L’analisi della vendemmia 2022 presentata all’Ampelion di Alba, il 6 dicembre, curata da Regione Piemonte e Vignaioli Piemontesi, fotografa una situazione da 4 stelle e mezzo, quasi eccellente, pur nelle criticità climatiche attuali. Il Piemonte è seconda in Italia per fatturato, 1.235 milioni di Euro, a fronte di 2,26 milioni di ettolitri prodotti nel 2021.

La combinazione di stress idrico e termico, da record, ha dominato lo scenario meteorologico sul territorio padano e, in particolare, su quello piemontese. La risposta generale della vite, però, può ritenersi “miracolosa”: si è verificato un miglioramento nell’omogeneità qualitativa, salvo casi particolari.

Paesaggio vitivinicolo nel Roero. Credits Andrea Di Bella
Paesaggio vitivinicolo nel Roero. Credits Andrea Di Bella

Questo è stato l’anno dello stress test, ma nello stesso tempo, come dimostrato dai dati relativi a ciascun vitigno, un’annata che i vigneti e le viti hanno superato abbastanza bene. “Quest’anno ci siamo davvero stupiti della resilienza delle viti – spiega Maurizio Gily, consulente agronomo -. Salvo qualche vigneto giovane che ha sofferto un po’ di più, tutto sommato sono bastate poche piogge tra la fine di luglio e la metà di agosto per permettere alle piante di reagire e di sbloccare una situazione che si presentava critica”.

LE SORPRESE

I dati ufficiali, però, fotografano una situazione interessante. Due le sorprese: la produzione di vino è di 2,26 milioni di ettolitri contro i 2,3 prodotti nel 2021. L’altra è che il 2022 è un’annata che si avvicina all’eccellenza qualitativa e si merita le Quattro Stelle e mezzo.

Il Piemonte si colloca come seconda regione a livello nazionale per impatto di fatturato con un giro d’affari per il comparto vinicolo di 1.235 milioni di euro. Questa l’analisi fatta da enologi, agronomi e giornalisti di settore in Piemonte Anteprima Vendemmia 2022, l’annuale pubblicazione curata da Vignaioli Piemontesi e Regione Piemonte in cui si analizzano dati tecnici e valutazioni sulla vendemmia appena passata e sull’andamento economico generale del comparto vitivinicolo.

Filari sulle Colline di Gavi. Credits Andrea Di Bella
Filari sulle Colline di Gavi. Credits Andrea Di Bella

Un lavoro che Vignaioli Piemontesi porta avanti dal 1992, raccogliendo minuziosamente i dati regionali di maturazione delle uve e dell’andamento climatico in varie zone vitivinicole del Piemonte e svolgendo un’attività di coordinamento di tutti i tecnici viticoli e agronomi presenti sul territorio. Un 2022 vitivinicolo che si classifica dunque tra l’ottimo e l’eccellente, nonostante le criticità climatiche dovute a una stagione tra le più siccitose della storia in Piemonte e un’estate precoce e molto calda con assenza di pioggia.

Speriamo che questo andamento non sia definitivo, che ci sia il tempo per pensare, ragionare e trovare delle soluzioni – afferma Marco Protopapa, assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte -. Io, a questo punto parlerei dimiracolo viticolo’ e invito il settore ad approfondire le conoscenze sui meccanismi fisiologici di adattamento della vite agli stress idrici e termici. Dobbiamo progettare, forse, scelte agronomiche diverse dalle tradizionali, quale vitigno coltivare e quale no, magari. Occorre cambiare sistema, economia”.

Germoglio di Timorasso. Credits Andrea Di Bella
Germoglio di Timorasso. Credits Andrea Di Bella

E aggiunge: “La Regione Piemonte sostiene il comparto vitivinicolo attivando tutti gli strumenti di cui dispone. Ci saranno sicuramente risorse comunitarie come il PSR 2023 – 2027 oltre alla PAC dedicata all’ambiente, e, nel caso specifico, a questo comparto. Ringrazio i tecnici  che studiano i vari fenomeni e mi auguro trovino e suggeriscano soluzioni ai vari problemi. Ritengo fondamentale sostenere i nostri viticoltori e i Consorzi di Tutela al fine di affrontare le sfide causate dall’emergenza climatica, rafforzare il posizionamento dei vini di qualità piemontesi sui mercati, tutelare il patrimonio paesaggistico e valorizzare l’intero territorio di produzione”.

Trent’anni di storia importanti per la Vignaioli Piemontesi – sottolinea il presidente  Giulio Porzio –, grazie al lavoro di tutti. Le ottime annate non capitano per caso. Dietro alla bottiglia c’è l’impegno di una squadra, dalla vigna al bicchiere: si muove l’agronomo, il contadino, il viticoltore, l’enologo. In questi 30 anni c’è stato un passo da gigante da parte della viticoltura: professionalità, preparazione e grande volontà di mettersi in discussione e di crescere. Grazie a tutti voi che oltre alla bontà del calice riuscite a trasmettere al consumatore finale tante emozioni. Nei prossimi anni non mancheranno ulteriori insidie, quindi esorto tutti a mettere in campo nuove strategie, per aiutare le nuove generazioni, i nostri figli”.

