Oggigiorno la cucina è moderna e innovativa, ma riserva sempre un occhio alla tradizione.

Questa settimana non voglio propriamente indicarvi una ricetta, ma un piatto della tradizione lombarda che più mi rispecchia e che si può realizzare con un solo ingrediente di base o poco più, a cui si vanno poi ad accompagnare pietanze saporite che sanno di casa e di ricordi culinari legati a quando ero poco più che una bambina.  Insieme ad altre semplici proposte. Quelle che ricordo meglio e che mi piacevano di più.

Mi piace ricordare, quando vivevo alle porte di Milano con i miei nonni materni, in una zona che all’epoca era definita ancora campagna; si andava almeno due domeniche al mese in una trattoria nel milanese, dove le specialità erano la semplicità dei sapori. I pesci bianchetti fritti, le cosce di rana fritte, pane e salame, rigorosamente fatto con la milanesissima michetta.

Quel profumo di campagna misto agli aromi sprigionati dalla cucina, quelli che sanno di buono e che creano l’aspettativa di potersi gustare piatti mai dimenticati, semplici ma dai sapori decisi del nostro essere bambini di una volta.

E poi, come non ricordare l’immancabile polenta, cucinata al naturale, con quell’inconfondibile aroma di grano che emanava durante la cottura. Calda, morbida e con la possibilità di essere condita e accompagnata in vari modi e secondi i gusti.

Questa la versione più classica con la farina di mais. Con un gustoso sugo di funghi ad esempio.

Oppure con la saporita carne di vitello per un buon sugo di spezzatino.

Un piccolo consiglio

Se per caso vi capita di esagerare con le dosi e la polenta è avanzata, il giorno dopo la potete tagliare in bastoncini e impanarla passandola in poco tuorlo d’uovo e pangrattato e friggerla in olio caldo per pochi minuti: avrete un ottimo snack preparato secondo la ricetta della nonna.

Con una salsina allo yogurt ed erbe aromatiche in accompagnamento, realizzata con dello yogurt bianco al naturale, poco olio d’oliva, un pizzico di sale e pepe e le vostre erbette tagliuzzate fini, hanno poi una marcia
in più.

Oppure ancora, si poteva assaporare una buonissima polenta taragna, quella dal colore più brunito, quella condita con i formaggi più morbidi e burrosi.

Preparata con buona parte di grano saraceno e una parte di farina di granturco. Il suo nome deriva dal tarel, il bastone di legno con cui un tempo si mescolavano a lungo nel paiolo la farina gialla di mais e quella nera di grano saraceno.

A fine cottura ancora oggi si aggiungono i formaggi, generalmente il Casera, il Bitto, il Taleggio e il burro e la polenta è tanto saporita da essere buona anche così, ma è ottima anche se abbinata alla carne di maiale, in particolare salsicce o salumi.

Per questi sapori robusti si consiglia in accompagnamento un Vino rosso, un Barbera D’Asti Doc, uno dei vini preferiti da mio nonno sulla tavola.

Alla catena di sapori di questi piatti non si poteva non aggiungere, per concludere un pranzo campagnolo, il dolce rustico lombardo per eccellenza: la Torta Sbrisolona.

La torta sbrisolona è il dolce tradizionale di Mantova ma anche caratteristico dei dintorni lombardi. Una torta rustica a base di mandorle che prevede un mix di farina di grano e di mais e si gusta con piacere a colazione, a merenda con una tazza di tè o come dessert.

Per gustarla al meglio

Nel caso venga servita a fine pasto è ottima se accompagnata da una crema inglese, dal gusto delicato e dalla consistenza fluida. Latte, panna, tuorli e zucchero, ll gusto della semplicità.

In abbinamento a questo dolce dal gusto corposo si consiglia un Vino bianco Moscato d’Asti dal sapore fruttato.

Il vino che anche una bambina come me aveva facoltà di assaggiare nelle occasioni speciali.

Un tuffo nei gusti del passato, riportati sulla nostra tavola anche oggi.

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