Una Realtà Aumentata racconta i prodotti che acquistiamo o mangiamo; una tecnologia che aiuta la corretta alimentazione e la ricerca del gusto, innovazione rivoluzionaria, ma con prezzi accessibili alle piccole aziende.

Un anno di pandemia ha fatto sorgere nuove necessità per i consumatori di tutto il mondo, fra cui una maggiore attenzione per quanto riguarda la sicurezza alimentare; l’aumento esponenziale dei servizi di delivery, l’impossibilità, spesso, di recarsi dai propri rivenditori di fiducia o nei locali più noti ha resa evidente il bisogno di ottenere più informazioni sui beni di consumo, dunque si scelgono sempre più prodotti brandizzati, di cui è sicuro il tracciamento, mentre aziende più piccole, che magari nella diffusione non hanno dedicato ampio spazio alle specifiche tecniche, vengono lasciate indietro.

Secondo la ricerca “What matters to consumers when buying food?”, condotta a livello globale da DNV GL, le priorità dei consumatori si sono modificate negli ultimi mesi, ponendo in primo piano i temi della sicurezza alimentare, prima preoccupazione per il 55%, insieme alla salute, per il 53%. Dalla ricerca emerge un altro aspetto interessante, ovvero che per i consumatori la principale fonte di informazioni è il prodotto stesso e circa il 49% delle persone intervistate ha dichiarato che si informa principalmente leggendo le etichette e le diciture o scansionando i QR code sulla confezione; le regole di sicurezza sempre più stringenti impongono che le informazioni circa la provenienza e la composizione dei prodotti siano sempre più precise e chiare, ma realizzare etichette più grandi non può essere l’unica soluzione.

Grazie alle campagne marketing realizzate con Aryel è ora possibile ottimizzare il poco spazio presente su tetrapack, confezioni e scatole, regalando al consumatore finale un’esperienza del tutto nuova e coinvolgente; non solo immagini e informazioni statiche, con l’AR all’utente basterà inquadrare un marker posizionato sulla confezione o la confezione stessa per attivare esperienze interattive.

AR a servizio della ristorazione

Una tecnologia che certamente troverà il suo exploit nell’ambito della ristorazione, infatti, integrare la realtà aumentata nei menù dei ristoranti permetterà non solo di superare le barriere linguistiche, ma anche di fornire ai clienti un’esperienza immersiva unica e poter raccontare la storia che c’è dietro ogni piatto e i suoi ingredienti.

Oltre al “titolo” della pietanza, spesso descritta in maniera generica, perché non affiancare un codice, ad esempio un QRCode, per aumentare la consapevolezza di chi sceglie quel piatto e dare informazioni aggiuntive? Soprattutto nel caso di persone con intolleranze o allergie, avere la possibilità di ottenere le informazioni sulla presenza o meno di determinati allergeni diventa di estrema importanza; la tecnologia AR non solo aiuta a mettere in evidenza tutte le informazioni fondamentali, ma rende migliore la stessa esperienza d’acquisto e potrebbe, inoltre, diventare un piacevole intrattenimento, fra una pietanza e l’altra, poter scoprire curiosità e lavorazione del prodotto che ci si accinge a gustare.

Le tecnologie immersive si adattano a tutti i tipi di aziende

Multinazionali e big brand, questi tipi di tecnologie si stanno già integrando nei vari marketing mix in maniera più che significativa: basti pensare a Chanel o Burger King, per citare i più famosi.

Tuttavia, associato ad aziende di un certo calibro, l’AR può apparire inarrivabile a PMI e startup, le quali, soprattutto nei primi periodi, faticano a trovare budget da investire in una tecnologia che finora ha sempre richiesto grandi risorse per essere implementata, è proprio a queste piccole realtà che è rivolta l’attenzione di Aryel.

“L’obiettivo di Aryel è proprio quello di colmare questo gap e fornire tutti gli strumenti necessari a creare esperienze di realtà aumentata totalmente diversificate: la nostra piattaforma deve andare a puntare un target di aziende che non hanno il budget per realizzare un’app custom” afferma Mattia Salvi, founder di Aryel.

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Francesca Sepe
Studentessa di Scienze Turistiche a indirizzo “Ecosostenibile” alla facoltà di Napoli, da sempre amante di cucina e pasticceria, le piace assaggiare ricette e specialità provenienti da ogni parte del mondo. Appassionata scrittrice e reporter, ha cominciato a creare vere e proprie composizioni fotografiche di ogni piatto da chef o preparato da lei stessa, che assaggia prima con gli occhi e poi col palato. Adora visitare gli archivi storici e perdersi nei borghi del nostro meraviglioso Paese, documentandosi su leggende, artigianato, usanze e costumi che li caratterizzano andando alla spasmodica ricerca di elementi della tradizione, a volte dimenticati, per raccontarli dal suo punto di vista.

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