Il tortellino ritorna, più gagliardo e più confortevole che mai: dopo un anno e mezzo abbondante di lockdown e un’edizione saltata, il piatto-bandiera della cucina bolognese torna a essere protagonista di una grande manifestazione culinaria, e contemporaneamente conquista l’ambita certificazione della De.Co., la denominazione comunale.

Il ritorno del tortellino dopo due anni di lockdown

Era ineluttabile: da un lato i primi freddi che fanno venire voglia di una coccola calda, dall’altro la pandemia che sembra avere intenzione di andare definitivamente a fare in culo, e l’Associazione tOur-tlen riprende il timone con lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di fare di prima e ravviva i fasti del Festival del Tortellino, la tradizionale kermesse che negli anni passati, per la ricorrenza di San Petronio, metteva a confronto le versioni, dal classico al creativo, dell’ombelico di Venere preparate dagli oltre 20 chef associati.

La De.Co. per un tortellino bolognese di filiera

Ma non tutto il tempo trascorso è passato invano: durante il periodo di chiusura forzata, infatti, gli chef di tOur-tlen hanno lavorato alacremente assieme al Comune di Bologna perché il tortellino ottenesse il riconoscimento della Denominazione Comunale (De.Co.), che certifica la produzione di un tortellino “di filiera” bolognese che mantiene gli ingredienti della ricetta depositata in Camera di Commercio e si adatta alle moderne esigenze di tracciabilità, sostenibilità ed etica. L’intento è pertanto quello di garantire il consumatore promuovendo una ricetta tipica negli ingredienti e nei procedimenti di confezionamento.

Il classico tortellino tradizionale in brodo di manzo e gallina
Il classico tortellino tradizionale in brodo di manzo e gallina

Un riconoscimento al prodotto e chi lo valorizza

E finalmente oggi si vedono i frutti di tanta fatica e di tanto impegno: mercoledì 27 ottobre, infatti, la De.Co. verrà conferita ufficialmente non solo al tortellino di Bologna come prodotto, ma anche all’Associazione tOur-tlen e a quella che è la sua principale creatura, il Festival del Tortellino, a suggello dell’impegno preposto nella promozione di un piatto centrale nella tradizione petroniana.

Il Festival del Tortellino torna come cena di gala

E per celebrare degnamente l’occasione nella stessa serata i saloni affrescati di Palazzo Re Enzo ospiteranno la nona edizione del Festival del Tortellino, dedicata come sempre alla memoria del maitre Giacomo Garavelli: non nella consueta formula dei banchi d’assaggio dove ciascun associato propone una sua personale interpretazione del piatto ovviamente, stanti ancora le limitazioni imposte dal Covid e qualche dettame di normale prudenza, ma sotto forma di cena di gala alla quale saranno serviti i cavalli di battaglia di sei chef associati (altri saranno impegnati la sera prima nella cena con asta benefica delle luminarie natalizie di via D’Azeglio).

Il menu della serata

Nel corso della serata, a partire dalle 20, ai 250 fortunati che siederanno nel Salone del Podestà verranno serviti mignon di mortadella Felsineo Selezione Tourtlen (Pasquale Troiano – Cantina Bentivoglio), tortellini tradizionali in brodo di manzo e gallina (Lucia Antonelli – Taverna del Cacciatore), tortellini con ripieno di razza e acciughe mantecato con salsa di burro e tartufo e gel di cime di rapa (Francesco Carboni – Ristorante Acqua Pazza), tortellini tradizionali, burro artigianale e tartufo nero, Parmigiano-Reggiano, brodo di faraona e fieno e sfere di Lambrusco (Vincenzo Vottero – VIVO Ristoarte), tortellini tradizionali “ricchi e poveri” in crema di fagioli, con pepe Timut e olio

Il tortellino "eretico" di razza e acciughe con burro al tartufo e gel alle cime di rapa
Il tortellino “eretico” di razza e acciughe con burro al tartufo e gel alle cime di rapa

EVO (Carlo Alberto Borsarini – Ristorante La Lumira) e la bomba alla crema (Demis Aleotti – Bottega Aleotti), il tutto innaffiato dai sapidi vini dei Colli Bolognesi.

Alla cena concorreranno anche gli sponsor della manifestazione come Felsineo per la mortadella, Dettagli per il servizio di sala e la logistica, San Pellegrino per l’acqua minerale e Segafredo Zanetti per il caffè.

Quanto costa e come prenotare

Il costo di partecipazione sarà di 60 euro a persona, la prenotazione, obbligatoria, si potrà effettuare chiamando il 3923633049 o scrivendo un’e-mail all’indirizzo info.tourtlen@gmail.com a cui dovrà seguire il pagamento delle quote sull’IBAN IT25F0707202405000000196843 intestato all’associazione Tourtlen, fino all’esaurimento dei 250 posti disponibili. Come sempre parte del ricavato sarà devoluto alla Fondazione Seragnoli.

No green pass no Tourtlen

Il green pass sarà obbligatorio e dovrà essere esibito all’ingresso, nel contempo saranno garantiti distanziamenti e sanificazioni come da norme igieniche per il contrasto del Covid-19.

Pubblicità

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here