Passano gli anni, cambiano le location, ma lo spirito di Chef al Massimo rimane sempre quello: la valorizzazione e il ricordo del lavoro di un grande pioniere che parlava di qualità nel settore alimentare quando ancora questo concetto era cosa per pochi.

Festa nel ricordo di Massimo, macellaio-pioniere

E quando il pioniere, Massimo Zivieri, che nella macelleria di famiglia a Monzuno aveva iniziato a spargere il verbo della Fassona, della Cinta Senese e della Mora Romagnola, diventando in breve tempo amico e fornitore dei grandi della ristorazione bolognese e non solo, quando il pioniere dicevo ci ha lasciati troppo presto la sua famiglia, che oggi ha traslocato in quel di Zola Predosa dove ha aperto un grande laboratorio di lavorazione carni, non si è limitata a proseguire l’attività nel segno della filosofia che Massimo ci aveva trasmesso, ma ha anche scelto di organizzare questa grande festa in sua memoria, una festa che da un decennio a questa parte riunisce una nutrita pattuglia di eccellenze della cucina nel segno della buona carne.

Ventotto chef e cinque pasticceri

E domenica 2 settembre – la prima del mese come sempre – andrà in scena la decima edizione di Chef al Massimo, la grande kermesse che vedrà 28 chef, cinque pasticceri, 21 aziende vinicole e addirittura un birrificio artigianale dare vita a una profusione di profumi e sapori.

Nuova location: si trasloca a FICO

Cambia, l’abbiamo già anticipato, la location, che dalle colline marconiane dell’Agriturismo Le Conchiglie quest’anno trasloca per la prima volta in pianura, nell’area esterna di FICO – Eatalyworld, il grande parco tematico enogastronomico nato dall’iniziativa di Oscar Farinetti dove una volta sorgeva il Caab.

La formula però non cambia

La formula è la consueta: cinque menù, quattro interi e uno ridotto, ognuno con i propri chef armati di barbecue fornito dall’Accademia dei Signori del Barbecue di Gianni Guizzardi, rispettivi piatti e abbinamenti enologici. Si acquista il menù e, armati di badge, ci si approvvigiona direttamente nei vari stand per poi accomodarsi al proprio tavolo da soli o in compagnia, magari dopo essersi serviti anche dell’ottimo pane del Forno Calzolari di Monghidoro.

I menù della kermesse: chef, piatti, vini

Ecco, per completezza, i menù di questa edizione 2018:

MENU BIANCO/RIDOTTO

  • Matteo Aloe – Berbere’ Pizzeria (Bologna): pizza con salsiccia di pollo, patate al curry, salsa di peperoni e coriandolo.
  • Staff RoManzo – Mercato di mezzo (Bologna): mini hamburger di pollo e peperoni.
  • Mauro Stanzani e Luca Martelli – Il Boccone del Prete (Bologna): spiedino petroniano con würstel & polpetta di salsiccia di mora. Vino: Terresacre.
  • Mauro Lorenzon – Ristorante Enoiteca Mascareta (Venezia): polpette in maschera veneziana by Mascareta Lorenzon & Saorè di laguna in padella. Vino: Orsi-Vigneto San Vito.
  • Andrea Tedeschi – Pasticceria La Dolce Vita (Bazzano).

MENU GIALLO

  • Igles Corelli – Mercerie (Roma): “610,8. Da Zivieri a spirito contadino”. Vino: Cantina della Volta.
  • Francesco Vincenzi – Franceschetta 58 (Modena): emilian fried chicken. Vino: Monterossa.
  • Francesco Manograsso e Roberto Cortesi – Il Palazzo Ristorante, Palazzo di Varignana Resort e SPA (Castel San Pietro Terme): carpaccio di Fassona piemontese al cacao, finta granita di pesca, noci di Macadamia e spuma del nostro olio. Vino: Pandolfa.
  • Fabio Fiore – Ristorante QuantoBasta (Bologna): rigatoni al sugo di coda alla vaccinara e Pecorino romano. Vino: Tre Monti.
  • Fabio Pompanin – Ristorante Al Camin (Cortina D’Ampezzo): hamburger di testina vitello, cappuccio, salsa honey mustard. Vino: Fontanafredda.
  • Gino Fabbri – Pasticceria Gino Fabbri (Bologna).

