Già nel nome, questa piccola cittadina dell’entroterra abruzzese, Introdacqua, racconta le sue origini e storia; la sua posizione geografica, sui monti del Parco Nazionale della Maiella, nella Valle Peligna, poco distante dalla ben più nota Sulmona, e fuori dalle principali vie di comunicazione, l’hanno abbastanza salvaguardata da eventi pericolosi.

Solo quelli di carattere naturale, cioè i terremoti, fino a quello di qualche anno fa che ha pesantemente colpito l’Aquila e gran parte della sua provincia, non hanno fatto mancare nei secoli, i suoi effetti disastrosi.

Città, paesi e borghi d’Italia: Introdacqua, in AbruzzoSituata a 650 m. di altitudine, Introdacqua, che conta poco più di 2000 abitanti e fa parte del Club dei Borghi più belli d’Italia, è localizzata sulla cima di un monte dove le Valli di Sant’Antonio e di Contra si uniscono, in una zona di alta sismicità; circondata da sorgenti, torrenti, ruscelli, il luogo non poteva chiamarsi che “Inter Aquas”, letteralmente “fuori dalle acque”.

I dintorni, il monte Plaia ed il Genziana, sono pura poesia: acque limpide e fresche, boschi e pinete verdissime, pace indescrivibile; la vegetazione intorno al borgo medievale è costituita principalmente da macchie di querce e faggi e dal pino nero, abbastanza raro nel Centro Italia, con diversi percorsi che permettono attività sportive come trekking e mountain bike.

Introdacqua, tanta acqua e tanti terremoti

La sua caratteristica, come appunto dice il nome, è la grande disponibilità di acque utili per l’agricoltura, grazie alla presenza di numerose sorgenti e ruscelli che che scendono dalle montagne e colline circostanti, che alla fine del IX secolo indussero i monaci dell’abbazia pescarese di S. Clemente a Casàuria, a colonizzare il posto per coltivare le terre di loro proprietà, che successivamente diverrà un feudo di diverse famiglie nobiliari.

Città, paesi e borghi d’Italia: Introdacqua, in AbruzzoNel XIII sec. sorge il castello con funzioni difensive; attorno al 1400 viene eretto il palazzo marchesale. seguito dalla chiesa madre, che sarà terminata intorno al 1510.

Nel 1654, si verifica il primo dei terremoti di cui si ha notizia, al quale seguono quelli del 1703, 1704, 1706, 1915 e l’ultimo recente.

Nella parte vecchia del borgo è ben visibile anche da lontano il campanile seicentesco, costruito in pietra locale, che simboleggia la solidità di Introdacqua, se è vero che ha resistito, senza nemmeno scalfirsi, a quattro o cinque terremoti.

Città, paesi e borghi d’Italia: Introdacqua, in Abruzzo

Sempre nella parte alta del borgo, la torre medievale del XIII secolo, che qui chiamano “il castello”; si tratta in realtà di un “dongione”, una tipologia difensiva poco diffusa, non adatta a contenere la dimora del feudatario.

Percorrendo il viale d’accesso al borgo si entra nella parte antica dell’abitato, con i suoi scorci caratteristici, con le case che fanno da corona alla torre e si arriva alla Chiesa Madre, costruita tra il 1470 ed il 1510, con le sue tre navate e un bell’altare barocco, in cui sono custodite le spoglie  di S. Feliciano, protettore del paese.

Introdacqua, la fonte delle streghe

Città, paesi e borghi d’Italia: Introdacqua, in AbruzzoAltri monumenti storici si possono visitare, girovagando per il borgo: la chiesa della Santissima Trinità, La chiesa campestre di S. Giovanni Battista, edificata intorno all’anno Mille e che conserva alcuni affreschi originari, la
 Fontana vecchia, con lo stemma in pietra del paese, la data di costruzione, 1706, e l’incisione in latino dei nomi dei massari, che è stata per lungo tempo l’unica fonte di approvvigionamento per gli abitanti, altrimenti costretti a recarsi alla sorgente detta “la fonte delle streghe”.

Nel centro urbano c’è anche la chiesa dell’Addolorata, con le statue di Cristo Morto  e dell’Addolorata, che vengono portate in processione il Venerdì Santo, ed il palazzo marchesale, detto anche Trasmondi, dal casato degli ultimi feudatari di Introdacqua, che risale al 1400 che, con la sua mole imponente, è custode di segreti legati al potere feudale.

Città, paesi e borghi d’Italia: Introdacqua, in AbruzzoAltra cosa particolare è uno strumento prezioso per conoscere un periodo della storia di Introdacqua, allora “Universitas Terrae Interaquarum”: il “catasto onciario” del 1751, conservato nel Comune.

Un’altra caratteristica della zona sono le “bòcce”: cioè dei geòdi, ossia delle sfere di pietra, grandi come più o meno come una testa d’uomo, trovati nella spianata della parte alta del colle della Plaia, probabilmente residui dell’era neozonica, forse legati a qualche culto magico.

Non è raro vederli in paese, soprattutto nella parte vecchia, dove alcuni abitanti nel tempo, li hanno inseriti nelle mura esterne delle case, a scopo protettivo contro eventuali influssi maligni.

