E’ ormai noto a tutti che la presenza nell’atmosfera di sostanze aliene o in eccesso comporta il suo surriscaldamento con la conseguente tropicalizzazione e sconvolgimenti metereologici di aree terrestri e marine del nostro pianeta.

Il riscaldamento delle abitazioni, le emissioni industriali e dei mezzi di trasporto, l’agricoltura come è ora concepita contribuiscono fortemente a questo fenomeno e in ogni rispettivo settore produttivo si sviluppano studi e test per ottenere risultati che consentano di attenuare questo grave problema.

Il progetto Life Agricolture

Un interessantissimo progetto, approvato e finanziato dalla Unione Europea, è quello del Gruppo Operativo per l’Innovazione (GOI), “Carbonio di Montagna – Il contributo della zootecnia da latte di montagna alla conservazione e al sequestro di carbonio”.

Un luogo della sperimentazione è nel comune di Succiso situato a oltre 1000 metri in provincia di Reggio Emilia che, insieme con un gruppo di giornalisti dell’ARGA-UNAGA (associazioni che si occupano di Ambiente, Agricoltura, Alimentazione) abbiamo visitato in maggio 2022, a due anni dalla sua nascita.

Giornalisti in visita a Succiso (RE)
Giornalisti in visita a Succiso (RE)

Il Sequestro del Carbonio nel suolo

In sintesi, significa che il carbonio deve restare all’interno dei campi, per questo il terreno non deve essere movimentato come di norma avviene con le arature per essere alleggerito e poi seminato, concimato; l’aratura tradizionale comporta infatti la liberazione nell’aria del carbonio che incide nella saturazione e nel surriscaldamento ambientale (l’effetto serra) e impoverisce il terreno.

Il compostaggio semplificato (il letame), è ottenuto dai bovini e dalle greggi di pecore che pascolano liberamente nei prati. L’allevamento di queste specie forniscono il latte per i caseifici di montagna e le carni per l’alimentazione umana proseguendo un ciclo naturale più che millenario.

Gregge a Succiso (RE)
Gregge a Succiso (RE)

Il progetto Life Agricolture coinvolge 15 aziende che da due anni hanno messo a disposizione i terreni sperimentali sugli Appennini nelle province di Reggio Emilia, Parma e Modena e ora, da testimonial, coinvolgono altri agricoltori sul progetto.

Come si realizza il progetto

Qui le nuove generazioni di agricoltori si confrontano, sperimentano, riflettono per un ritorno a sistemi di coltivazione non invasivi e sani come nel passato, di buona resa produttiva ed economici.

I metodi di lavorazione saranno con rotazioni ampie, semine dirette su terreno sodo, arature meno profonde, tagli precoci per il controllo delle infestanti, minore impiego di chimica, concimazioni invernali su prati, sistemazioni idrauliche adeguate atte a evitare arature frequenti, consociazioni tra leguminose e cereali con varietà adeguati a nutrire il terreno.

Lo sfalcio in una delle aziende del progetto Life Agricolture
Lo sfalcio in una delle aziende del progetto Life Agricolture

Obiettivo è quello di realizzare prati con cotici (l’insieme di erbe con le proprie radici e il terriccio) più robusti, migliore valore nutritivo della biomassa e contrasto all’erosione.

I prati così migliorati, che non utilizzano diserbo e concimazioni chimiche sono più produttivi e biodiversi.

Alcuni dati del progetto Life Agricolture

  • Il progetto prevede la durata di 4 anni (2/9/2019 al 31/8/2023)
  • 515.000 euro di budget (di cui 833.000 euro dall’UE e 682.000 dai Partner)
  • 15 aziende coinvolte, per ora
  • 3 le province in cui si realizza: Reggio Emilia, Parma, Modena

Inoltre, il Parco Nazionale dell’Appennino tosco emiliano e della Riserva di Biosfera mette a disposizione “Crediti di Sostenibilità”, cioè di ulteriori finanziamenti destinati a remunerare economicamente imprese ed organizzazioni impegnate in percorsi di responsabilità sociale e nella gestione sostenibile delle foreste.

Sono Partner del progetto Life AgriCOlture www.lifeagricolture.eu:

Il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, il Consorzio di Bonifica Burana, Il Parco dell’Appennino tosco emiliano, il Centro Ricerche Produzioni Animali CRPA.

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