Che Aurora Mazzucchelli ci avesse abituato ad aspettarci da lei solo cose straordinarie era cosa nota: i suoi piatti memorabili, la sua cucina rigorosa e dai sapori grintosi, la sua grande passione per l’arte bianca e il lievito madre, la sua Stella Michelin conquistata nel 2009 – una tra le pochissime donne in Italia all’epoca – e sempre riconfermata negli anni, il suo ingresso nei Jeunes Restaurateurs d’Europe, la sua solidarietà verso le popolazioni dell’Africa che patiscono la fame, tutto parla di una protagonista assoluta di primo piano nel panorama dell’alta cucina.

Aurora Mazzucchelli va oltre e inizia una nuova fase

Ma che Aurora, classe 1973, tanto schiva e riservata nella vita privata quanto vulcanica e travolgente nelle sue creazioni in quella professionale, avesse il coraggio di stravolgere questo quadro perfetto per iniziare, come ogni artista che si rispetti, una nuova fase del proprio lavoro, beh questo va oltre ogni ordinaria immaginazione, eppure è esattamente ciò che è avvenuto.

Dall’unione di Marconi e Mollica nasce Casa Mazzucchelli

Da ora infatti le due realtà aziendali facenti capo ai Mazzucchelli, ossia il Ristorante Marconi, locale di famiglia dal 1983 e come detto da una dozzina d’anni fregiato dell’ambita stella, e il Mollica, forno-bistrot con spiccata tendenza al gourmet nato nel 2016, si sono fuse sotto una nuova insegna, Casa Mazzucchelli, che al tempo stesso rappresenta un concept di ristorazione del tutto innovativo, quello della pizza e del pane in cucina.

Le parole della chef Aurora

“Si è trattato di una scelta che in fondo era naturale, perché sia il Marconi che il Mollica erano diventati nel tempo due imprese importanti ma avvertivo la necessità di andare al di là di ciò che avevamo fatto. Il nuovo concept non sarà più quello di un ristorante: la mia sensibilità di chef si sposterà sulla pizza e sui lievitati. Questo non vuol dire che diventeremo una pizzeria, e nemmeno che serviremo una pizza gourmet, ma qualcosa che va oltre questi concetti, una pizza o un lievitato con dietro la testa di una chef. Resterà naturalmente una cucina esperienziale, sempre capace di parlare di me, della nostra casa, delle nostre materie prime. Se il lockdown ha influito su questa scelta? Sicuramente i 18 mesi di chiusura del ristorante hanno accelerato i tempi della decisione, ma questo era un cambiamento che avvertivo già dentro di me, una passione, quella per i lievitati, che avevo maturato da ben prima delle chiusure” spiega la chef Aurora.

La cucina di Aurora servita a spicchi

Battuta di asino con crema di mandorle, capperi e cioccolato della Tanzania
Battuta di asino con crema di mandorle, capperi e cioccolato della Tanzania

E così da ora in avanti i piatti nati dalla creatività di Aurora Mazzucchelli saranno serviti su spicchi di pizza, con la possibilità di menu degustazione o di personalizzare, partendo da un minimo di due spicchi, il proprio giro di assaggi. E sugli spicchi? Potrete scegliere tra una battuta di asino con crema di mandorle, capperi e cioccolato 72%, baccalà mantecato con ketchup al peperone e cotenna di maiale soffiata, piccione con Scamorza affumicata, saporetto alla liquirizia e cavolo nero, lumache con prezzemolo e Parmigiano, anatra con zucca e funghi shiitake, seppia con limone, pomodori gialli e Ragusano, animelle con salsa Bernese e cavolfiore, terrina di carne con cipolla di Tropea e senape, o palamita con pesto di lardo, patata schiacciata, scorza di limone e cipolla.

Non è un giropizza ma un menu degustazione

E se non sarà la pizza sarà il pane in cucina, baciato da abbinamenti che sposano antico e contemporaneo: pane di segale con burro al finocchietto e sgombro marinato a secco, maritozzo al mandarino con gelato di aringa affumicata e gamberi rosa, pane al sapore di mare con cavolo, ostriche, anguilla affumicata, in brodo di pesce. Certamente non una carta da pizzeria né da locale per turisti e nemmeno da ristorante qualsiasi.

C’è anche la pizza tradizionale

Poi certo ci sarà anche la pizza tradizionale, fatta con gli ingredienti migliori e secondo gli accoppiamenti classici – Margherita, crudo, acciughe, capperi, al tegamino – ma il filone creativo si conferma dai dolci, tutti nel solco della cucina di Aurora a partire dal raviolo di ananas ripieno di ricotta e pinoli fino al sorbetto cioccolato e zenzero.

Il pane di Mollica
Il pane di Mollica

Mollica diventa un ristoro ai profumi dell’orto

Cambia in parte anche la proposta di Mollica, che conserva la sua ampia scelta di pani, focacce, pizze e dolci da forno ma che al tempo stesso consolida la propria natura di ristoro all’ora di pranzo con una proposta che vira decisamente sui sapori vegetali e dagli accostamenti insoliti come la verza in salsa di curry al cocco, i cappelletti di carne con cipolla fondente e salsa ortolana, le polpette di legumi al pomodoro con cicoria aglio, olio e peperoncino o la parmigiana di melanzane.

A curare la cantina rimane Massimo

Immutata invece resta la location, caratterizzata da spazi luminosi, con ampie vetrate che danno sul giardino e sull’orto, e dove predominano le tonalità calde del rovere, del bronzo, del corten. Una location, la sala, dove la parte del leone resterà di Massimo, il fratello di Aurora, che impeccabile come sempre continuerà a curare la cantina in linea con la filosofia della cucina, privilegiando i piccoli produttori che seguono un’etica naturale ma senza trascurare le grandi annate e offrendo una selezione enologica fuori dal comune.

Anatra con zucca e funghi shiitake
Anatra con zucca e funghi shiitake

Una rivoluzione copernicana

La rivoluzione è compiuta, ora la parola passa al pubblico, vero e ultimo giudice: una costante ricerca delle materie prime, rispetto dei prodotti e valorizzazione degli artigiani che collaborano con il ristorante, sono caratteristiche che continueranno a connotare l’esperienza gastronomica regalata dalla Famiglia Mazzucchelli, Aurora in cucina, Massimo e l’altra sorella Mascia in sala, proponendo una cucina nel rispetto delle materie prime, innovativa e all’avanguardia.

Mai più sentiremo dire “ammazza che pizza”

E finalmente grazie alla Famiglia Mazzucchelli non si potrà più dire, parlando di un piatto che ci annoia, “ammazza che pizza”.

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