Le Marche sono un vero dono di preservazione culturale. La ricchezza del territorio consiste in un misto di preziosi borghi (spesso, ahimè, devastati dai recenti terremoti che hanno messo in evidenza la forza della popolazione per ricostruire) e di prodotti enogastronomici.

Mela Rosa, Vernaccia di Serrapetrona, Vino Cotto, Zafferano, Olio Coroncina, Ciauscolo e, come new entry, il formaggio Belfortino sono prodotti di nicchia che vale assolutamente la pena di andare a degustare in loco.

Belforte
Belforte

E che dire delle ciambelline alla Vernaccia, del nettare del Vino Cotto di Loro Piceno (offerto in segno di ospitalità) e delle Paccucce di Colmurano? Deliziose, super energetiche fettine di mela rosa essiccate al sole e messe in barattoli con Vino Cotto e zucchero.

Belforte- piazza
Belforte- piazza

Si arriva a Belforte del Chienti dopo aver percorso pendii e colline dolci, cosparse di vigneti, come in un’epoca senza tempo, di assoluta pace.

Arroccato sui fascinosi Monti Azzurri, l’antico borgo domina la vallata che fin dall’epoca romana fu abitata e coltivata.

Le stradine tortuose e ripide sono racchiuse all’interno della cinta muraria risalente al XIV secolo, mentre il castello di Belforte entra nella documentazione solo a partire dal 1207 quando la città fu sottomessa a Camerino e a Tolentino, a fasi alterne, fino al definitivo passaggio allo Stato Pontificio avvenuto nel XVI secolo.

Belforte-polittico Boccati
Belforte-polittico Boccati

Nel cuore del piccolo borgo, conservato all’interno della Chiesa di Sant’Eustachio, si può ammirare il polittico di Giovanni Boccati, ritornato nella sua posizione originale, dietro l’altare dopo un importante restauro.

Si tratta di uno degli innumerevoli polittici sparsi nelle chiese dei dintorni come quello famosissimo di Carlo e Vittore Crivelli, conservato nella chiesa di San Martino Vescovo e quello di Lorenzo D’Alessandro a Serrapetrona.

Il Boccati vi celebra la storia di Sant’Eustachio, patrono della cittadina, come riportata da una triste leggenda duecentesca.

Opera fruibile da tutti anche se principalmente gli esperti potranno comprenderne a pieno la simbologia e la ricchezza spirituale che è in grado di offrire.

Nella Ex Chiesa di San Sebastiano, eretta dalla Comunità a protezione della peste, è interessante visitare il M.I.D.A.C – Museo Internazionale Dinamico Di Arte Contemporanea, dove si concentrano opere artistiche realizzate da artisti di tutto il mondo, raccolte e curate da Elisa e Alfonso.

È aperto tutti i giorni dalle 17.30 alle 19.30 ad esclusione del lunedì. Per visite fuori orario: 333.3495472.

In paese non manca niente, dai ristoranti, alle pizzerie e agli agriturismi, alle due chiacchiere al bar.

All’Agriturismo Le Sodere, per esempio, si può degustare, su richiesta, una “pezzata” sublime.

La pezzata

Di che si tratta? La pezzata è un piatto tipico della tradizione pastorale dell’alto maceratese, che richiede una lunghissima preparazione.

La ricetta risale ai tempi in cui la transumanza era pratica comune fra i pastori dei Monti Sibillini che conducevano le pecore fino alla Maremma. Quando, durante il tragitto, qualche animale si azzoppava, veniva sacrificato, fatto a pezzi e cucinato con erbe di montagna.

Carbonara di Lorè
Carbonara di Lorè

Famosa in tutta la vallata è anche la Carbonara di Loré a Caccamo; ricca e super abbondante richiama persone del luogo e turisti ad una abbuffata di sapori, qualità e… quantità.

E per dormire?

Belforte-Palazzo Bonfranceschi
Belforte-Palazzo Bonfranceschi

Anche in questo caso la scelta è variegata. Sicuramente i romantici e gli estimatori d’arte dovrebbero approfittare dell’ospitalità di Palazzo Bonfranceschi, dimora nobiliare risalente al XVII – XVIII sec., che coniuga ambienti ricchi di storia e di cultura con una accoglienza squisita e un ambiente raffinato e nel contempo familiare.

Palazzo Bonfranceschi - stucchi
Palazzo Bonfranceschi – stucchi

Arrivederci a Belforte e dintorni, ne rimarrete incantati!

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