è di 35 euro cadauno tutto compreso, mentre il menu Bianco ridotto con solo tre portate ha un costo di 23 euro.

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