MENU BORDEAUX

  • Mario Ferrara – Ristorante Scaccomatto (Bologna): gramigna con genovese di pollo e Pecorino. Vino: Botti.
  • Andrea Serra – Trattoria Caminetto d’Oro (Bologna): zampetto di maiale, limone candito, patate al prezzemolo, scalogno in agrodolce. Vino: San Valentino.
  • Isabella Lazzerini Denchi – Ristorante In Vernice e Lo Scoglietto (Livorno): crema di patate, zenzero e gambero con lardo di Mora Romagnola. Vino: Tenuta Santa Lucia.
  • Demis Aleotti – Ristorante Bottega Aleotti (Crevalcore): girello di manzo marinato con chimichurri, Tropea agrodolce e gocce di Gin Tonic. Vino: Mattarelli.
  • Emilio Barbieri – Ristorante Strada Facendo (Modena): parole, parole, parole con salsa verde e gialla, rafano e croccantino alla mostarda. Vino: Fattoria Moretto.
  • Gabriele Spinelli – Pasticceria Dolce Salato (Pian di Macina).

MENU VERDE

  • Marco Benetazzo e Riccardo Maffini – Box Caffè (Padova): carbonara box. Vino: Cascina Valle Asinari.
  • Pasquale Troiano e Pietro Palumbo – Polpette e Crescentine/Cantina Bentivoglio/Il Paradisino (Bologna): ossobuco di bovino in umido con crocchetta di patate & lardo. Vino: Brandini.
  • Alberto Bettini – Trattoria Da Amerigo (Savigno ): coscia di daino leggermente affumicata, con vegetali, erbe, funghi e tuberi selvatici. Vino: Fattoria Vallona.
  • Carlo Piasentin – Ristorante Novecento All’Isola (Palazzolo dello Stella): frico di pancetta stagionata di Mora Romagnola & patatas nana. Vino: Manaresi.
  • Massimiliano Poggi – Ristorante Massimiliano Poggi Cucina (Trebbo di Reno): “lampre.9”. Vino: Palazzona di Maggio.
  • Mattia Cavallari – Cremeria Santo Stefano (Bologna).

MENU BLU

  • Massimo Bena – Trattoria da Massimino (Pianoro): millefoglie di pane carasau tostato, prosciutto cotto di Mora Romagnola, ricotta di bufala e composta di Tropea. Vino: Tizzano.
  • Cristiano Iacobelli – Atlas Coelestis (Roma): cavatelli al ragu di cinghiale in dolceforte. Birra: Atlas Coelestis.
  • Francesco Baldissarutti – Ristorante Perbellini (Isola Rizza): tortino di coda di Mora Romagnola con trota affumicata e le sue uova, su letto di spinaci e rafano fresco. Vino: Paltrinieri.
  • Ivan Poletti – Teatro della Carne – FICO (Bologna): arrosto di Fassona su patata schiacciata al basilico e salsa bernese. Vino: Borgogno.
  • Luca Marin – Il Santo Bevitore (Firenze): guancia di maiale laccata in salsa agrodolce su carote viola montate all’olio, fichi neri e cipollotto al miele di castagno. Vino: Camposilio.
  • Santi Palazzolo – Dolceria Palazzolo (Palermo).

Brioches per chi arriva in anticipo

All’arrivo a FICO i partecipanti potranno parcheggiare nell’area P1, la più vicina alla manifestazione, e nel caso fossero un po’ in anticipo avranno la possibilità di fare colazione con le brioches preparate dai pasticceri presenti.

La scaletta della giornata

Alle 11.45 avrà inizio l’evento vero e proprio con la commemorazione di Massimo Zivieri sulle note del maestro Fio Zanotti e la consegna del premio a lui intitolato. A seguire inizierà la somministrazione dei piatti e, a partire dalle 14, quella dei dolci nell’area degli ulivi, mentre alle 15 inizierà il concerto di Fio Zanotti e della sua band. Come ogni anno, inoltre, sarà possibile acquistare le carni della Macelleria Zivieri, in questo caso presso il Teatro della Carne all’interno di FICO, che rimarrà aperto fino alla mezzanotte.

Per chi è in ritardo c’è ancora posto

Anche se le iscrizioni on line sono chiuse sarà comunque possibile, per chi ancora lo desidera, partecipare. Basterà presentarsi sabato 1° settembre dalle 9 alle 13 presso la macelleria di Zola Predosa e acquistare il menù. Se non si facesse a tempo la cosa sarà fattibile anche domenica mattina direttamente sul posto, a condizione che ci si “accontenti” del menù ridotto bianco al costo di 25 euro.

Come fare per il parcheggio

Per il parcheggio invece all’atto dell’acquisto del menù si riceverà un coupon che, presentato alle casse in uscita, consentirà di sostare all’interno dell’area dedicata al costo di 2,50 euro per l’intera giornata.

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