La prima degustazione di vini del 2018 in Romagna avrà luogo a Modigliana, un paese in Appennino, un territorio straordinariamente vocato per il Sangiovese; la tradizionale festa, “E zoc ed Nadel” raccoglie tutta la comunità attorno a un fuoco acceso in piazza sarà infatti l’occasione per bere e gustazione l’ottimo vino locale.

A Modigliana la prima degustazione di vini del nuovo annoGiovedì 4 gennaio alle ore 18.30 i produttori di vino di Modigliana saranno in piazza a raccontare dal vivo i loro Sangiovese, in quella che a tutti gli effetti è la prima degustazione del nuovo anno; un’occasione unica per conoscerli e capire cosa abbiano di così speciale queste valli che si arrampicano in alto, tra boschi e rocce.

Parteciperanno le aziende: Lu.Va., Mutiliana, Il Teatro, Torre San Martino, Il Pratello, Villa Papiano; abbinati ai vini vi saranno i prodotti dell’azienda agricola Fratelli Lecca.

La degustazione di vini di Modigliana

A Modigliana la prima degustazione di vini del nuovo anno«Vogliamo coinvolgere questo paese in un’avventura nuova, quella di un racconto che porta queste valli in giro per il mondo», a parlare è Luca Monduzzi, titolare insieme alla moglie Stefania Montanari dell’azienda agricola Il Teatro. «Il vino è un’opportunità nuova per Modigliana, la possibilità di un futuro che qualche anno fa neanche si poteva immaginare. Oggi le nostre valli sono conosciute un po’ dappertutto e per me è una soddisfazione enorme, un motivo d’orgoglio e uno stimolo». Luciano Leoni, dell’azienda Luva, modiglianese doc, parla del vino con il senso di appartenenza di chi è nato fra questi monti.

Modigliana si candida così a diventare la Stella dell’Appennino, il territorio di riferimento di tutta la Romagna del vino; lo fa con i vini sottili, eleganti e freschi che nascono da suoli, unici in Romagna, di marne e arenarie.

«Siamo convinti che la comunità vada coinvolta, i vini di Modigliana devono essere i vini di tutti e tutti ne devono comprendere la finezza. Scendere in piazza a parlarne tra la gente ci sembra il modo migliore per raccontarli», afferma Tommaso Bindi, dell’azienda Torre San Martino, il quale rimarca l’anima militante di questa serata di strada con degustazione di vini Sangiovese di Modigliana.

A Modigliana la prima degustazione di vini del nuovo anno«Il carattere del sangiovese di Modigliana è elegante, austero, con un frutto garbato che indugia sui richiami minerali e con una bocca sapida e tagliente. Sono vini da attendere nel tempo, sempre sottili e vibranti, figli dei terreni poveri di questo territorio che si articola su tre valli che salgono in Appennino: Ibola restituisce i vini più sottili e salati, verticali e chiusi; Tramazzo è una valle che consegna i vini più eleganti e delicati, finissimi; Acerreta è invece la valle con i suoli più ricchi e i vini si esprimono su una trama tannica più fitta e sono materici e carnosi»; a raccontare in questo modo il territorio è Giorgio Melandri, wine writer ed esperto, da sempre  impegnato in una lettura territoriale del vino, oggi coinvolto in questa terra con una sua piccola produzione firmata Mutiliana.

I vini di Modigliana, eccellenza romagnola

A parlare è anche Francesco Bordini, agronomo, wine maker e titolare di Villa Papiano, che afferma: «È una identità originale, lontana da quella classica romagnola di vini prodotti sulle argille e noi su questa diversità stiamo costruendo un racconto nuovo, che mette il territorio e non il marchio al primo posto e “viaggia” in Appennino fino ai 600-700 metri di quota», che prosegue dicendo che: «la storia della qualità, già dagli anni ’70 con la incredibile storia dei Ronchi di Castelluccio firmati da Gian Vittorio e Gian Matteo Baldi, è passata di qui. Oggi la stiamo rilanciando, complice una rinnovata sensibilità del mercato per i vini eleganti e freschi, sottili eppure complessi».

«Quando ho piantato le mie vigne a 500 metri slm, negli anni ’90, mi hanno preso per matto e invece oggi quella è stata semplicemente una scommessa vinta. Aprire le bottiglie di quelle prime vendemmie oggi è emozionante, sono ancora vini perfetti», conclude Emilio Placci, dell’azienda Il Pratello.

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