Nella splendida e raffinata Villa Zarri del 1578, sede della famosa distilleria, è insediata una Stella che la Guida Michelin ha confermato anche per il 2022, il Ristorante Agostino Iacobucci.

Da tre anni nel suo ristorante a Castelmaggiore, ai margini del capoluogo Emiliano, crea il frutto di questa esperienza più che ventennale.

Ristorante Agostino Iacobucci: lo stile dello chef

Entrata con mandarino
Entrata con mandarino

Agostino Iacobucci fa brillare questa Stella con la sua cucina abituata a valorizzare le materie prime delicate e ad ammorbidire i gusti dei prodotti che possono essere un po’ troppo decisi per loro natura.

E’ l’equilibrio delle sue preparazioni che piace e l’azzardo delle combinazioni di ingredienti complessi e non facili da assemblare.

La sua origine campana, nata nella ristorazione a Castellamare di Stabia e consolidata a Napoli con l’ottenimento della prima Stella Michelin nel 2010, si valorizza per il sapiente e fantasioso utilizzo in cucina dei prodotti campani che sono alla base della Dieta Mediterranea.

 Ristorante Agostino Iacobucci: Le entrate
Ristorante Agostino Iacobucci: entrate

Dopo due anni, appena più che trentenne, approda a Bologna in un importante ristorante dove gli viene confermata la Stella, unico chef in città a detenerla, resta cinque anni con la sua cucina che ora deve tenere conto della ben diversa tradizione petroniana; nasce qui la sua contaminazione.

Agostino lancia il progetto “I 5 Sensi Uniti per De@Esi“, dove la cucina di eccellenza coinvolge numerosi chef, pasticcieri, ristoratori, per realizzare eventi di solidarietà dedicati a giovani affetti da disabilità.

Qui, a Villa Zarri, la sala del ristorante è bellissima, elegante con affreschi e grandi finestre, tavoli rotondi da quattro posti, di grande diametro e ben distanziati dagli altri.

Una fantasia di sensazioni

Spaghetto di gragnano, crostacei, bottarga di tonno e bergamotto
Spaghetto di gragnano, crostacei, bottarga di tonno e bergamotto

Ogni portata dei suoi menù rappresenta un’esperienza cromatica, olfattiva e gustativa; qui la voracità è bandita, i tempi lunghi sono da rispettare per elaborare le sensazioni che le papille gustative e olfattive trasmettono alla mente; anche i colori sono da interpretare col gusto.

L’aspetto di alcune preparazioni marine si richiama allo stile dei dipinti di Joan Mirò e dato l’ambiente che ospita ci sta bene il contributo artistico dello chef.

 Ristorante Agostino Iacobucci: Richiamo a Mirò - Seppia, n’duja, spuma d’aglio e lime
Ristorante Agostino Iacobucci: Richiamo a Mirò – Seppia, n’duja, spuma d’aglio e lime

Sono a disposizione, a parte la ricca lista alla carta, tre menù: Campania di ispirazione marina, Emilia ovviamente ispirato alla terra, Vegetariano dedicato in gran parte agli orti curati da Agostino, Esplorando con le 10 portate a mano libera dello chef.
Nella carta golosa dei dolci è necessario sottolineare il Babà a tre lievitazioni.

Babà a tre lievitazioni
Babà a tre lievitazioni

                          La lista dei vini spazia sui territori nazionali ed esteri con maestria e consente di consumare prodotti interessanti con prezzi di ampio spettro.

 

 

Ristorante Agostino Iacobucci: il servizio ai tavoli

Voglio sottolineare che il servizio al tavolo, svolto dal personale giovanissimo e da Ambrogio, maître di consolidata esperienza, è stato preciso e attento nella cura dei particolari e nella descrizione delle preparazioni, all’altezza di un ristorante di questo livello.

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