Il Quartopiano cala la cinquina di consensi; la “certificazione” arriva da cinque prestigiose guide gastronomiche nazionali che promuovono in pieno la cucina, la carta dei vini e il servizio del personale del locale romagnolo.

Queste attestazioni ci confermano che siamo sulla strada giusta e ci stimolano a migliorare per fare di Rimini un punto di riferimento della cucina nazionale”, ha commentato il direttore Andrea Tani.

Quartopiano, parlano – bene – di lui

Delle Guide che hanno parlato positivamente del Quartopiano, la più celebre è la Guida Michelin, che ha definito la cucina come “una delle migliori della zona” di Rimini.

Pollice in alto anche da parte della Guida ai Ristoranti e Vini d’Italia 2019 dell’Espresso che ha confermato il cappello, anche in questo caso con parole di elogio: “L’ambiente è elegante, la mise en place curata, il servizio professionale e la vista dal Quartopiano sulla città, davvero bella”.

E ancora, la Guida Identità Golose 2019 di Paolo Marchi che, nella valutazione, scomoda persino il grande regista di Rimini: “Per dirla alla Federico Fellini, riminese per eccellenza: “La vita è una combinazione di pasta e magia”. E Silver Succi da Forlimpopoli combina tecnica, creatività e tanta passione, rendendo magica l’esperienza gastronomica”.

Novità di quest’anno l’inserimento nella Guida alle buone tavole della tradizione dell’Accademia Italiana della Cucina e il bollino “faccino radioso” del Golosario, firmato Paolo Massobrio.

Alle pubblicazioni, si aggiunga la conferma del premio “CartaCanta” attribuito alle migliori carte dei vini regionali, assegnato da Enoteca Regionale Emilia Romagna, Enologica e FIPE.

Quartopiano, un lavoro di squadra

Il Quartopiano di Rimini fa il pieno di consensi
Lo chef Silver Succi

“È grazie al lavoro di squadra che è possibile crescere insieme, ha aggiunto Andrea Tani; il nostro è un progetto che mette insieme tante professionalità: l’estro creativo dello chef Silver Succi con una proposta di cucina che innova la tradizione, la grande conoscenza del maître di sala Fabrizio Timpanaro, un personale continuamente formato, gli interscambi culturali con altri professionisti. Tutto questo concorre a creare un percorso condiviso per una nuova Rimini gourmand”.

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