Davide Viglino, direttore di Vignaioli Piemontesi, ricorda l’importanza dei vini a Denominazione: “La maggior parte della produzione 2022 è rivendicata a Dop, come vino a denominazione di origine: sono 2,08 milioni di ettolitri pari al 92%. La scommessa del Piemonte è trasformare la qualità delle uve in vini di qualità”.

Concluse le relazioni tecniche, presentate da Federico Spanna (Regione Piemonte) e Michele Vigasio (Vignaioli Piemontesi), la parola è passata a studiosi e ricercatori universitari che si sono confrontati sul tema: ”Imparare dalle crisi: la lezione del 2022 in vigneto e in cantina”. Gli atti del convegno sono disponibili su vignaioli.it e su millevigne.it.

Vigneti a Barbaresco. Credits Andrea Di Bella
Vigneti a Barbaresco. Credits Andrea Di Bella

I DATI DELLA VENDEMMIA 2022

Ecco, in sintesi, i dati della vendemmia 2022. La raccolta delle uve è stata precoce, in generale si è svolta tra agosto e settembre. Tra i vigneti del Piemonte, la produzione di vino si è confermata sostanzialmente stabile, (2,26 milioni di ettolitri). In Italia la produzione è stata di 50,3 milioni di ettolitri.

La vendemmia è stata straordinaria per la qualità, viste le premesse: dalle analisi e valutazioni svolte costantemente dal servizio tecnico di Vignaioli Piemontesi, molti vitigni sono collocati in vetta della classifica. Si attendono vini dalla bella struttura e complessità, particolarmente armonici e capaci di resistere nel tempo. Quasi tutti i vitigni sono vicino all’eccellenza con quattro stelle e mezzo: Arneis, Favorita, Moscato bianco, Barbera, Brachetto, Dolcetto, Freisa, Grignolino, Nebbiolo, Ruché, Vespolina, Chardonnay, Sauvignon Blanc e Pinot Nero. Seguono Cortese, Erbaluce, Nascetta, Timorasso e Pelaverga (4 stelle).

Gli ettari vitati sono in crescita e hanno raggiunto quota 45.823. Per quanto riguarda la superficie vitata, dopo parecchi anni di flessioni, nel 2017 la tendenza si è invertita, grazie al fatto che il vigneto piemontese ha ricominciato a mettere a dimora nuovi ettari. La tendenza è proseguita anche nel 2020 nonostante la crisi mondiale da Covid, si è confermata nel 2022. Guardando ai numeri, negli ultimi dieci anni (2013 – 2022), il vigneto piemontese ha evidenziato un andamento sostanzialmente stabile e con una situazione di incremento nella fase finale.

Nel 2013 la superficie vitata piemontese disponeva di 44.169 ettari, nel 2014 di 43.893, nel 2015 di 43.553, nel 2016 di 43.500, nel 2017 di 44.202, nel 2018 di 44.449, nel 2019 di 44.677 ettari, nel 2020 44.737 ettari e nel 2021 45.420. Anche nel 2022 è continuato il recupero della superficie vitata persa nel passato: oggi è di 45.823 ettari, con un netto incremento rispetto al valore del 2013.

Vigneti a Barolo dopo la vendemmia 2022: Castello della Volta. Credits Andrea Di Bella
Vigneti a Barolo dopo la vendemmia 2022: Castello della Volta. Credits Andrea Di Bella

I vini a Denominazione di origine rappresentano il 92% della produzione con 2,08 milioni di ettolitri dichiarati nella vendemmia 2022. Ci sono 59 denominazioni con 18 Docg e 41 Doc che coprono circa l’83% della produzione regionale; quasi tutta di vitigni autoctoni storici.

Positivi i dati economici del settore dell’agroalimentare piemontese a cui fa riferimento anche il vino: secondo gli ultimi dati della Regione Piemonte, il valore della produzione piemontese è di 1.235 milioni di euro su un totale italiano di 11.160 milioni di euro. Il Piemonte si colloca come seconda regione a livello nazionale per impatto di fatturato.

Un export che interessa circa il 60% del vino prodotto in Piemonte, di cui il 70% nei paesi comunitari e il 30% nei paesi extra Ue. I principali paesi importatori sono Paesi Scandinavi, Usa, Germania, Francia, Russia, Spagna, Svizzera, Giappone.

Il 33% della produzione vitivinicola in Piemonte arriva dal mondo della cooperazione: 35 Cantine Cooperative piemontesi sono associate e rappresentate da Vignaioli Piemontesi con circa 8.000 soci.

Sono 19,4 milioni di euro le risorse assegnate dalla Regione Piemonte nell’annualità 2022/2023 alla misura promozione sui mercati dei Paesi terzi dell’OCM Vino per l’internazionalizzazione e l’export delle aziende vitivinicole piemontesi, così ripartite: 8,5 milioni di euro per la misura promozione dei vini sui mercati dei Paesi terzi; 7 milioni di euro per la misura ristrutturazione e riconversione dei vigneti; 3,9 milioni di euro per la misura Investimenti.

Sono 8 milioni di euro le risorse assegnate dalla Regione Piemonte per il biennio di transizione 2021 – 2022 a favore della sottomisura 3.2 PSR 2014/2020, a sostegno delle attività di informazione e promozione, svolte da associazioni di produttori nel mercato interno alla UE per la valorizzazione delle produzioni piemontesi rientranti nei regimi di qualità.

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