Prodotti tipici locali: la Ciuiga del Trentino Alto-AdigeNei territori del Trentino e Alto-Adige, nei mesi freddi, è possibile trovare un prodotto del maiale particolarmente saporito e gustoso, la Ciuiga.

Tra i tanti prodotti tipici locali di cui il nostro Paese è particolarmente ricco, e tra questi molti sono quelli che derivano dalla lavorazione del maiale, c’è la Ciuiga, una salsiccia particolare tipica di alcune zone del Trentino Alto Adige.

Prodotti tipici locali: la Ciuiga del Trentino Alto-AdigeNei comuni di Dorsino e San Lorenzo in Banale, nelle Dolomiti di Brenta, è anche protagonista di una sagra frequentatissima da gente del posto e da estimatori di questo straordinario prodotto che giungono anche da lontano per gustarlo e acquistarlo.

Si tratta di salsicce composte da carne di maiale mescolata a rape cotte e sminuzzate che conferiscono al prodotto un sapore particolarmente saporito; ottobre è il mese delle rape, per cui è il periodo giusto per le Ciuighe.


La Ciuiga, presidio Slow Food

Prodotti tipici locali: la Ciuiga del Trentino Alto-AdigeDiventate un Presidio Slow Food, le Ciuighe, fanno parte di quella storia e tradizione che viene da lontano, da quando i contadini delle vallate trentine erano ancora lontani dal benessere apportato dall’industria turistica e la lotta alla fame era pratica quotidiana.

Un tempo venivano preparate utilizzando un 20% di testa, cuore, polmoni del maiale e il resto di rape cotte e tritate; oggi, invece si usano soprattutto parti più nobili, come spalla, coppa, pancetta, gola e solo un 30% di rape, bollite in un paiolo e poi strizzate per eliminare l’acqua.

L’impasto ottenuto viene poi aromatizzato con sale fine, pepe nero e aglio tritato, insaccato in budello gentile, legato in modelli di dieci o quindici centimetri che vengono quindi messi ad affumicare per una settimana circa.

Prodotti tipici locali: la Ciuiga del Trentino Alto-Adige
Il nome deriva dalla forma piccola e allungata, simile alla pigna d’abete, che in dialetto locale si chiama appunto “ciuìga”; se il prodotto viene stagionato per non più di tre o quattro giorni, lo si può consumare fresco, bollito in acqua per una ventina di minuti come un cotechino, accompagnato a purè di patate o cavolo cappuccio; se invece la stagionatura è più lunga, dieci o più giorni, può essere affettato come un salame e servito su fette di pane tostate e imburrate.

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