La cultura gastronomica della Sicilia da oggi sbarca a Torino, con l’Antica Focacceria San Francesco di Palermo. Un pezzo di storia dell’isola che approda nella città Sabauda. Una scena gastronomica che spazia dal cibo di strada alla cucina eccellente siciliana, indissolubile intreccio di contaminazioni mediterranee. Un nuovo Risorgimento in città.

Le architetture barocche di Piazza Carignano mettono in evidenza l’imponente Palazzo Carignano, uno dei maggiori simboli del Risorgimento italiano. La piazza rimane uno degli angoli più suggestivi dal punto di vista artistico, storico e monumentale del centro storico del capoluogo piemontese. Campeggia sulla sommità del Palazzo la monumentale iscrizione, QUI NACQUE VITTORIO EMANUELE II, emozionante. All’interno del Palazzo, venne allestito il primo Parlamento dell’Unità d’Italia. Di fronte, il Teatro Carignano. E se da un lato resiste alla storia il famoso Ristorante “Il Cambio”, esistente già nel ‘700, prediletto da Camillo Benso Conte di Cavour e Vittorio Emanuele II, dall’altro, da oggi, 29 aprile 2022, è presente l’Antica Focacceria San Francesco, nata a Palermo nel 1834.

Antica Focacceria San Francesco e Palazzo Carignano. Credit Ph. Andrea Di Bella
Antica Focacceria San Francesco e Palazzo Carignano. Credit Ph. Andrea Di Bella

Si profila un nuovo Risorgimento!

Trasferiamoci nel 1834, allora, quando Salvatore Alaimo, dopo 25 anni passati come monsù, cioè capocuoco della famiglia aristocratica dei Principi di Cattolica, riceve in dono la cappella sconsacrata di un loro palazzo in Piazza San Francesco a Palermo. Salvatore non esita ad appendere, sulla porta d’ingresso, una tavola di legno con la scritta  Focacceria e decide di cucinare proponendo come primo prodotto la focaccia “schietta” (nubile, in dialetto siciliano), inizialmente realizzata con ricotta e strutto. Dal bianco di questi ingredienti appunto il nome che evoca il colore del velo nuziale delle giovani spose.

La cucina coniuga i sapori delle umili tradizioni del cibo di strada con l’amore per la migliore cucina popolare siciliana. Ingredienti tipici e ricette semplici segnano l’incontro tra culture diverse, nelle strade affollate della città.

La Focacceria accomuna i ceti sociali: il povero mangia accanto al ricco, una vera avanguardia per quei tempi“, racconta Fabio Conticello, erede della famiglia di fondazione. Per consentire anche ai meno abbienti di mangiare la carne, nel 1851, Alaimo crea la focaccia “maritata”: alla tradizionale focaccia “schietta” viene aggiunto un taglio di carne economico ma cucinato in modo gustoso, nel rispetto della tradizione.

Nel tempo si moltiplicano i cibi di strada, nascono piatti come i cazzilli, le panelle, lo sfincione. I tavoli della Focacceria ospitano scrittori come Pirandello e Sciascia oppure artisti come il pittore Renato Guttuso”, prosegue nel suo racconto Fabio.

Successivamente, agli inizi del ‘900, a settant’anni dall’apertura, il locale viene definitivamente rinominato “Antica Focacceria San Francesco“, dal nome della piazza su cui affaccia. Nella carta prendono posto specialità che hanno fatto la storia della gastronomia siciliana: arancine e sarde a beccafico”.

Tra il 1970 e il 1990, l’Antica Focacceria è frequentata da uomini politici importanti e da illustri magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”, ribatte Fabio Conticello.

Gli anni ’80 sono difficili, l’ombra della mafia si affaccia a viso scoperto e Vincenzo e Fabio Conticello, ultimi eredi degli Alaimo, diventano protagonisti di una coraggiosa rivolta contro il racket delle estorsioni.

Nel 2013 il locale entra a far parte del gruppo Feltrinelli. Da oggi, 29 aprile 2022 il brand Antica Focacceria S. Francesco è presente, per la prima volta a Torino, in Via Principe Amedeo 3, angolo Piazza Carignano.

