Arrivare a cento anni a Bologna non è un fatto insolito, dato che a Bologna si mangia e si beve e si vive bene. Quando però a raggiungere il fatidico traguardo è un ristorante – sotto le Due Torri l’equivalente di un sacrario – allora le cose cambiano radicalmente.

Onore che questa volta tocca Al Pappagallo, uno dei locali più blasonati e decantati del centro storico cittadino che, forte di una nuova proprietà insediatasi nemmeno due anni or sono, si appresta a celebrare degnamente il suo primo secolo di vita.

L’Accademia della Cucina consegna ai titolari Elisabetta Valenti e Michele Pettinicchio il Premio Nuvoletti 2019

Dal 1919 il Pappagallo è Bologna a tavola

Tanto tempo è passato infatti da quel fatidico 1919 in cui Giovanni Zurla aprì per la prima volta l’insegna del Pappagallo, inizialmente in via Pescherie Vecchie e poi, dal 1937, poco dopo la morte del fondatore, in piazza della Mercanzia, sotto la torre medievale dell’antica Casa Bolognini.

Un secolo di storia gloriosa e travagliata

Cento anni di storia gloriosa, che ha visto sedersi ai tavoli del locale nomi più appartenenti alla storia che alla gastronomia, da Sigfried Wagner, figlio del grande Richard, ad Augusto Murri, dalla principessa Margaret d’Inghilterra, sorella della regina Elisabetta II e per la quale lo chef Vittorio Zurla creò espressamente il petto di tacchino “alla Margaret Rose”, a Ernest Hemingway, da Albert Einstein ad Arturo Toscanini e, dopo la guerra, anche le star del cinema come Alfred Hitchcock, Douglas Fairbanks, Tyrone Power, Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Ugo Tognazzi,

Gli immancabili tortellini in brodo

Sharon Stone e tantissime altre celebrità.

Ma anche una storia travagliata, che negli anni ha visto alternarsi al timone del ristorante diverse gestioni, non tutte felicissime. Diversamente da altri locali storici bolognesi, infatti, il Pappagallo in un secolo di vita ne ha viste veramente di cotte e di crude: per un po’ è stato addirittura chiuso, mentre in altri periodi era aperto ma paradossalmente sarebbe stato meglio fosse rimasto chiuso, ha resistito alla “cura” del mitico Gianluigi Morini, patròn dell’altrettanto blasonato San Domenico di Imola, e alla verve comica del famoso duo bolognese Gigi e Andrea.

Un nuovo futuro con la proprietà Valenti-Pettinicchio

Oggi finalmente, dopo tribolazioni assortite, davanti al Pappagallo pare spalancarsi un nuovo, luminoso futuro: dal 2017 il locale è passato nelle mani di due nuovi proprietari, Elisabetta Valenti e Michele Pettinicchio, imprenditori con esperienze di successo nel settore della moda e delle pubbliche relazioni che hanno voluto concretizzare, rilevando lo storico locale, la loro passione per la buona cucina e l’accoglienza.

Il fascino di un ambiente d’altri tempi

Rinfrescati gli interni, che conservano la maestosità delle alte volte ad arco, i soffitti a cassettoni, la suggestione della torre medievale di cui si dice abbia ospitato nel XIV secolo la prima formaggeria italiana, gli eleganti tavoli ben distanziati e dall’apparecchiatura raffinata, i volti delle celebrità che qui hanno pasteggiato sorridenti dai muri del locale, il servizio curato e di prim’ordine, i neo-titolari si sono messi all’opera per ridefinire il menu, mantenendolo nel solco della tradizione petroniana, che non ha nulla da invidiare a nessuno, con una particolare cura alla scelta delle materie prime.

Un menu (bolognese) firmato da Marcello Leoni

E al traguardo del primo secolo di vita il menu del Pappagallo si fregia di una firma d’eccezione, quella di Marcello Leoni, top chef che all’ombra del Nettuno non ha bisogno di presentazione e che, dopo qualche anno trascorso in Romagna, ritorna a Bologna in veste di consulente: tortellini – in brodo o goccia d’oro – tagliatelle, lasagne, galantina, cotoletta alla petroniana non mancano mai, ma cambiano le tecniche di cottura, più sane e leggere, né si lesinano tocchi creativi come lo gnocchino fritto con baccalà mantecato, il plin ripieno di ragù classico o il raviolo al vapore con maionese al tartufo.

Cotoletta alla petroniana, un must

Per l’aperitivo c’è la Torre dei cocktails

Grande spazio al momento dell’aperitivo, nella Torre Alberici, sarà dato anche ai cocktail, sia classici che innovativi, tanto che il Pappagallo è stato prescelto per ospitare la serata inaugurale della terza edizione della Bologna Cocktail Week, la rassegna che si svolgerà dal 14 al 20 ottobre all’insegna del motto “bere bene, bere responsabilmente” promuovendo i prodotti di qualità e la figura del bartender.

Un brindisi con lo Champagne A. Bergère

E per celebrare degnamente il centenario del Pappagallo niente di meglio di un calendario di appuntamenti e di eventi a tema che ripercorrano la storia unica e irripetibile di questo monumento alla cucina bolognese: dopo le serate dedicate ai grandi vini della Tenuta Palazzona di Maggio, di Berlucchi e delle Cantine della Volta, la stagione autunnale sarà inaugurata giovedì 19 settembre da un menu speciale per la cena, che avrà come protagonista lo Champagne A. Bergère, dove i piatti saranno accompagnati da una selezione di bottiglie della Maison, tra cui spicca la Cuvée 38-40, 100% Chardonnay millesimato 2012.

Serate a tema sull’onda del tempo e della musica

Saranno inoltre organizzate serate a tema, scandite al ritmo della musica, sottolineando la seconda caratteristica per cui Bologna è famosa nel mondo dopo la tavola; dall’età del jazz a quella dello swing fino all’età del rock, daranno vita a cene speciali in cui i menù e la scelta dei vini abbinati saranno studiati in base allo stile di vita e i gusti dell’epoca, mentre il personale di sala indosserà cappelli per ricreare i look dantan firmati da Doria 1905 e nei piatti si riproporranno storiche ricette degli chef del passato, dai fratelli Zurla a Bruno Tasselli, da Ermes Landuzzi ad Anna Gennari.

Menu da collezione e bottiglie personalizzate

Tra le novità figurano gli speciali “menù da collezione”, curati dal giornalista e gastronomo Giancarlo Roversi, numerati e firmati, con la riproduzione su ognuno della foto di un grande attore, regista, cantante, musicista del passato, con dedica al ristorante, ma anche le bottiglie di vino personalizzate che l’azienda Cesari ha creato appositamente in onore del Pappagallo.

Chiusura dolce con le peschine rosa di Romagna

Capodanno a cena con Dante Alighieri

Infine, ultima emozione, a cavallo tra la fine del 2019 e il 2020, sarà organizzata un’esclusiva serata medievale per brindare al nuovo anno, idealmente ospiti degli Alberici. Una cena con piatti ispirati alle ricette autentiche trecentesche di un codice manoscritto conservato nelle Biblioteca Universitaria di Bologna. Invitato d’onore Dante Alighieri che, secondo una fonte orale, frequentò la famiglia Alberici, famiglia di giuristi che diede i natali al famoso Ugo di Porta Ravegnana, durante i suoi studi di legge all’Università di Bologna.

Pubblicità

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here