Il Mangirò si fa in sette. Colpa (o merito) del Coronavirus, che pur in fase calante mette sempre e comunque a potenziale rischio gli assembramenti. Anche se per la verità, con tutto lo spazio, la campagna, i campi di grano a perdita d’occhio, al Mangirò di assembramenti se ne sono sempre visti pochini, ma tant’è, le regole sono queste e la camminata gastronomica ideata da Matteo Calzolari, ormai giunta alla 14esima edizione, si adegua da par suo.

Il Mangirò diventa sette per fregare il Covid

E così da una sola giornata – tradizionalmente la prima domenica di luglio, quando le spighe nei campi assumono quel bel colore dorato – si passa, visto che in realtà il Mangirò è uno spettacolo, a un ventaglio di sette repliche, da domenica 5 a sabato 11 luglio, dalle 10.30 alle 17, per un numero massimo di 40 partecipanti a giornata.

Mangirò 2020: un’edizione quasi teatrale

La veste dell’edizione 2020 di Mangirò sarà quasi teatrale, con il coinvolgimento dell’attrice Tita Ruggeri e di alcuni suoi allievi che metteranno in scena alcuni racconti tratti dal libro “Le stanze del grano”, nato dopo l’esperienza di un corso di scrittura residenziale tenutosi durante la settimana del Mangirò 2019 dalla Bottega di narrazione – scuola di scrittura creativa.

Le tappe del Mangirò: qualche variazione c’è

Piccole variazioni anche nelle tappe, che di volta in volta, e a seconda della giornata prescelta, vedranno la presenza di diversi chef: dopo la partenza dal Forno Calzolari nel cuore di Monghidoro con pane e marmellata e il latte di Lama Grande, si sosterà alla Casa di Guido a l’aqua chélda per un panino gourmet e un succo di frutta di Agritur, per poi passare da Fradusto per una birra in compagnia di Madama Beerstrò e Ca’ del Brado, dal bosco di Ca’ di Morandone, da Prabitto per il primo, da Lognola per il secondo e da Ca’ de Rossi per il dolce.

Gli chef presenti ai Mangirò 2020

Gli chef armati di barbecue fornito dall’Accademia di Gianni Guizzardi, i ristoratori e i produttori presenti alle singole tappe, saranno nell’ordine: il 5 luglio Federica Frattini (Podere San Giuliano) e Pasquale Troiano (Cantina Bentivoglio), il 6 luglio Mario Ferrara (Ristorante Scaccomatto) e Matteo Tambini (La Mandria Burger Bar), il 7 luglio i fratelli Pavesi dell’omonima Osteria di Piacenza e Giulia Pieri e Carlo Nesler del Giulia Pieri Cucina Probiotica & CibOfficina, l’8 luglio Francesco Carboni (Ristorante Acqua Pazza) e Massimiliano Poggi con Marco Canelli (Massimiliano Poggi Cucina), il 9 luglio Fabio Fiore (Quanto Basta) e Claudio Palumbo (Eataly Bologna), il 10 luglio l’alchimista dei panini Daniele Reponi e i titolari della Fermata del Gusto Franco Marinelli e Simona Bonafé e infine l’11 luglio Matteo Aloe (Berberé) e colui che è stato il primo chef del Mangirò, ovvero Gianluca Esposito. In chiusura, per tutti, un dolce firmato di volta in volta da Gino Fabbri, dal Bar Gelateria Touring o da I Dolci di Lisetta.

Gli immancabili fiori all’occhiello

Immancabile fiore all’occhiello la partecipazione di importanti produttori di qualità quali Orsi – Vigneto San Vito, Lama Grande, Azienda Agricola Marco Lelli, Sulla Via del Miele, Cooperativa Agritur, Ca’ del Brado, Madama Beerstrò San Vitale 31, Agriturismo Casa Vallona, Birra Bellazzi, LE Clos, Cooperativa Agritur, Vinicola OgniBene, l’Azienda agricola Michelini e l’Azienda agricola Ca’ di Bartoletto.

I fornai raccontano il lockdown

Ogni giorno un fornaio diverso del gruppo PAU, insieme a Matteo, racconterà la propria storia e i cambiamenti apportati durante questi mesi così strani, e ancora ci sarà il coinvolgimento della Cineteca di Bologna attraverso un video, realizzato dalla fotografa Margherita Caprilli, con le foto fatte durante il lockdown al Mercato Ritrovato e il modo di reinventarsi in un momento di fermo assoluto; il tutto accompagnato dalla voce e da un racconto di Gianluca Farinelli.

Un Mangirò a prova di virus: no assembramenti

I partecipanti saranno suddivisi in piccoli gruppi condotti da guide certificate. Ogni tappa sarà allestita secondo il protocollo AIGAE di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19, in relazione allo svolgimento in sicurezza degli esercizi di somministrazione alimenti, bevande e attività di asporto e consumo in Emilia-Romagna.

Si rientra in volo con la teleferica

Il rientro avverrà letteralmente in volata grazie al gradito ritorno della super teleferica del Mangirò, la più lunga dell’Emilia-Romagna. Con un’esperienza di 200mt, si potrà “volare” nella valle del Lognola, dalla quercia sotto le Vaiole fino all’inizio del paese Ca’ dei Marchi. L’esperienza si terrà in totale sicurezza grazie alla presenza dell’equipe del parco acrobatico Triton’s Park.

Quanto costa e come iscriversi

E’ possibile iscriversi e pagare la quota di adesione (30 euro per gli adulti e 15 euro per i bambini) direttamente dal sito acasatua.fornocalzolari.it a partire dal 19 giugno, oppure recandosi in uno dei punti vendita di Forno di Calzolari. Affrettatevi, la giornata di sabato 11 è già sold out.

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