Nel fine settimana c’è Zafferiamo a Città della Pieve Saranno tre giorni di festa in onore dello zafferano, la spezia rossa antica e affascinante che nel cuore dell’Umbria ha trovato il suo habitat ideale, tanto che a Città della Pieve le hanno dedicato una bella manifestazione: Zafferiamo.

Con l’arrivo dell’autunno un po’ ovunque è partita la raccolta dei pistilli ed a Zafferiamo ce ne saranno tanti sui banchi degli espositori che dal 19 al 21 animeranno la cittadina umbra con lo “Zafferano purissimo in fili di Città della Pieve”.

Nel fine settimana c’è Zafferiamo a Città della Pieve Ovviamente a farla da padrone sarà la gastronomia; i ristoranti proporranno menù a tema; i loro cuochi spiegheranno ai visitatori i segreti per il corretto utilizzo in cucina della delicata spezia, mentre gli operatori commerciali del centro storico offriranno in degustazione tante cose al gusto di zafferano: gelati, aperitivi, cocktail, pizze, salumi e, novità di quest’anno, i bomboloni.

All’iniziativa non poteva mancare il Consorzio Produttori Zafferano con i produttori associati che spiegheranno i trucchi per coltivare al meglio il “croco” e metteranno in mostra le cose che con esso possono essere realizzati.

Nel fine settimana c’è Zafferiamo a Città della Pieve Zafferano è anche sinonimo di salute, per cui a Zafferiamo ci sarà spazio anche a questo tema, con un’area dedicata a cura delle Terme di Chianciano; inoltre si potranno provare gratuitamente trattamenti per il viso in cui le proprietà dello zafferano ben si sposano con quelle delle acque termali.

Tra i banchi degli espositori i visitatori, contornati dal suo inebriante profumo, potranno scoprirne i mille usi che vanno dalla cucina ai tessuti, dalla pittura alla cosmesi; utilizzi arrivano da un passato lontano.

Infatti il “crocus sativus” è stato impiegato sin dall’antichità, prima dai Greci, poi dai Romani e ancora nel corso di tutto il Medioevo; gli Arabi lo diffusero in Spagna e a loro si deve il nome attuale, che deriva dal persiano “safra”, cioè giallo), passato nell’arabo “za’faràn” e quindi nello spagnolo “azafran”.

Zafferiamo, tutto quel c’è da sapere sul crocus

Per Città della Pieve lo zafferano non rappresenta solo un prodotto agricolo ed un importante fattore economico: le sue tonalità di colore e i suoi profumi vanno ad intrecciarsi con il paesaggio, con la sua storia e la sua arte.

Nel fine settimana c’è Zafferiamo a Città della Pieve

Nei tre giorni di “Zafferiamo” non mancheranno laboratori per la tintura con lo zafferano di tessuti e filati, oltre alla mostra di pizzi e ricami realizzati con la particolare tecnica del Punto Perugino; sarà possibile partecipare a dimostrazioni e laboratori di pittura con la tecnica dell’acquarello per ottenere, dallo zafferano infuso, tutte le tonalità dell’oro rosso.

Partecipando al laboratorio di cucina “Mani in pasta”, si scopriranno tutti i segreti della pasta fatta a mano allo zafferano, da gustare anche in abbinamento al pesce, alla fagiolina del Trasimeno e all’aglione della Valdichiana.

Città della Pieve, un borgo incantato e profumato

Nel fine settimana c’è Zafferiamo a Città della Pieve

In occasione di Zafferiamo, i visitatori non devono perdere l’occasione per conoscere il bellissimo borgo umbro, passeggiando pigramente nel suo centro storico medievale spingendosi fino al nuovo “zafferaneto urbano”, realizzato dai produttori nell’antico “Orto del Seminario” dove gli esperti del Consorzio spiegheranno le caratteristiche e le tecniche produttive per poi procedere alla raccolta dei fiori, alla sfioratura e all’essiccazione del prodotto.

Nel fine settimana c’è Zafferiamo a Città della Pieve Città della Pieve, adagiata a 500 metri di altezza su un colle che domina la Val di Chiana e il Trasimeno, e la città natale di Pietro Vannucci detto Il Perugino, che vi lasciato una serie di gioielli di inestimabile valore, come l’affresco raffigurante “L’adorazione dei Magi” conservato nella chiesa di Santa Maria dei Bianchi e altre opere conservate nella Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio e nel Museo civico-diocesano ospitato nell’ex chiesa di Santa Maria dei Servi.

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