C’è un treno che viaggia a cavallo tra passato e presente, a cavallo tra due mondi – la Toscana e la Romagna – nel segno di quello che fu il Poeta per eccellenza della letteratura italiana, e che con sé porta sapori e profumi di entrambe le terre.

Il Treno di Dante riprende i suoi viaggi

Riprende i suoi viaggi da sabato 4 giugno e fino al 1° novembre il Treno di Dante, un’esperienza di viaggio unica, tra enogastronomia, arte, cultura all’insegna del turismo slow a bordo di un treno storico, che attraversa il cuore dell’Appennino Tosco-Romagnolo alla scoperta delle terre che Dante Alighieri visitò nel suo cammino tra Firenze e Ravenna, voluto dalla Regione Emilia-Romagna in occasione dei 700 anni della morte del Sommo e sviluppato da APT Servizi Emilia-Romagna e Toscana Promozione Turistica.

In treno si segue un percorso incantevole

Un percorso incantevole che coniuga celebri città d’arte e borghi medievali completamente immersi nella natura. Ma anche un viaggio nel gusto, alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche che si possono trovare lungo il passaggio del Treno di Dante, pronto a ripartire in questa estate 2022 i sabati e le domeniche dal 4 giugno al 10 luglio e dal 27 agosto al 30 ottobre (escluso il 10 settembre), con una corsa straordinaria martedì 1° novembre.

Un viaggio di 136 chilometri sul Centoporte

Centrotrentasei chilometri, questa la distanza da Firenze a Ravenna, a bordo di un treno detto “Centoporte”, messo a disposizione dalla Fondazione FS Italiane, che viaggia sulla linea ferroviaria Faentina, la prima in Italia ad attraversare gli Appennini, si presenta con tre ambienti: uno aperto per la classe standard (all’epoca terza classe), con i caratteristici interni di legno, la prima e la seconda classe con i divani imbottiti e dettagli Liberty, per complessivi 230 posti a cui si aggiungono il vagone postale e la motrice storica.

Un treno più unico che raro

Oggi di treni con queste caratteristiche ne rimangono solo pochi esemplari in Italia e sono considerati dei veri e propri gioielli nella storia del trasporto passeggeri, venendo concessi al pubblico solo per occasioni speciali come questa.

Si parte da Firenze con vino rosso e bistecca

Il treno parte da Firenze, la città dove Dante è nato nel 1265. La città offre tantissimi luoghi da visitare che raccontano il Poeta, tra cui la Casa di Dante e la vicina Chiesa di Santa Margherita, dove il Poeta incontrò Beatrice, che la tradizione vuole sia sepolta qui. E ancora il profilo del Poeta scolpito sul pavimento della piazzetta della Chiesa, mentre la maschera di Dante è custodita a Palazzo Vecchio. Cosa mangiare: i semplici piatti tipici, dalla bistecca alla fiorentina alta e al sangue, ai primi come la pappa al pomodoro e la ribollita.

L'ebbrezza dell'arrosto di Mora Romagnola
L’ebbrezza dell’arrosto di Mora Romagnola

La tradizione del lampredotto

Nei chioschi si ordina il lampredotto, due fette di pane di toscano abbracciano una trippa cotta a puntino. Cosa bere: oltre al fiorentino Chianti DOCG, anche gli altri celebri toscani come il Brunello di Montalcino DOCG e il Nobile di Montepulciano DOCG.

Gli zuccherini del Mugello

Si prosegue verso Vaglia, il primo comune del Mugello, per poi raggiungere la prima fermata di Borgo San Lorenzo. Cosa mangiare: gli zuccherini del Mugello, biscottini tondi, bucati nel mezzo, profumati di anice, e il pane del Mugello, senza sale come da antica tradizione artigianale. Cosa bere: per diversificare “la bevuta” precedente, il Chianti Classico DOCG, invecchiamento minimo di 24 mesi.

Nelle terre medicee fra arte e marroni

Il treno poi riparte verso Ronta, Scarperia e San Piero a Sieve – due paesi uniti da sempre e dominati dalla famiglia dei Medici – per continuare sulle colline di Vicchio che ha dato i natali a Giotto e Beato Angelico. Oltrepassato Crespino del Lamone – borgo noto per la qualità dell’acqua e le fontane – il treno prosegue e sosta a Marradi, la cittadina appenninica dove nacque il poeta Dino Campana.

Cosa mangiare: il Marrone del Mugello IGP, base di tanti squisiti dolci e la farinata con le leghe, fatta con cavolo nero, farina di mais e fagioli. Cosa bere: una produzione, coraggiosa e difficile, vista la zona montana, è quella del Pinot Nero e della Malvasia.

Brisighella, il suo olio e i suoi carciofi

La tradizione dell'Olio EVO di Brisighella DOP
La tradizione dell’Olio EVO di Brisighella DOP

Tappa successiva a Brisighella, patria del nobile Olio Extra Vergine d’Oliva Brisighella DOP e del carciofo moretto, piccolo e rustico, mai modificato geneticamente e che cresce solo qui, nei versanti più esposti al sole dei calanchi gessosi. Da bere: siamo entrati in Romagna è inizia anche il viaggio nei tanti vitigni di questa terra. Partiamo con il bianco Pagadebit DOC. Deve il suo nome perché in passato i mezzadri vignaioli riuscivano a pagare i debiti con questa uva, dalle rese sempre ottime. Ottimi anche i Trebbiano di Romagna DOC.

