Il vermouth di qualità incontra la gastronomia della tradizione piemontese per un’immersione degustativa nelle eccellenze del territorio.

A Ippocrate è attribuita l’invenzione del vinum absinthiatum (il vino ippocratico), ottenuto facendo macerare nel vino i fiori del dittamo di Creta e dell’artemisia absinthium. È praticamente la ricetta base del vermouth, che si arricchì quando i mercanti veneziani portarono dall’India, dall’Indonesia e dall’Africa Orientale spezie e droghe.

Vermouth di Torino. Credits Ph. Andrea Di Bella
Vermouth di Torino. Credits Ph. Andrea Di Bella

Per trovare a Torino, che del Vermouth sarebbe diventata la capitale, una prima testimonianza scritta di questa preparazione, dobbiamo arrivare al 1763, alla Pharmacopea Taurinensin, in cui leggiamo la citazione del vinum absinthites.

Una storia affascinante e intrigante per il “vin d’honneur” o “aperitivo di corte” che navigò gli Oceani e conquistò il mondo.

Oggi torna a calcare le scene prestigiose dei locali torinesi e il suo rituale sta riaffermandosi.

Il progetto

Un antico rituale cittadino torna alla luce e mette in comunicazione la forza della tradizione enogastronomica con i gusti e i nuovi riti del presente.

Extra Vermouth – l’ora del Vermouth di Torino, aromi e sapori da gustare ha l’obiettivo di valorizzare un’eccellenza di Torino che trova le sue origini nel 1800 con “L’ora del Vermouth”: un momento preciso della giornata, circa un’ora prima della cena, durante il quale si degustava il Vermouth di Torino accompagnato dai “piat ‘d rinforss“, piattini di rinforzo costituiti da “ulive, acciughe insalate, peperoni in aceto, salsicciotto o prosciutto affettato, ed altre simili cose”.

Il format

Extra Vermouth prevede 3 degustazioni di Vermouth in purezza oppure 1 degustazione in purezza e 1 cocktail con l’abbinamento di 4 assaggi di piatti o prodotti tipici piemontesi, evocativi del concetto di merenda sinoira, e 1 assaggio dolce (dalle bignole al cioccolato) per concludere in dolcezza.

Vermouth di Torino e assaggi piemontesi. Credits Ph. Andrea Di Bella
Vermouth di Torino e assaggi piemontesi. Credits Ph. Andrea Di Bella

Dove

L’iniziativa è disponibile in numerosi locali torinesi, con prenotazione diretta, tra i quali: Affini San Salvario, 100 Vini & Affini, Busca, Caffè Elena, Cantina da Licia, Cloud9 e Terrazza Cocchi in Villa Sassi, Confetteria Bar Pasticceria Stratta, DDR, Distilleria Quaglia, Gerla 1927, Goustò, La Drogheria Vini e Liquori, Mojo Bar, Osteria Le Putrelle, Pepino 1884, Platti 1875, Ristorante San Giors, Rossorubino, Scalo + Vanchiglia, Smile Tree, Snodo OGR.

Il costo

18 € a persona.

Quando

Tutto l’anno, nei locali che aderiscono all’iniziativa.

Le regole

Ogni locale deve rispettare determinate regole: utilizzare esclusivamente il Vermouth di Torino, avere a disposizione 3 marche diverse e 5 differenti tipologie tra Extra Dry, Dry, Bianco, Ambrato, Rosso, Superiore. Il Vermouth di Torino deve essere servito freddo, con o senza ghiaccio (a circa 10°C) in purezza con la sua guarnizione più classica con scorza di limone o arancia, non trattata o biologica. È inoltre raccomandato l’uso di un bicchiere a calice del tipo “Nick and Nora” oppure quelli tradizionali da servizio da Vermouth.

Idea regalo

In tutti i locali sarà possibile richiedere le gift card dedicate all’iniziativa, grazie alle quali poter regalare questo gustoso assaggio di storia torinese. Chi la riceverà, potrà gustare le autentiche degustazioni enogastronomiche legate al Vermouth nel locale indicato.

Conosci il Vermouth?

Il Vermouth di Torino è il più celebre vino aromatizzato italiano, già apprezzato alla corte reale dei Savoia. Il suo nome deriva dal termine tedesco wermut che definisce l’artemisia absinthium (assenzio maggiore), base aromatica principale nella preparazione di questo vino.

La classificazione

Avviene in base al colore (Bianco, Ambrato, Rosato o Rosso) e alla quantità di zucchero impiegata nella sua preparazione. Può essere, quindi, extra secco o extra dry per prodotti che contengono meno di 30 grammi di zucchero per litro, secco o dry per vermouth con meno di 50 grammi per litro, e dolce per quelli con un tenore di zuccheri pari o superiore ai 130 grammi per litro.

Il Disciplinare che tutela il Vermouth di Torino prevede anche la tipologia Vermouth Superiore che si riferisce a prodotti con un titolo alcolimetrico non inferiore a 17% vol., realizzati con almeno il 50% di vini piemontesi e aromatizzati con erbe – diverse dall’assenzio – coltivate o raccolte in Piemonte.

Tre tipologie di Vermouth di Torino. Credits Ph. Andrea Di Bella
Tre tipologie di Vermouth di Torino. Credits Ph. Andrea Di Bella

La storia

Fu l’ampio uso delle spezie giunte dall’Oriente durante il Rinascimento a far decollare la considerazione del vino aromatizzato. Se infatti per secoli se ne fece un uso principalmente medicinale, grazie a cannella, chiodi di garofano e rabarbaro, la sua ricetta si arricchisce di nuove note aromatiche. In questo periodo storico il Piemonte comincia a eccellere nell’arte della distillazione: nel Settecento i liquoristi torinesi godevano già di ampia fama al di fuori dell’Italia. Nell’Ottocento e nel Novecento il Vermouth aumenta la sua notorietà all’estero di bevanda per un aperitivo conviviale, si distingue nelle varietà bianco e rosso e un Regio decreto ne definisce le caratteristiche.

Quelli del Consorzio del Vermouth di Torino

Il Consorzio è composto da 23 soci: Antica Distilleria Quaglia, Antica Torino, Arudi, Cav. Pietro Bordiga, Calissano – Gruppo Italiano Vini, Carlo Alberto, Carpano – Fratelli Branca Distillerie, Casa Martelletti, Giulio Cocchi, Chazalettes, Cinzano – Davide Campari–Milano, Del Professore, Drapò – Turin Vermouth, Erbe Aromatiche Pancalieri, Gancia & C., La Canellese, Luigi Vico, Martini & Rossi, Peliti’s, Giacomo Sperone, Tosti1820, Ulrich, Vergnano.

L’obiettivo

Ha come scopo principale la tutela, la promozione, la valorizzazione, la vigilanza e la cura generale della Indicazione Geografica IG “Vermouth di Torino”. Istituito nel 2019 dopo oltre 20 anni di lavori, questo Consorzio è nato per volontà dei produttori i quali, consapevoli della necessità e dell’importanza di una regolamentazione, hanno definito insieme un disciplinare di produzione approvato dal Decreto del 22 marzo 2017, con il quale il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ha regolamentato l’Indicazione geografica Vermut di Torino/Vermouth di Torino.

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