Cucina evolution o revolution in cucina? Sicuramente una piccola rivoluzione c’è stata da Libra Cucina Evolution, il locale che in via Testoni a Bologna sin dalla sua apertura si è caratterizzato per la sua capacità di legare a doppio filo la ricerca del gusto con i benefici derivanti da una sana ed equilibrata preparazione.

Chiara Manzi e lo chef Roberto Cipolla al timone del Libra

Sì, perché dall’inizio dell’anno alla precedente gestione facente capo al Gruppo Fini è subentrata una società che vede protagonisti la dottoressa Chiara Manzi, nutrizionista di fama, massima esperta di cucina antiaging nonché consulente all’avvio del progetto di ristorazione e partner dei prodotti a marchio Le Conserve della Nonna, brand del medesimo Gruppo Fini, e lo chef Roberto Cipolla, specializzato in culinary nutrition.

Un nuovo corso, che punta a rilanciare la filosofia della cucina evolution, alla cui base c’è l’idea che un piatto, per quanto gradevole alla vista e piacevole al palato, per poter essere considerato completo deve fornire tutti gli apporti nutritivi necessari al benessere.

Una cucina a bassissimo impatto calorico

Fritti che grazie all’impiego di olio alto oleico risultano leggeri e digeribili (molto bella l’idea degli insaporitori aromatizzati fatti in casa e lasciati in tavola a disposizione dei commensali), primi come la famosa carbonara evolution che contengono meno calorie e più fibre di un etto di riso in bianco con un cucchiaio d’olio, secondi – pesce, hamburger, polpette, stracotto – che hanno più fibre e meno grassi di un bocconcino di mozzarella da 100 grammi, dolci, a partire dal tiramisù “bello e impossibile”, meno calorici di una mela.

Questa, in sostanza, è la cucina evolution a cui ora va ad aggiungersi un altro tassello: la pizza evolution, che a differenza della propria parente tradizionale contiene meno calorie di un’insalata nizzarda.

Il segreto di pizza evolution? L’inulina

Il segreto? Un ridotto quantitativo di sale – meno di 10 grammi per un chilo di farina contro i 40 indicati nella ricetta classica – l’impiego della passata rustica RustiPizza, realizzata con pomodoro emiliano al 100 per cento e origano, una cottura in forno ad alta tecnologia per combattere la formazione dell’acrilammide, farina tipo 0 mescolata a farina di farro biologica integrale e a farina tipo 3 macinata a pietra, ma soprattutto l’inserimento nell’impasto dell’inulina, una fibra prebiotica di origine vegetale che rallenta e in parte impedisce l’assorbimento degli zuccheri e degli amidi, abbassando l’indice glicemico, piuttosto elevato data la lunga lievitazione, e mantenendo la digeribilità.

Un esempio di pizza evolution
Un esempio di pizza evolution

Le pizze evolution proposte in carta

Diverse le versioni di pizza evolution proposte in carta, dalla classica Regina Margherita alla Chiara (carciofi, porcini, provola affumicata), dalla Spilinga (con una ‘nduja che tradisce le origini calabresi dello chef Cipolla) alla E’ di Parma! (prosciutto crudo, Parmigiano, rucola) fino all’Omaggio a Bologna (pizza rossa con mortadella e crema di carciofi).

Da assaporare senza sensi di colpa magari bevendoci dietro una buona birra artigianale.

In alternativa

In alternativa i già citati carbonara evolution e tiramisù “bello e impossibile”, ma anche risotti di stagione, stroncatura alla mediterranea, passatelli evolution, pasta e fagioli con ‘nduja, baccalà, uova e speck come in Alto Adige, polpette al sugo, hamburger coccodè, guancia di manzo al Lambrusco, zuppa inglese e montblanc evolution.

Tutto leggero, tutto digeribile, tutto evolution, ma anche un po’ revolution.

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