Organizzato dall’Accademia Nazionale di Agricoltura in collaborazione con Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), Carni Sostenibili, Associazione Giornalisti Agricoltura-Alimentazione-Ambiente (ARGA) e Associazione per la Scienza e le Produzioni Animali (ASPA), si terrà mercoledì mattina 27 settembre presso la Sala Monticelli del Comando Regionale dei Carabinieri dell’Emilia-Romagna, il convegno «La carne e i suoi valori nell’alimentazione umana. Nuove evidenze sui consumi reali in Italia».

Consumo di carne e pesce: tutti i numeri

La carne e i suoi valori nell’alimentazione umanaNel corso dell’incontro verranno illustrati gli ultimi numeri sul suo consumo reale in Italia, il suo ruolo in una dieta equilibrata per la salute dell’uomo, i controlli per la sicurezza dei prodotti di origine animale, il valore economico e sociale della filiera e dei salumi per il nostro Paese.

La carne rappresenta una delle principali risorse agroalimentare presenti in Italia e la produzione di prodotti alimentari di origine animale, in particolare salumi e insaccati, una delle punte di eccellenza della tradizione culinaria italiana e del Made in Italy.

A questi fattori oggi si uniscono, sempre più, altri importanti elementi che caratterizzano la produzione nel nostro paese e che il convegno vuole fornire un’attenta e scientifica analisi dell’argomento per rispondere alle esigenze attuali del consumatore.

Consumo di carne e pesce: anche un libro

La carne e i suoi valori nell’alimentazione umanaIl convegno sarà, inoltre, l’occasione per presentare il libro “Consumo reale di carne e di pesce in Italia” dove viene illustrato il “Metodo della detrazione preventiva delle perdite”, innovativo sistema di studio statistico ideato da una commissione di studio di ASPA, presieduta dal Prof. Vincenzo Russo, utilizzato per calcolare il consumo giornaliero reale, per persona, di questo i prodotto fresco e pesce in Italia, a differenza di quello comunemente usato ora che si basa esclusivamente sul consumo di calcolo apparente. Tale sistema porta a un netto ridimensionamento dei dati sull’eccessivo consumo di carne in Italia da parte della popolazione.

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