OrtoAmbienteVede i primi mesi di applicazione sul campo il nuovo progetto OrtoAmbiente sulle tecniche di difesa da fitofagi su colture orticole ad elevata sostenibilità ambientale basate su strategie agroecologiche.
Il Progetto, mirato alla difesa agroecologica avanzata delle colture orticole, è stato attivato nella sua prima fase, nei mesi scorsi ed è in piena attuazione, nonostante la pandemia da Covid-19.

Al centro della Ricerca, in programma fino al prossimo agosto 2022, l’uso di fasce erbose con piante nettarifere, per attrarre insetti utili e la lotta a quelli dannosi, negli ecosistemi aziendali.

Premesse del Progetto sono: la numerosità e complessità delle colture orticole da “mercato fresco”, ancora tutta da studiare, la rapidità dei loro cicli di produzione, l’impiego di manodopera specializzata, gli attacchi sempre più dannosi – anche a causa del cambiamento climatico – dei fitofagi e il conseguente incremento dei costi di produzione.

Le coltivazioni oggetto della sperimentazione si trovano fra Bologna e Ferrara.

La lotta contro gli insetti dannosi

OrtoAmbienteL’uso di piante trappola mostra un elevato potenziale nella lotta contro i gli insetti dannosi, come dimostrato da molti studi ed esperienze in Italia e a livello mondiale.

Le strisce di piante nettarifere costituiscono una tecnica agro ecologica, per fornire nutrimento agli insetti utili e potenziare servizi eco sistemici come la lotta biologica.

OrtoAmbiente

Il progetto OrtoAmbiente mira, fra i primi a livello nazionale, a dimostrare la validità di queste tecniche anche in ambito orticolo, in particolare su colture estensive aziendali, concepite e valorizzate come “ecosistemi”, massimizzando i risultati positivi e contenendo i possibili danni di applicazioni non mirate e personalizzate.

Il progetto prevede anche azioni innovative e integrate di “trappole a feromoni” e “piante trappola attrattive”; si tratta di metodiche di recente applicate all’estero, ma solo alle primissime fasi di introduzione e validazione a livello nazionale.

Uova di coccinellaFra le azioni specifiche legate alla realizzazione del piano, anche la copertura con tessuto non tessuto agrotessile, integrata alle altre metodiche, in particolare sul cavolo.
Il progetto mira a verificare e a validare i consistenti vantaggi ambientali previsti dall’applicazione delle metodiche introdotte; in particolare, è prevedibile la riduzione dei prodotti fitosanitari impiegati, dal 20% al 30% fra aziende biologiche e convenzionali; un risparmio idrico compreso fra il 10% e il 30% fra aziende convenzionali e biologiche e un consistente miglioramento della qualità delle acque e del suolo, grazie all’introduzione di fasce erbose.

Previsto inoltre un tangibile incremento della resilienza delle aziende agricole coinvolte al cambiamento climatico, così come per le potenziali ulteriori utilizzatrici delle metodiche, in futuro.

Le colture oggetto della ricerca

Zucchino in tunnelLe colture oggetto della ricerca sono Lattuga; Zucchino; Cavolo; le piante nettarifere utilizzate sono invece Erba medica; Coriandolo; Grano Saraceno, mentre le piante trappola sono Senape; Colza; Rafano.

Gli insetti fitofagi bersaglio del progettosono Miridi; Afidi; Altica; quelli utili studiati sono i predatori (Sirfidi; Coccinellidi; Cecidomidi; Crisopidi) ed i parassitoidi (Braconidi).

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