Tra le eccellenze enologiche valtellinesi – Sassella, Inferno, Grumello, Valtellina Superiore, Maroggia, Valgella – alcuni Doc e altri Docg che nascono, crescono e maturano sui versanti meridionali delle montagne terrazzate della bassa e media provincia di Sondrio, lo Sforzato di Valtellina Docg è la punta di diamante.

Sforzato di Valtellina, un passito con personalità

I grandi vini della Valtellina: lo “Sfurzat”, Sforzato Docg, un passito di gran carattereLo Sfursat, come lo chiamano in Valtellina, è un vino ottenuto “forzando” o “sforzando” la normale maturazione delle uve fino al loro appassimento, per ottenere un passito rosso secco di grande personalità, che deriva da un’attenta selezione dei grappoli di uva Nebbiolo Chiavennasca che, subito dopo la vendemmia, tra settembre e ottobre, vengono messe ad appassire per tre o quattro mesi su graticci in locali asciutti e ben ventilati detti “fruttai”.

Primo vino di questo tipo in Italia a potersi fregiare della Docg, il suo un processo di produzione è stato tramandato da una generazione all’altra con orgoglio dai viticoltori valtellinesi per secoli e ancora oggi la quantità prodotta è piuttosto limitata.

Una volta appassite, le uve hanno perso il 40-50% del loro peso; pigiate e lasciate a fermentare lentamente, si sviluppano quelle particolari fragranze intense, fini ed eleganti che lo rendono così speciale, tanto da aver conquistato anche i mercasti esteri.

Sforzato di Valtellina, le caratteristiche al palato

Il processo di invecchiamento e affinamento in botti di legno e in bottiglia ha una durata di almeno venti mesi, al termine dei quali ne scaturisce un vino rosso dal colore granato scuro, etereo e persistente negli intensi profumi, morbido e vellutato nel sapore, asciutto, strutturato e di carattere, con una lieve percezione di legno e con un grado alcolico minimo di 14 gradi; un grande vino di cui andare fieri, che non ha nulla da invidiare agli altri grandi rossi italiani o francesi.

E’ un vino adatto per pietanze robuste a base di carni rosse, cacciagione e selvaggina, oppure anche per accompagnare i formaggi invecchiati e saporiti; si beve sorseggiandolo anche fuori pasto, come vino da conversazione o meditazione.

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