distretti_bio_agricoltura_di_montagnaIl Distretto biologico dell’Appennino bolognese è pronto a partire; dopo la costituzione in settembre del Comitato promotore sono stati presentati nei giorni scorsi i temi su cui si sta lavorando, durante un incontro online che ha visto la partecipazione di circa 200 tra agricoltori, allevatori, istituzioni, studiosi ed esponenti di altri biodistretti d’Italia.

L’obiettivo è quello di creare una nuova economia circolare e sostenibile in montagna lavorando su temi come grani evolutivi, latte fieno, ortofrutta, vigneti montani, erbe officinali, castagne e apicoltura, presentando proposte e progetti concreti con gli agricoltori bio, le università e le organizzazioni economiche del territorio, per attivare al più presto l’operatività sperimentale sul territorio.

Assemblea Distretto BIO_Rabboni e CavazzoniUn progetto che partirà concretamente entro l’estate e a cui gli assessori regionali Barbara Lori (Montagna) e Alessio Mammi (Agricoltura) hanno assicurato il sostegno della Regione.

Una vocazione innata

L’incontro è stato organizzato dal Comitato promotore del Distretto Biologico dell’Appennino bolognese, costituito nel settembre scorso, e dal GAL. Il modello dei distretti biologici punta a sviluppare un’agricoltura avanzata nei territori montani, tradizionalmente ricchi di biodiversità e vocati a produzioni di qualità. Un tesoro fatto di piccole e medie imprese tradizionalmente portate a un’agricoltura sostenibile: uno studio di fattibilità ha evidenziato infatti che già oggi il 33% delle superfici agricole è coltivato con tecniche biologiche certificate, mentre in alcuni comuni la percentuale raggiunge addirittura il 75%.

Paesaggio appenninoIl biodistretto ha l’obiettivo di valorizzare le specificità locali riportando in montagna la lavorazione e la trasformazione dei cibi prodotti sul territorio, contribuendo così a creare un’economia, e anche una cultura, di comunità. Lasciando il valore sul territorio e favorendo la nascita di piccole realtà di trasformazione.

Le aree di intervento

I temi cui si sta lavorando sono diversi, e in 2-3 mesi grazie alla collaborazione di vari dipartimenti universitari porteranno alla stesura di modelli produttivi e distributivi replicabili nelle diverse vallate dell’Appennino.

apicolturaSi va dalla rivalutazione delle tipologie evolutive di grani antichi alla promozione del latte fieno prodotto alimentando gli animali soltanto con foraggio, dallo sviluppo e dalla valorizzazione dei prodotti tipici dell’ortofrutta e della viticoltura di montagna fino alle castagne a all’apicoltura.

Il Biodistretto porterà dunque alla creazione di una rete che unisca produttori, agricoltori, istituzioni e commercianti per una nuova economia di montagna, innovativa e sostenibile.

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