A Faenza per ceramiche e curzul

Arriviamo a Faenza, famosa in tutto il mondo per la ceramica artistica. Da mangiare la pasta tipica della città: i curzul. Il termine significa laccetti di scarpe, per via della forma. Sono stringhe a sezione quadrata, più spessi e più corti dei tagliolini. Il sugo per i curzul è quello rosso allo Scalogno di Romagna IGP, meglio ancora se con le carni di Mora Romagnola, una antica razza suina autoctona. Da bere: siamo nel cuore della produzione dei due vini simboli della Romagna, il re Sangiovese DOC e la regina Albana DOCG nelle versioni secca, dolce, passita e spumante, ma anche l’autoctono Centesimino (o Sauvignon Rosso).

Si chiude a Ravenna, capitale bizantina

I sapori intensi della spoia lorda al tartufo nero
I sapori intensi della spoia lorda al tartufo nero

Infine Ravenna, la città in cui il Sommo Poeta completò la composizione del ciclo della Commedia e trascorse gli ultimi anni della sua vita fino alla morte nel 1321. Qui si erge la Tomba dell’estinto vicino alla quale sono stati inaugurati recentemente il Museo e la Casa a lui dedicati. Da mangiare: la Piadina romagnola IGP, il più famoso degli street food, preparata espressa nei variopinti chioschi, farcita con Squacquerone di Romagna DOP o salumi e affettati tipici.

Le specialità della Romagna

Senza dimenticare cappelletti, strozzapreti, tagliatelle al ragù e spoja lorda (è un modo dialettale per descrivere quando il ripieno in una pasta è scarso e perciò s’intende che la sfoglia è appena sporcata), carni di razze autoctone e sano pesce azzurro dell’Adriatico. Da bere, gli autoctoni rossi della “bassa” Tundè IGT e Burson IGT.

Le date delle escursioni domenicali

Nelle giornate di domenica (5 giugno, 12 giugno, 19 giugno, 26 giugno, 3 luglio, 10 luglio, 28 agosto, 4 settembre, 11 settembre, 18 settembre, 25 settembre, 2 ottobre, 9 ottobre, 16 ottobre, 23 ottobre, 30 ottobre, 1° novembre) il Treno di Dante parte da Firenze alle 8.50 per giungere a Ravenna in mattinata alle 11.57 dove rimarrà in sosta in stazione sino alla ripartenza, prevista per le 17.54. Quattro le fermate intermedie: Borgo San Lorenzo, Marradi, Brisighella e Faenza, tutti luoghi che hanno segnato la vita di Dante.

Di sabato si va in “crociera” col treno

Nelle giornate di sabato, invece, si può scegliere la nuova formula “crociera”. In questo caso vi sono tre soste tecniche e la sosta prolungata di un’ora e mezza a Brisighella (4 giugno, 18 giugno, 2 luglio, 27 agosto, 24 settembre, 8 ottobre, 22 ottobre) o Faenza (11 giugno, 25 giugno, 9 luglio, 3 settembre, 17 settembre, 1° ottobre, 15 ottobre, 29 ottobre).

Le esperienze per i crocieristi

Con la formula “crociera” i viaggiatori possono completare l’acquisto con le opzioni di escursione/degustazioni nelle due città, ad esempio le degustazioni di olio o gelato tradizionale e visita al Borgo Medievale di Brisighella, uno dei più belli d’Italia, la scoperta delle tradizioni ceramiche

Più tipico che non si può: la Piadina Romagnola DOP
Più tipico che non si può: la Piadina Romagnola DOP

artistiche e della neoclassica città di Faenza.

Un servizio personalizzato e di qualità

Il servizio sul Treno di Dante è, inoltre, personalizzato e di alta qualità: su ogni vettura è presente un’assistente di viaggio che si occupa di accompagnare i viaggiatori nella loro esperienza e narrare la storia dei luoghi toccati durante l’esilio dell’Alighieri, che più ne influenzarono l’esistenza e l’opera.

Quanto costa viaggiare sul treno

I biglietti per il Treno di Dante sono in vendita sul sito www.iltrenodidante.it. Il costo per la singola tratta è di 38 euro, quello per andata e ritorno è di 56 euro (sconti per i bambini e gratuità fino a 4 anni).

I pacchetti esperienziali da aggiungere

Sul sito sono in vendita anche molti pacchetti turistici a completamento del viaggio, tra i tanti: alla scoperta dei luoghi danteschi di Ravenna, Dante e i mosaici bizantini di Ravenna, benessere e relax a Faenza, ceramiche, mosaici e luoghi danteschi fra Faenza e Ravenna, in collina in Romagna fra Faenza e Brisighella, sapori di montagna e luoghi danteschi fra Marradi e Ravenna.

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