Città, paesi e borghi d’Italia: Introdacqua, in AbruzzoTra gli ultimi decenni dell’Ottocento e gli anni ’50 del Novecento, molti introdacquesi, come tanti altri abruzzesi ed italiani in genere, furono costretti ad emigrare, soprattutto negli Stati Uniti, a causa delle cattive condizioni di vita.

Molti di loro si sono distinti in vari campi, dalla politica, alla letteratura, dallo spettacolo alla cosa pubblica; per molti di loro che ancora vivono all’estero, e per i loro discendenti l’estate e le feste d’agosto in onore dei Santi Protettori sono spesso l’occasione per tornare nel borgo.

Introdacqua; iniziative, eventi ed enogastronomia

Città, paesi e borghi d’Italia: Introdacqua, in AbruzzoSeppur piccola, Introdacqua è ricca, oltre che di acque e sorgenti, anche di iniziative ed eventi; tra questi la Benedizione degli animali e i Fuochi di Sant’Antonio Abate in gennaio; la processione delle statue del Cristo Morto e dell’Addolorata il Venerdì Santo; a Pasqua la festa della Madonna che Vèle, che vola, che corre, cioè, la cui, eventuale caduta durante la corsa sulle spalle dei giovani borghigiani, secondo la credenza popolare, sarebbe un cattivo presagio. Ed i riti natalizi, infine, anche qui particolarmente sentiti.

E poi le feste più “pagane”, come la Festa del Sole, la mattina del 24 giugno quando si sale sul Monte Plaia per assistere al sorgere del sole sulla Maiella e respirare l’odore dei pini e delle ginestre in fiore oppure quelle dell’estate, che, appunto, richiamano in paese molti emigranti di vecchie e nuove generazioni.

La seconda domenica di Novembre Introdacqua saluta la Festa del Ringraziamento, manifestazione enogastronomica con prodotti locali e prodotti artigianali tipici realizzati seguendo le antiche tecniche di lavorazione abruzzesi, che richiama visitatori da tutta la valle Peligna ed oltre.

Città, paesi e borghi d’Italia: Introdacqua, in AbruzzoIn alcune manifestazioni folcloristiche è ancora possibile vedere i borghigiani nei loro antichi costumi tradizionali, tra cui spiccono le donne con la “mantricchia”, una lunga tovaglia bianca usata un tempo come copricapo, che viene ripiegata in un modo tutto particolare.

Attorno al paese c’è il monte Genziana, alto 2.170 metri, così chiamato per la presenza di genziane azzurre,
sede della riserva Naturale Regionale Guidata “Monte Genzana ed Alto Gizio”, naturale corridoio di collegamento per gli scambi faunistici tra il Parco Nazionale d’Abruzzo e il Parco Nazionale della Majella, e che vede la presenza di quasi tutti i mammiferi della fauna appenninica tra cui l’orso marsicano ed il lupo.

Tanti buoni prodotti dalla terra

Nel territorio di Introdacqua si coltivano olivi, aglio rosso, ceci, cereali, l’olio extravergine d’oliva è uno dei prodotti di punta delle produzioni locali; anche l’allevamento e la conseguente produzione di salumi, di formaggi e da qualche tempo anche di latte d’asina, sono voci importanti dei bilanci delle aziende agricole e delle famiglie introdacquesi.

Città, paesi e borghi d’Italia: Introdacqua, in AbruzzoLa cucina è quella tipica abruzzese, ricca di sapori, molto vasta ed in un certo qual modo derivata dalle sue tradizioni pastorali; tra gli alimenti più utilizzati troviamo: il pane, la carne, i formaggi e il vino; l’isolamento che per decenni ha caratterizzato la zona ha fatto sì che anche la cucina abbia mantenuto un’arte culinaria abbastanza indipendente.

Tra i primi ricordiamo la “sagna riccia” condita con ricotta di pecora e ragù d’agnello, piatto tipico della domenica delle Palme; i maccheroni alla chitarra; i “quagliatelli e fagioli”, le tagliatelle verdi coi ceci.

I secondi sono per lo più costituiti dalle carni di pecora, agnello e cacciagione; da non perdere le caratteristiche “frescheriélle” un impasto di farina di granturco e acqua, cotto in un paiolo di rame, che somiglia alla polenta, condite in vari modi, ma che con la salsiccia, è come il cacio sui maccheroni, senza dimenticare il tartufo, che abbonda anche in questa parte dell’Appennino.

Un dolce introdacquese tipico è la “malterràte” che vuol dire “mandorle atterrate”, ottenuto amalgamando con cioccolato denso i noccioli di mandorle dolci abbrustolite, oppure i confetti tipici della vicina Sulmona, o gli “scarponi”, dolcetti della tradizione natalizia ottenuti impastando cioccolato, cacao amaro, uva sultanina, cedro candito, cannella e mandorle.

Il vino che accompagna questi piatti non può che essere il Montepulciano D’Abruzzo Doc, il Cerasuolo, un rosato che a detta degli esperti è tra i migliori al mondo ed il Mostocotto per accompagnare i dolci.

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