Le fave sono un alimento primaverile, croccante, fresco, delizioso; possono essere consumate sia crude, sia cotte e in abbinamento ad altre verdure stagionali, quali piselli e carciofi, profumate da un ciuffetto di mentuccia, oppure soffritte con un poco di cipolla o aglio con l’aggiunta di pancetta croccante e carciofi a spicchi.

Vengono inoltre essiccate per essere utilizzate nella stagione invernale per ottime zuppe o puree. Sono i legumi più coltivati in Sardegna dove rappresentano oltre il 50% della produzione di legumi dell’isola.

Sbucciare le fave e farle scrocchiare fra i denti, anche assaporandole con un buon formaggio stagionato, è un vero e proprio viaggio nei tempi passati. Condividere i baccelli nel desco ha il sapore dei campi, del sole e del convivium.

Piante di fave
Piante di fave

Proprietà

Le loro molteplici proprietà (sono ricche di carboidrati, di proteine, di ferro e di vitamine, praticamente non contengono grassi) unite al basso costo ne determinarono in passato l’abbondante consumo presso i contadini e le popolazioni povere del mezzogiorno; da qui la molteplicità di preparazioni culinarie.

Tutto il nostro sud, infatti, abbonda di ricette con le fave; dalla Sicilia alla Calabria, dalla Sardegna alla Puglia i piatti della tradizione ne contemplano numerosi usi.

Purtroppo alcuni individui, a causa di un difetto genetico, non sono in grado di metabolizzarle e soffrono di Favismo, una forma di grave anemia diffusa soprattutto nel Sud e nelle isole. Per questi soggetti l’assunzione di questi legumi può essere letale.

Le origini di questi legumi si perdono nella notte dei tempi ma si ha notizia del loro consumo già presso i Greci e i Romani.

Fave fra leggenda e realtà

Narra la leggenda che l’assunzione delle Fave fosse proibita nell’Antica Grecia. Pitagora e i suoi seguaci credevano che mettessero in comunicazione l’Ade e il mondo dei vivi: attraverso la fioritura delle fave, le anime sarebbero risalite sulla Terra dall’aldilà. Un’ipotesi avvalorata dal fatto che erano utilizzate nei rituali del culto dei morti.

A questo proposito è interessante il legame con la Romagna dove, durante il periodo di Ognissanti, si consumano dolcetti chiamati Le fave dei Morti.

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