Sabato 24 e domenica 25 settembre il bellissimo centro storico di Pennabilli, in Val Marecchia, si animerà di coloratissime bancarelle e nell’aria si sentiranno deliziosi profumi autunnali, molti dei quali sconosciuti ai più; il borgo ospiterà infatti la Fiera dei Frutti dimenticati, con mostre, convegni dedicati all’agricoltura ed agli “antichi frutti”, spettacoli, incontri culturali, laboratori dedicati ad attività artigianali con materiali naturali, oltre al mercatino dei frutti dimenticati e dell’artigianato artistico.

Fiera dei Frutti dimenticati, un’esperienza sensoriale

Fine settimana con la Fiera dei Frutti dimenticati di PennabilliPer tanti sarà una occasione interessante per riscoprire e assaporare antichi frutti oggi difficili da masticare, frutti veri in polpa e in buccia e antichi frutti metaforici, come i materiali naturali che verranno manipolati nei laboratori, le antiche tradizioni culinarie sulle quali si dibatterà nei convegni, e antiche tradizioni di spettacolo che verranno presentate durante le due serate nella delicata cornice del teatro Vittoria del borgo marecchiese.

Pennabilli è nota alle cronache per aver dato i natali al Poeta, scrittore e sceneggiatore Tonino Guerra, il quale ha voluto qui creare nel 1990 un “museo dei sapori utile a farci toccare il passato”, l’Orto dei frutti dimenticati, che è stato realizzato in pieno centro storico, in un terreno abbandonato da decenni, già orto del convento dei frati missionari.

Alla Fiera dei Frutti dimenticati per visitare l’Orto di Tonino Guerra

Fine settimana con la Fiera dei Frutti dimenticati di PennabilliQui c’è una “raccolta” di alberi da frutto appartenenti alla flora spontanea delle campagne appenniniche, presenti nei vecchi orti delle case contadine ma che oggi, non essendo più coltivati, vanno scomparendo: svariate specie di mele, pere selvatiche, bacche e frutti di bosco che la moderna agricoltura ha allontanato quasi anche dalla memoria. Tra i più insoliti l’Azzeruolo, piccole bacche rosse o gialle con grossi semi e poca polpa dal sapore di mela, la pera Cotogna, la Corniola, una sorta di ciliegia allungata, il Giuggiolo, che produce delle “olive” dolciastre, l’Uva Spina, la Ciliegia Cuccarina, il Biricoccolo, una susina blu con la buccia vellutata come quella dell’albicocca; tra le cento varietà di piante, c’è anche il Gelso della Pace, messo a dimora dal Dalai Lama.

Fine settimana con la Fiera dei Frutti dimenticati di PennabilliOltre all’Orto dei frutti dimenticati, Pennabilli merita una visita anche per la sua Strada delle meridiane; nel centro storico infatti, le facciate dei palazzi sono impreziosite da sette meridiane d’autore che “aspettano di il vostro e il nostro tempo che scorre nella valle”: gli orologi solari, dipinti da Mario Araldi e “regolati da Giovanni Paltrinieri, sono riproduzioni di celebri opere pittoriche e mostrano i diversi modi in cui si è misurato il tempo nei vari secoli.



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