Ma il tortellino più buono a cavallo tra Bologna e Modena, dove si può mangiare e, nel caso, anche comperare per portarselo a casa.

Il tortellino migliore? Chissà dov’è

Domanda a cui dare una risposta coerente è difficilissimo se non addirittura impossibile, ma che puntualmente casca sulla lingua dei più curiosi che, non appena sanno della tua provenienza petroniana o geminiana o percepiscono il tuo caratteristico accento dalla esse “salata”, ineluttabilmente ti rivolgono la fatidica quaestio: “Ma i tortellini buoni, dove si mangiano?”. “A casa mia” verrebbe da rispondere.

Una cerimonia per il gotha della ristorazione

In alternativa una panoramica attendibile giunge ogni anno dalla cerimonia del Tortellino d’Oro, ambito riconoscimento che viene attribuito ai migliori locali e alle gastronomie più gettonate, nel quale da sempre risplende il gotha della ristorazione emiliana.

Il Pappagallo, la novità con 100 anni di storia

La premiazione di quest’anno, avvenuta nel cuore di Bologna sotto i soffitti affrescati di Palazzo Malvezzi, ha decretato un vincitore carico di storia – festeggia in questi giorni il suo primo secolo di vita – e al tempo stesso tra le più belle novità nel panorama cittadino, quel Pappagallo fondato 100 anni or sono da Vittorio Zurla e da tre anni nelle sapienti mani di Elisabetta Valenti e Michele Pettinicchio, che recentemente hanno chiamato ai fornelli uno chef di indiscusso valore quale è Marcello Leoni.

Quaranta giurati per oltre 150 porzioni

Un esito non scontato, che è stato decretato dai giurati della manifestazione, i cavalieri della Confraternita dello Gnocco d’Oro e della Dotta Confraternita del Tortellino e i membri dell’Accademia Italiana della Cucina: in totale 40 palati che nell’arco di oltre due mesi hanno testato più di 150 porzioni di tortellini di diversa fattura.

Un libro dedicato a “Sua Maestà” il tortellino

In coincidenza con la presentazione del volume “Sua Maestà il tortellino di Bologna. The King” a cura di Luca Bonacini e Giancarlo Roversi (ed. Artestampa, Modena), la cerimonia di premiazione ha coinvolto tantissime realtà d’eccellenza delle due province, con menzioni d’onore e premi speciali distribuiti alla presenza delle autorità.

Gli altri ristoranti premiati o menzionati

Dietro al Pappagallo le piazze d’onore sono spettate ad altre due insegne bolognesi, con la medaglia d’argento andata al superclassico Il Salotto di Crevalcore, e quella di bronzo aggiudicata alla giovane realtà dell’Osteria Giro di Vite di Bologna.

Menzione speciale invece per Va Mo Là, A Balus, Massimiliano Poggi Cucina, San Domenico, Agriturismo Mastrosasso, Tramvia, Taverna del Cacciatore, Trattoria Meloncello, Osteria del Teatro, Bottega I Portici, Nuova Roma, La Capriata, Posta, L’Officina del Gusto, Biagi, Signora Stella, Osteria della Cavazzona, Osteria del Tortellino, La Lumira, Osteria La Fontana, Da Sandro al Navile, Albergo Ristorante Poli, Polpette & Crescentine, Agriturismo Molino di Giovannino e, per il tortellino creativo al pesce, Acqua Pazza.

I premi alle gastronomie

L’apertura della forma di Parmigiano-Reggiano invecchiata 204 mesi

Nella categoria gastronomie e botteghe di pasta fresca invece l’alloro è toccato a La Baita – Vecchia Malga della famiglia Chiari, storico negozio di leccornie nel “quadrilatero” bolognese, seguito a ruota da SfogliAmo e Pasta Fresca Simoni, mentre nelle citazioni rientrano Il Matterello dell’Oca, La Bottega della Pasta, L’Arte della Sfoglia, Pallotti, Mille e una Sfoglia, Salumeria Bruno & Franco, La Spiga Amica, Bottega del Cappello, Pastificio La Lanterna e Laboratorio Gratifico.

Le menzioni d’onore

Menzione d’onore infine per la Fermata del Gusto, per aver legato l’innovazione alla tradizione, e Cantina Bentivoglio, per aver saputo coniugare musica jazz, vini e cucina.

Un Parmigiano vecchio di 204 mesi

La cerimonia è stata seguita da un rinfresco allietato dalla mortadella Favola di Palmieri, dai vini dei Colli Bolognesi e soprattutto da una forma di Parmigiano-Reggiano stagionata 204 mesi offerta dall’Agriturismo Beneverchio di Niviano di Pavullo nel Frignano e aperta sul posto per l’occasione.

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