Prosciutti ne abbiamo? A iosa, toscani ma non solo. E affiancati da una batteria di salumi, formaggi e insaccati di notevole imponenza, da crostini e qualche piatto pronto, da una bella scelta enologica.

Dai prosciutti alla porchetta il passo è breve

Ma evidentemente per la Prosciutteria tutto questo non era abbastanza se il locale nato dall’iniziativa di Dario Leoncini – toscano DOC, con background nell’azienda agricola di famiglia da cui tutto è partito – ha voluto aggiungere un ulteriore spazio alle due insegne che già battevano in città, quella di via del Pratello e quella, ora in fase di raddoppio, in via Oberdan. E soprattutto ha deciso di puntare su un altro must dello street food Made in Tuscany, ovvero la porchetta.

La sfida dei prosciutti toscani a Bologna

E certo pensare di venire a Bologna per smerciare degli affettati potrebbe sembrare protervia, quasi come voler insegnare a Michelangelo come si scolpisce o come andare da Rocco Siffredi e fargli una filippica sull’importanza delle misure, eppure il gruppo La Prosciutteria, con quell’atmosfera tipica dei suoi quattordici locali sparsi in tutta Italia e che con i prosciutti appesi al soffitto e le bottiglie di vino a parete richiama ineluttabilmente la caratteristica fiaschetteria toscana, è riuscita nell’impresa di crearsi uno spazio importante anche nella patria della gola e del tagliere facendo esattamente “quello”: basti pensare che solo nel 2021, a dispetto delle restrizioni da COVID, ha scodellato ben 40mila taglieri unitamente a oltre 35mila schiacciate e 60mila calici di vino.

Un tipico esempio di tagliere che si può ordinare alla Prosciutteria
Un tipico esempio di tagliere che si può ordinare alla Prosciutteria

Non di soli prosciutti vive l’uomo

Certo il pezzo forte del gruppo di Montespertoli resta il tagliere, ricco di prosciutti e salumi e formaggi, anche rari come il salame d’asino, e corredato dagli immancabili crostini toscani, e al quale si affianca qualche piatto caldo secondo disponibilità – ribollita, pappardelle sul cinghiale, pappa col pomodoro, peposo al Chianti – ma nel locale di via Oberdan, che passa dagli attuali 80 a 120 posti a sedere, prenderà sempre più piede il panino con la porchetta chiantigiana, liscio ovvero alla maniera tradizionale, oppure gourmet, con salsa al Gorgonzola e tartufo, paté di pomodori secchi, Burrata, friarielli e fagioli all’uccelletto, pronto a essere ritirato anche dall’apposita “finestra” come usava un tempo.

Le parole del patron Leoncini

“Siamo molto felici della terza apertura a Bologna – spiega il patron Dario Leoncini – perché aprire un locale di salumi in questa città è come fare un master per un laureato, un dottorato per un ricercatore: qui si gioca la Champions League dei salumi. Dopo il secondo locale al Pratello volevamo ricambiare il centro per il grande entusiasmo con cui la città ci ha accolti sin dal primo giorno. Per noi portare sul panino con la porchetta la stessa alta qualità delle materie prime che abbiamo sui taglieri di salumi è una scelta naturale, siamo sicuri che conquisterà il cuore e il palato dei bolognesi”.

I nuovi locali dove prendere l’aperitivo

E nei nuovi locali di via Oberdan, accessibili dalla strada o dall’interno attraverso un passaggio, sarà possibile anche

Alla Prosciutteria non mancano gli insaccati insoliti come il salame d'asino e la soppressata piccante
Alla Prosciutteria non mancano gli insaccati insoliti come il salame d’asino e la soppressata piccante

prendere l’aperitivo con uno spritz da abbinare a uno dei taglieri proposti o a una delle tante sfiziosità in carta, ma anche ristorarsi con uno dei liquori artigianali che la Prosciutteria fa realizzare appositamente da una piccola distilleria, come l’Assenzio e il rosolio di rose.

E la porchetta insidiò la mortadella?

E così, anche se con i suoi 3.600 chili serviti nel 2021 la mortadella IGP si conferma regina dei taglieri della Prosciutteria a Bologna, il panino con la porchetta non intende essere da meno rispetto al salume simbolo del territorio raddoppiando i volumi, passando dai 2.500 chili dell’anno scorso a quota 5mila entro la fine del 2022.

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