In occasione della Giornata Internazionale del Caffè promossa dall’I.C.O., le porte del Gran Caffè Gambrinus di Napoli si sono spalancate per un viaggio internazionale, dalle piantagioni alle nostre tazzine, dedicato ai curiosi, ai turisti e a tutti gli appassionati inebriandoli col suo aroma.

Il rito del caffè, promosso anche dal Mipaaf, è necessario per affrontare la routine, rendere speciali incontri e situazioni, ma per i napoletani è un vero e proprio culto e come tale è stato grandiosamente celebrato.

L’evento e la Partnership

L’Open Day, dedicato a Giovanni Fummo, il barista del record di 15 milioni di caffè recentemente scomparso e in collaborazione con Segafredo, ha dedicato al caffè un percorso folkloristico e dettagliato: artisti, coffee corner, aree espositive sensoriali con macchinari d’epoca della San Marco posti al fianco delle futuristiche collezioni dei modelli a leva 20/20 e dimostrazioni pratiche con le leggendarie “cuccumelle” celebrate da Eduardo De Filippo e Totò, dal metodo dolce e lento che sfrutta la pressione del vapore, il tutto allestito nella splendida sala Michele Sergio, nel rispetto delle misure anti-Covid.

Diverse postazioni hanno mostrato i numerosi aspetti del caffè, partendo dall’esposizione della pianta e i suoi cicchi crudi, l’evoluzione nel corso delle epoche, la storia, dalla tostatura, i sistemi di estrazione, presentando infine, nell’occasione, la partnership tra Segafredo Zanetti e il Gran Caffè Gambrinus, volta a realizzare una nuova miscela che possa esaltare la tradizione dell’espresso napoletano.

La cultura del caffè a Napoli

“Il caffè è tutto a Napoli. È confronto e socializzazione – spiegano Massimiliano Rosati, Arturo e Antonio Sergio, titolari del Gambrinus – e questa giornata è per noi l’occasione per far festa in sicurezza e per un augurio di ripresa per tutti i settori. Non a caso abbiamo annunciato questa prestigiosa partnership”.

“Segafredo e Gambrinus sono due note realtà imprenditoriali in cui le famiglie sono saldamente al timone dei rispettivi business a partire dagli anni Settanta e in comune hanno anche la grande   passione   per   il   caffè.   Segafredo   è   sinonimo   di   espresso  italiano   nel   mondo e Gambrinus è il caffè espresso napoletano per antonomasia e fra i locali con la più lunga tradizione in Italia. La loro unione è qualcosa che non si può raccontare, ma solo gustare”, ha commentato Nicolas Peyresblanques, Ceo di Segafredo Zanetti Italia presente per la Giornata del Caffè al Gambrinus di Napoli, Locale storico d’Italia da sempre ritrovo di capi di Stato e teste coronate, poi Caffè letterario e luogo di ispirazione di artisti e intellettuali.

Il secondo Rinascimento

Guidato dai fratelli Arturo ed Antonio Sergio, da oltre quarant’anni il Gambrinus è la tappa obbligata di tutti i turisti che visitano Napoli, nonché di personaggi famosi, politici e letterati che scelgono il caffè per i loro incontri.

Fondato nel 1860 e ristrutturato nel 1890, il Gran Caffè Gambrinus prosperò fino al 1938 ma visse periodi storici travagliati fino agli anni settanta, quando l’imprenditore napoletano Michele Sergio insieme ai sue due figli Arturo ed Antonio e al genero Giuseppe Rosati, rilevò la conduzione del locale con il sogno di riportarlo agli antichi splendori, pur essendo ostacolato dallo scoppio dell’epidemia di colera. Con tanto lavoro, dopo lunghissime battaglie legali e spirito di sacrificio, la famiglia Sergio riuscì a portare ai fasti di un tempo il Gambrinus, ripristinando anche la celebre galleria d’arte e la sala tè.

Tra i locali più celebri d’Italia

Oggi il Gambrinus vive un “secondo rinascimento”, luogo d’incontro per eccellenza di uomini d’affari, imprenditori, attori, cantanti, scrittori e poeti.

Tappa fissa dei vari Presidenti della Repubblica Italiana in visita a Napoli, da Enrico De Nicola fino a Mattarella, nel 2015 i fratelli Sergio hanno avuto l’onore di servire la colazione a Sua Santità Papa Francesco.

Tra i locali più celebri della penisola, membro dell’Associazione Culturale Locali Storici d’Italia, salotto letterario partenopeo, animatore della cultura cittadina, è uno dei punti di riferimento più importanti della cultura di Napoli.

Gli intellettuali e gli artisti

Il grande scrittore irlandese Oscar Wilde fu un assiduo frequentatore del Gambrinus; del resto, come lui stesso amava ripetere, aveva gusti semplici: s’accontentava del meglio, e come lui il Vate.

Gabriele D’Annunzio visse a Napoli dal 1891 al 1893 collaborando con Il Mattino e Il Corriere di Napoli insieme a Eduardo Scarfoglio e Matilde Serao, realizzò alcune delle sue opere più importanti e ai tavolini del Caffè ebbe modo anche di scrivere, per scommessa, la poesia ‘A vucchella, poi musicata da Francesco Paolo Tosti e conosciuta in tutto il mondo grazie alla storica interpretazione di Enrico Caruso.

Poi ancora, Ernest Hemingway, Benedetto Croce, la Principessa Sissi, Jean-Paul Sartre… Quando si visita il Gran Caffè Gambrinus si ha l’opportunità di compiere un balzo indietro nelle epoche d’oro, in un tempo mitico di prosperità e abbondanza.

Dalla tradizione alle nuove specialità

150 anni di pregiate miscele, dal classico all’ormai decantato caffè alla nocciola gourmet o al pistacchio, strapazzato, la cioccolateria, la pasticceria, cocktail e gelati… Anche al gusto birra! Il Gran Caffè Gambrinus continua a deliziare i palati dei suoi ospiti.

Celebre per il dolce della tradizione pasquale, la pastiera, nelle sale dall’inconfondibile stile liberty richiamano particolare attenzione, nell’angolo del gusto, fragranti sfogliate, deliziosi babà al rhum, code d’aragosta, la golosa specialità realizzata in onore di San Gennaro, oltre che crostate alla frutta, la mitica torta caprese, panettoni e colombe.

Prodotti reperibili anche sullo shop online, il sito del Gambrinus vanta una sezione all’avanguardia dedicata alla condivisione di ricette, video tutorial e blog da cui poter apprendere tutti i segreti del mestiere della tradizione napoletana, in ogni suo aspetto, dalla pasticceria alla caffetteria.

 

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