Festival Giornalismo AlimentareOgni giorno i ristoranti sprecano tonnellate di cibo inutilizzato, una grave perdita di soldi e risorse, tanto che il Festival del Giornalismo Alimentare, che avrà luogo a Torino dal 20 al 22 febbraio, proporrà al governo di dare piena applicazione alla sentenza della Corte di Cassazione che, nel 2014, ha sancito il diritto dei clienti dei ristoranti, delle pizzerie e delle tavole calde, di portarsi il cibo avanzato a casa.

spreco alimentareDa allora però questa abitudine non ha fatto molti passi avanti, se circa il 70 per cento dei ristoratori confessa che i loro clienti non sembrano interessati alla cosiddetta doggy bag, per pudore e talvolta perfino vergogna; il 25 % degli italiani la considera «volgare, da maleducati e da poveracci».

La Francia è avanti

In Francia da 4 anni è obbligatorio fornire ai clienti dei ristoranti un contenitore anti-spreco per portarsi a casa, se questi lo richiedono, gli avanzi di cibo nella massima sicurezza ed igiene. È ora anche in Italia si approvi una legge per rendere obbligatorio il contenitore anti-spreco nei ristoranti.

In Italia meno del 20% dei frequentatori dei ristoranti, delle fiere e delle mense richiede un contenitore per portare a casa gli avanzi di cibo che ha pagato, che, così, vanno sprecati.

spreco-alimentareIn Italia ci si vergogna a chiederlo e il ristoratore non lo propone: così si buttano via soldi e si alimenta la piaga degli sprechi alimentari.

Da Festival del Giornalismo Alimentare si vuole spingere per una vera proposta di legge del Parlamento che introduca in tutta la ristorazione l’obbligo di consegnare al cliente la food bag realizzata con materiali adeguati al contatto con gli alimenti e al trasporto, una bag che mostri, stampato, un decalogo per la corretta conservazione del cibo, che vuole essere anche un forte richiamo all’educazione antispreco e alla sicurezza alimentare.

sprechi-alimentariPer esempio, un modo per spingere tutti i locali pubblici all’uso di questo strumento antispreco potrebbe essere quello di dare un incentivo in più ai ristoratori, introducendo uno sgravio fiscale per chi usa, oppure varare i provvedimenti di sgravio accompagnati da un concomitante obbligo di consegnare al cliente una food bag, nome senz’altro più appropriato di doggy bag.

Doggy bag, se ne parla da tempo

Festival-del-Giornalismo-Alimentare-2020Un progetto di sensibilizzazione con relative bag era già stato lanciato in occasione di Terra Madre 2016 con Cuki e Slow Food. Un altro progetto è stato lanciato nel 2019 dalla Fipe (Federazione pubblici esercizi) e Comieco (Consorzio per il riciclo carta e cartone) hanno fatto un accordo in base al quale, dopo una prima fase sperimentale su 1.000 esercizi pubblici, saranno 30mila i ristoranti che avranno la doggy bag.

Altre iniziative si sono svolte in favore della food bag in diversi Comuni, a partire comprese città come Milano e Modena e la Legge 19 agosto 2016, n. 166 sulle “disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi” entrata in vigore il 14 settembre 2016, è attiva, ma praticamente inapplicata.

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