Altro, che amaro, questa volta il riso è felice, e festeggia. Festeggia dieci anni all’insegna della qualità e del rigore, protetti da un disciplinare che nel tempo ha trasformato un intero territorio, facendo crescere, in quantità e in eccellenza, una produzione inizialmente di nicchia.

Il Riso del Delta compie 10 anni di IGP

Compie infatti il suo primo decennale la certificazione IGP del Riso del Delta del Po, uno dei prodotti di punta dell’areale che si stende tra la bassa ferrarese e il rodigino – di fatto nove comuni in provincia di Ferrara e otto in quella di Rovigo – che grazie alle sue peculiari caratteristiche climatiche, ambientali e di conformazione dei terreni, del tutto uniche e irripetibili, unitamente alle brezze marine e ai bassi livelli di umidità relativa, conferisce a questo riso qualità organolettiche e nutrizionali davvero speciali.

Un prodotto delle terre della bonifica

Nasce in queste plaghe il Riso del Delta del Po IGP, terre basse, sottratte alla palude dalle bonifiche avvenute tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, terre piatte come un tagliere dove svettano città nuove, costruite dal nulla per ospitare i nuovi abitanti, terre incontaminate, generose e ricche, che ricambiano l’amore e il lavoro del contadino con prodotti eccezionali.

La storia di un’eccellenza

Nelle limitate terre emerse di queste zone, le prime testimonianze di superfici investite a risaia risalgono addirittura al 1495, e costituiscono il primo stadio di valorizzazione agraria dei terreni. La zona destinata a questa coltivazione andò via via allargandosi, grazie anche alle opere di bonifica avviate da importanti famiglie veneziane nell’800 e conclusesi ai primi del ‘900.

Ma fu un gruppo di agricoltori a dare inizio, nel 2006, alle pratiche per il riconoscimento del marchio d’eccellenza IGP, conclusasi l’11 novembre 2009 con l’ottenimento definitivo del contrassegno europeo di qualità. La prima coltivazione di Riso del Delta del Po IGP contava appena 65 ettari di risaia, con una produzione di 3mila quintali.

Dal 2012 c’è il Consorzio di Tutela

L’interesse verso questa coltura certificata continuò però a crescere, tanto che nel 2012, grazie allo sforzo di dodici soci fondatori, venne costituito il Consorzio di Tutela del Riso del Delta del Po IGP oggi presieduto da Adriano Zanella.

Una crescita costante

Oggi, a seguito di importanti investimenti, il mantenimento della qualità del prodotto e l’impegno nella promozione, filiera del Riso IGP può vantare 1.587 ettari di coltivazione certificata per un totale produttivo di 78.000 quintali, 37 aziende consorziate impegnate in tutte le fasi della filiera.

I motivi della crescita sono da attribuire a diversi fattori: il microclima e l’ambiente favorevole alla coltivazione del riso, l’impegno di produttori e trasformatori nel rispetto del Disciplinare e nel mantenimento della qualità, la costante attività di promozione e, soprattutto, la fedeltà e l’apprezzamento dei consumatori che scelgono il Riso del Delta del Po IGP come prodotto fondamentale da portare a tavola.

Ricchezza per il territorio

Un importante lavoro è stato svolto sulla stabilizzazione dei prezzi e sulla programmazione delle semine e delle varietà di riso, nonché la garanzia del ritiro di tutta la produzione certificata da parte dei trasformatori. La ricaduta sul territorio di questi importanti progetti è stata considerevole: gli accordi sui prezzi e la programmazione puntuale hanno permesso agli agricoltori conferenti un maggior guadagno rispetto ai risi tradizionali, quantificato in un indotto di circa 4,5 milioni negli ultimi 3 anni, la cui incidenza sul territorio porta grandissimi benefici economici e sociali.

Quattro varietà di riso

Il Riso del Delta del Po IGP è confezionato in 4 varietà presenti sul mercato: Carnaroli, Arborio, Baldo e Volano. Ognuno di questi ha caratteristiche ben precise, ma li accomuna il fatto di avere chicchi consistenti, che tengono bene la cottura e che assorbono bene liquidi e condimenti.

Sono quindi molto adatti per creare piatti di qualità, non solo buoni, ma che fanno bene a tutti, dai bambini a persone con determinate situazioni patologiche: insomma un alimento consigliato nella dieta quotidiana grazie alla grande digeribilità, alla ipoallergenicitià, al grande tenore proteico e alle sue proprietà antiossidanti.

La delicatezza del risotto con l’anguilla

Il riso ideale per la cucina di livello

Caratteristiche che si vedono nella preparazione di piatti tipici del territorio, come il risotto con l’anguilla, ma anche in utilizzi meno tradizionali come la farina di riso, ideale per impanature anti-unto di un eccellente fritto di pesce del vicino Adriatico.

Il Disciplinare di produzione

Uno degli obiettivi del Consorzio è proprio quello di garantire quest’alta qualità e la filiera produttiva del Riso del Delta del Po IGP attraverso un severo Disciplinare di produzione, in fase di modifica al fine di migliorare costantemente il livello qualitativo a completa garanzia del consumatore.

La sfida della nutraceutica

Ma la vera sfida che il Consorzio sta affrontando è il miglioramento della competitività del riso dell’area del Delta del Po attraverso la diversificazione con nuovi prodotti biologici e connotati da aspetti nutraceutici.

Questo progetto, in collaborazione con l’Università di Ferrara e nello specifico con il professor Vincenzo Brandolini e il suo staff, ha l’obiettivo di incentivare l’innovazione e la diversificazione del Riso del Delta del Po IGP in funzione di richieste dei mercati per migliorare la sostenibilità economica e ambientale delle produzioni della zona.

Al fine di raggiungere quest’obiettivo generale si sono posti degli obiettivi più specifici: introdurre la risicoltura biologica negli areali del Delta del Po, sviluppare una linea di riso integrale biologico di facile impiego per i consumatori e caratterizzare e promuovere le qualità del territorio presenti nel riso biologico del Delta del Po per una sua inscrizione all’IGP.

Prospettive: il riso biologico

Il riso biologico ha infatti un valore commerciale più elevato del riso tradizionale e la tecnica colturale biologica, evitando l’uso di pesticidi, diserbanti e fertilizzanti di sintesi, incentiva tecniche colturali a basso impatto ambientale e le nuove tecnologie consentono quindi la produzione in loco di riso dalla doppia caratteristica: biologico e IGP.

Nel progetto verranno messe a punto le linee tecniche per la produzione del riso biologico nell’areale del Delta del Po tramite l’allestimento di campi dimostrativi per il confronto varietale con alcune cultivar ammesse dal Disciplinare di produzione del Riso IGP (Carnaroli e Arborio) alle quali si aggiungerà la varietà Baldo. Dal momento che l’areale di produzione si differenzia dalle altre aree di produzione del riso a livello nazionale, la loro evidenziazione consente una valorizzazione del Riso del Delta del Po IGP, sia biologico che integrale, e può migliorarne la competitività e supportarne la tracciabilità.

La settimana del riso da FICO

Un’eccellenza, il Riso del Delta, che dal 20 al 26 ottobre sarà protagonista a FICO – Eatalyworld, il mega parco tematico agroalimentare alle porte di Bologna, della Settimana del SorRiso, che inizierà con la tappa finale di Tramonto diVino domenica 20 ottobre per proseguire con degustazioni, visite guidate alla riseria, e chiudere in bellezza, sette giorni dopo, con i cori delle mondine. Che oggi non ci sono più, sostituite dalle moderne trebbiatrici, ma che fanno ancora tanto colore.

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