Variabile costante tra le diverse tradizioni culinarie regionali d’Italia, il ragù è uno dei segni distintivi di questa o quella cultura gastronomica, vetrina fedele di un territorio: bolognese o napoletano, marchigiano o modenese, romagnolo o toscano, non c’è angolo della penisola che non abbia una propria ricetta specifica per questo magico coronamento di quel grande caposaldo della nostra cucina che è la pasta.

Il ragù: elemento di unione o di divisione?

E se non v’è dubbio che nel vasto panorama del patrimonio enogastronomico bolognese la declinazione locale del ragù occupi un posto d’onore tra le eccellenze, va però sottolineato come negli ultimi anni questo sia stato anche al centro di una diatriba tra i sostenitori della tagliatella come tradizionale abbinamento e quelli dello spaghetto in una sorta di risposta all’altrettanto chiassosa polemica riguardante gli spaghetti alla bolognese, piatto tra i più diffusi nel mondo ma rinnegato da molti all’ombra delle Due Torri.

Una Magna Charta del ragù

Proprio per superare questo dualismo e per valorizzare le identità legate alla cucina petroniana domenica 21 ottobre si terrà la prima edizione della Giornata del Ragù alla Bolognese inteso come fil rouge tra le diverse specialità della tradizione, dalle tagliatelle alle lasagne, dai garganelli ai cannelloni e, appunto, i vituperati spaghetti, con l’obiettivo di definire una linea comune da tradurre in una “Magna Charta del Ragù”.

Tagliatelle al ragù bolognese
Tagliatelle al ragù bolognese

Nella splendida cornice di Villa Ranuzzi-Cospi a Bagnarola di Budrio, sede dell’Accademia dei Notturni e di Casa Emilia-Romagna, operatori del settore ed esponenti della stampa spercializzata si incontreranno per cercare di dirimere la vexata quaestio: Giovanni Tamburini, padrone di casa e ideatore dell’evento, Giulio Biasion, presidente del Club dei Sapori, gli chef Massimiliano Poggi, Vicenzo Vottero e Giuseppe Tarantino, l’attore Eraldo Turra, lo scrittore Enrico Gurioli, Paolo Pirani, dirigente dell’Assessorato Regionale all’Agricoltura, Davide Di Noi, presicdente dell’associazione The Real Bolognese Sauce, Sergio Savigni, revisore nazionale dell’Accademia Italiana della Cucina, Carlo G. Valli, biografo di Gualtiero Marchesi, e tanti altri.

Il Premio Gran Ragù alla Bolognese

Nel corso della tarda mattinata il pubblico potrà degustare una carrellata di ragù alla bolognese proposta da alcuni produttori artigianali ed aziende. In parallelo un’apposita giuria selezionata di gastronomi, giornalisti, chef, esperti, analizzerà i prodotti qui presentati e motiverà le proprie scelte dando il responso ai concorrenti, suddivisi tra le aziende produttrici e i negozi di gastronomia o affini.  Al miglior ragù tra questi sarà dato un Premio quale “Gran Ragù alla Bolognese 2018” per le due categorie: prodotto industriale e prodotto artigianale.

Il dibattito tra filo-spaghetti e sostenitori della tagliatella

Non mancherà anche un dibattito acceso tra i contendenti di opposte fazioni cittadine: per gli spaghetti alla bolognese Umberto Faedi, coordinatore della Balla degli Spaghetti alla Bolognese, e Donatella Luccarini, delegata nazionale Gist, per le tagliatelle al ragù Gianni Pecci, del direttivo degli Apostoli della Tagliatella, e Guido Mascioli, delegato bolognese dell’Accademia Italiana della Cucina.

Il pranzo e le degustazioni

Spaghetti alla bolognese nella versione con piselli
Spaghetti alla bolognese nella versione con piselli

Alle 10 avrà luogo il convegno con la firma della “Magna Charta del Ragù” da parte dei rappresentanti di associazioni, autorità, stampa, esperti e pubblico interessato, mentre nel pranzo, previsto alle 13 (su prenotazione 0516927122) non mancheranno  né gli spaghetti alla bolognese né le tagliatelle, che saranno curate dallo staff di Giovanni Tamburini e dagli Apostoli della Tagliatella.

Il pomeriggio, dalle 15 alle 18, proseguiranno le degustazioni di ragù e degli altri prodotti esposti che culmineranno nella cerimonia di conferimento del Premio Gran Ragù di Bologna.

In scena il lamento del maiale

Alle 15.30 inoltre andrà in scena un divertente spettacolo dal titolo “Il lamento del maiale”, parole, musica e canzoni a cura di Eraldo Turra e Stefano Bertonazzi su testo di Maurizio Garuti, per narrare la storia vera ed antica del suino che da sempre ci guarda, ma non ci giudica.

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