“Procida per me è una visione, un paesaggio che ho negli occhi e nel cuore da quando sono andato via dall’isola ma che cucinando spesso mi sento addosso” – racconta Gabriele Muro.

Il gusto, il sapore che hanno i ricordi, le emozioni, i sapori fissati nella memoria, e poi la consuetudine con certe pratiche come aspettare l’arrivo del pescato prima di decidere cosa fare da pranzo, scendere nell’orto e scegliere cosa è maturo al punto giusto per metterlo assieme e fare un piatto.

C’è anche tutto questo nella scelta di Gabriele di dedicare più di un tributo alla sua piccola isola dal fascino scontroso e profondo, un fazzoletto di terra che sboccia dal mare del Golfo, isola di pescatori e contadini divenuta capitale della cultura 2022.

XVII edizione delle Summer Dinners

E’ nella felicità con cui continua a pensare e sentire la sua isola la chiave dello spirito con cui Gabriele, procidano e trapiantato a Roma da anni, dal volto spesso sorridente, ha ideato il MENU dedicato a Procida, uno dei menu degustazione del Ristorante ADELAIDE presente in Carta del giorno dopo della proclamazione.

Ecco anche perché è Gabriele ad avere ricevuto l’invito da Pasquale Palamaro, chef stellato di INDACO, del Regina Isabella Resort di Ischia, di aprire la sera del 14 giugno la XVII edizione delle SUMMER DINNERS dedicate proprio all’isola Capitale. Una cena a 4 mani en plein air sul mare con un tema per ogni edizione, quest’anno cultura, bellezza, temi di cui la cucina d’autore è alta espressione, quasi come una piccola opera d’arte.

L’isola verde

E così ad Ischia, l’isola dove anche la pietra è verde, e dove il verde brillante, pieno, dei vigneti bacia quello argenteo degli ulivi mentre il viola acceso delle buganville fa mosaico con l’arancio abbagliante degli agrumeti, traghetta la sua cucina gioiosamente a colori.

“Come quella che mangiavo da bambino. L’arancio come la marmellata di agrumi che faceva mia zia, rosso come il pomodoro nei barattoli. Il giallo dei limoni ma anche della ginestra a primavera sulle colline. Su tutto sempre l’azzurro forte del mare, quel gusto salmastro in bocca. Procida per me è una visione, un paesaggio che ho negli occhi e nel cuore da quando sono andato via dall’isola ma che cucinando spesso mi sento addosso.

D’altra parte se mi sono innamorato della cucina, complice fu proprio il mare e il pesce di Procida e il ricordo di quando tornava mio zio pescatore e sulla porta di casa lasciava la cassetta con alici, saraghi, cicarelle.”

Menù a 4 mani

E saranno proprio i pescatori di Procida che porteranno il pescato utilizzato per il menu della serata a 4 mani, piccoli pescatori che vivono del loro quotidiano e salvaguardano con fatica un mestiere sempre più anacronistico.

Un menu di mare quindi fino alla fine sconosciuto, deciso al mattino in base al pescato disponibile e con molti prodotti di terra tipici dell’isola dai tanti orti e frutteti stretti tra i muri antichi e le case colorate dei pescatori.

E a Gabriele è stato chiesto di preparare una cena dedicata a Procida per la NIGHT DINNER del 18 giugno a VINOFORUM a Roma, il calendario esclusivo con grandi chef che raccoglie il meglio del connubio tra alta cucina e hôtellerie.

Gabriele Muro la sera del 18 giugno aprirà così un altro spaccato gastronomico evocativo della cucina della sua isola, come se idealmente ci portasse nella sua casa, molto vicina ai Giardini di Elsa.

Si apre infatti con un antipasto tipico della cucina povera e di casa ‘O pesce fujuto, quel sughetto di pomodoro fresco, pane e gli aromi tipici della base per un piatto di pesce che un tempo preparavano le donne in attesa del ritorno dei mariti pescatori; il pesce spesso però non arrivava proprio a casa perché venduto tutto prima e così il sughetto si mangiava solo col pane raffermo. Frugale ma poetico.

Si prosegue con la Pescatora povera in raviolo, ravioli alla caciotta, alici e peperoncini verdi, una rivisitazione in chiave gourmet di un piatto largamente diffuso in famiglia.

Per ultimo un piatto che è l’apotesosi del mare In fondo al mare. Un piatto anche di grande bellezza estetica. Qui c’è tutto l’amore profondo per il mare, una sinfonia di sapori che si sprigionano non appena quell’esile pellicola di pomodoro in superficie si apre e lascia intravedere il pescato della zuppa di paranza. Come fosse il cuore negli abissi.

A sorpresa il dessert

Occasioni diverse per scoprire una cucina fine dining ricca di sapore, immediata e colta al tempo stesso quella di Gabriele Muro, concentrata, forte di un solido bagaglio tecnico e con felici intuizioni. Colore, bellezza, sapori penetranti nei suoi piatti.

Uno stile fatto di semplicità e memoria nel segno di una gioiosità, la stessa del suo carattere solare, mediterraneo.

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