Una birreria bavarese a Bologna, dove non manca nulla dai bretzel ai wurstel, dai camerieri (e cameriere) in costume tradizionale agli ineluttabili grossi boccali colmi di bionda. Sbarca anche all’ombra delle Due Torri Löwengrube, il marchio in franchising della ristorazione Münchener-style che porta così a 16 i locali della sua catena.

Un marchio che parla di Baviera ma nasce in Toscana

Un marchio che nasce in Toscana anziché a Monaco di Baviera o a Ingolstadt, e che dalla prima birreria aperta nel 2005 alla periferia di Firenze oggi conta insegne ad Ancona, Vicenza, Nichelino, Castellanza (Varese), Donoratico, Torino, Pistoia, Lucca, Cagliari, Verona, Pordenone, Valmontone (Roma) e persino a Bolzano, il più “tedesco” fra i capoluoghi di provincia italiani.

La Baviera a Bologna
La Baviera a Bologna

L’apertura bolognese fa parte di un più ampio progetto di sviluppo che prevede, entro il 2019, altre dieci nuove inaugurazioni nei diversi formati del marchio, quello di ristorazione classico, il klein (ossia piccolo) per stazioni e aeroporti, e il wagen, ovvero il food truck dello street food bavarese.

La Baviera a Bologna? Sì, ma quella autentica

Ma partiamo da una premessa: ce n’era bisogno a Bologna, la City of Food, patria per antonomasia della buona cucina italiana, di una birreria bavarese? D’altronde in città non manca una vasta platea di pub, più o meno ispirati alla tradizione germanica, che servono birra a tutto spiano, e anche di wurstel, stinchi e strudel non è che vi sia penuria. E allora che cosa contraddistingue Löwengrube da una qualsiasi birreria bolognese?

I brezel caldi appena sfornati
I brezel caldi appena sfornati

Senza dubbio l’autenticità, intesa nel senso che qui ogni prodotto servito, dalla birra (ovviamente) ai bretzel pasando per le materie prime che compongono i piatti del menu arriva direttamente dalla Baviera. Come a dire che, se tutti sono capaci di cuocere un wurstel nostrano o spillare un boccale di birra, altra cosa è avere a che fare con sapori originali, attentamente selezionati in un ben preciso ventaglio di fornitori, e con ricette altrettanto tipiche, un fattore questo che, a dispetto che si stia parlando di un marchio in franchising, può connotare Löwengrube come un vero e proprio ristorante etnico.

Löwengrube? Una vera birreria bavarese

Così, entrando nella birreria inaugurata lo scorso 13 dicembre in via dell’Industria, a poca distanza dalla Fiera, l’impressione è davvero quella di calarsi in un’atmosfera autenticamente bavarese, dai grandi tavoli – i posti a sedere sono oltre 240 – al bancone dove lavorano incessantemente baristi specializzati, che per imparare a spillare la birra nel modo corretto hanno frequentato appositi corsi, dalle cameriere vestite con il classico dirndl che traslano avanti e indietro vassoi carichi di boccali ricolmi al profumo caratteristico delle carni affumicate.

Si comincia con i bretzel

E veniamo al menù, che chiaramente, come è facile attendersi, include ogni sorta di piatto anche solo vagamente suggestivo della cucina mitteleuropea: in genere si comincia con i laugenbrezel caldi serviti, come è tradizione, appesi agli “alberi da bretzel” e accompagnati da burro e salsa Löwengrube, una salsa cremosa a base di senape, ma si può anche puntare sulle varie stuzzicherie fritte.

Per i primi, non certo il piatto forte nella cucina tedesca, la scelta oscilla tra le zuppe – di patate, di zucca con speck – e i classici della tradizione tirolese come knödel, in brodo o asciutti, e spätzle.

Lo stinco con crauti e cavolo rosso
Lo stinco con crauti e cavolo rosso

La protagonista? La carne: stinco e wurstel

Impossibile negare però che la vera protagonista della carta è la carne, preparata nelle maniere più svariate: lo stinco di maiale, servito su scenografiche alzatine, è tenero e burroso ma rivestito da una crosticina croccante. I wurstel sono disponibili in diverse declinazioni: meraner, nurnberger, bavernseufser, knäcker (wurstel ripieni di formaggio e avvolti nella pancetta) e weiẞwurst di vitello bolliti, debitamente accompagnati da patatine, crauti, senape, purè di patate, cren o insalata di cavolo.

Maiale, manzo e pollo

Il quadro del maiale è completato dalle costolette, dalla pancetta, dal prosciutto affumicato della Foresta Nera e dal leberkäse, il tipico polpettone bavarese servito con uovo al tegamino, ma non mancano nemmeno gulasch, schnitzel, burger, l’ineluttabile menu per bambini con pizza e carne, e il pollo arrosto, altro must della tavola bavarese.

Tanta buona birra per innaffiare il tutto

Naturalmente per innaffiare il tutto interviene l’altra grande protagonista, ossia la birra, spillata a dovere nei marchi Löwenbrau, Spaten e Franziskaner, più una selezione di birre in bottiglia sia tedesche (Hohenthanner, Franziskaner) sia di altre provenienze (la spagnola Daura e la belga Leffe). Per chi non ama la birra (anche se sarebbe opportuno chiedergli cosa ci va a fare in una birreria in stile bavarese) disponibile anche una scelta di vini, cocktail e soft drink.

I wurstel e il maiale affumicato
I wurstel e il maiale affumicato

I dolci golosi della tradizione mitteleuropea

Dolci golosi come si conviene: bretzel dolce (un bombolone a forma di bretzel farcito di crema alla nocciola e ricoperto di cioccolato), Sachertorte, schwarzwälder kirschtorte (torta della Foresta Nera), apfelstrudel (strudel di mele), kaiserschmarrn (frittata dolce con frutti di bosco) e apfelküchle (frittelle di mele con crema alla vaniglia).

I prezzi? Basta non strafogarsi

Anche il caffè – non propriamente una specialità teutonica – è buono mentre l’offerta di distillati attinge in maniera intelligente dalla tradizione tedesca e da quella tirolese. I prezzi? Popolari, e direttamente proporzionali alla quantità di wurstel che sarete in grado di trangugiare e agli ettolitri di birra che riuscirete a tracannare.

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