A vastedda ca’ meusa dell'Antica Focacceria San Francesco. Credit Ph. Andrea Di Bella
A vastedda ca’ meusa dell’Antica Focacceria San Francesco. Credit Ph. Andrea Di Bella

I torinesi e i forestieri sono avvisati: mangiare all’Antica Focacceria San Francesco sarà come degustare la “buona cucina” di un qualsiasi quartiere di Palermo. Cibi come lo Schiticchio, uno street food regionale da spizzicare magari per aprire un po’ l’appetito; oppure   A vastedda ca’ meusa (un piccolo panino tondo ricoperto di sesamo con milza e polmone di vitello), o le Panelle, di origine araba, ottenute mischiando, in cottura, farina di ceci con acqua; e, ancora, i Cazzilli o Crocchè (ossia le crocchettine di patate e mentuccia fresca); le Arancinette al burro, al ragù siciliano ed alla Norma; lo Sfincione, un pane morbido arricchito con cipolla, pomodoro, acciughe, origano e formaggio;  la Caponata, piatto “povero” fatto con melanzane, capperi, salsa di pomodori e olive.

Per continuare, poi, con i celeberrimi primi piatti (l’immancabile Rigatoni alla Norma, ma anche quella con l’Anciova, l’acciuga,  i Bucatini con sarde, passando per il golosissimo Timballo di anelletti al forno; e ancora, i secondi: le Sarde a beccafico, la Bistecca di tonno, o, volendo mangiare le carni, ecco LInvoltino gratinato ai pistacchi.

Bucatini con le sarde e Rigatoni alla Norma. Credit Ph. Andrea Di Bella
Bucatini con le sarde e Rigatoni alla Norma. Credit Ph. Andrea Di Bella

E come fai ad alzarti dal tavolo senza aver assaggiato gli straordinari dolci siciliani? E allora, applausi a scena aperta per la Cassata, il Cannolo alla ricotta, la Pistacchiosa, o una Degustazione particolare di cioccolato dellAntica Dolceria Bonajuto di Modica.  Gelati e Granite, servite nella tradizionale brioche col tuppo, il cappellino che sta sopra, sono da leccarsi baffi!.

Passiamo ora alla carta delle bevande, anche queste rigorosamente siciliane: la Birra artigianale del Birrificio Tarì di Modica, i Vini Bio di alcune belle realtà locali, come la Cantina Baglio di Pianetto nel piccolo comune di Santa Cristina Gela (Palermo) o vini di Cantine eccellenti come Cusumano, Firriato, Duca di Salaparuta, Tasca d’Almerita. E poi,  eccellenze storiche come il Marsala Florio. Siciliano anche l’Olio, che arriva dal Premiato Oleificio Barbera, fondato in Sicilia nel 1894, le Bibite Tomarchio e il Caffè Moak di Modica.

Fabio Conticello, patron storico di Antica Focacceria S. Francesco, ha voluto salutare il pubblico torinese, nel momento dell’inaugurazione: “Benvenuti a Palermo! Lo so, ci aspettavate da tempo, ma quel tempo, finalmente, è arrivato. E così, dopo tantissime edizioni al Salone del Gusto, ma anche le tante partecipazioni al Borgo Medievale, al Lingotto per Gourmet, a Cheese nella vicina Bra e ad altri numerosi eventi, ma soprattutto dopo che tantissimi di voi siete venuti a trovarci nella nostra sede storica di Palermo e a gran voce ci chiedevate “Quando arriverete a Torino?

Fabio Conticello dell'Antica Focacceria San Francesco. Credit Ph. Andrea Di Bella
Fabio Conticello dell’Antica Focacceria San Francesco. Credit Ph. Andrea Di Bella

Eccoci sbarcati in una delle più belle piazze della Città che, ne sono certo, diventerà la nostra seconda casa. Non vediamo l’ora di iniziare questa nuova avventura, consapevoli della responsabilità di un’azienda con quasi 190 di storia alle spalle e ben tre secoli di cultura popolare siciliana. Quindi, Amici Torinesi e Piemontesi, Vi aspettiamo numerosi, non vi deluderemo, è una promessa”.

Fra le voci e i suoni dei mercati rionali di Palermo emergono straordinarie vicende e storie millenarie, da sempre. La Sicilia al centro di sapori e tradizioni diverse, d’Oriente e d’Occidente; un intreccio indissolubile che rende la storia dell’Isola unica ed eccezionale.

Una storia di “lunga durata” che da oggi si può assaporare nei piatti dell’Antica Focacceria San Francesco, in questa città. Una cultura della “piazza”, presente sin dai tempi antichi, che da oggi può rappresentare un incentivo e un impulso alla conoscenza e al confronto, sotto lo sguardo severo e attento dei palazzi barocchi di Piazza Carignano.

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Antica Focacceria S. Francesco

Via Principe Amedeo 3, angolo Piazza Carignano | Tel. 011 530634

Apertura: da domenica a lunedì, dalle 8.00 alle 22.00

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