C’è una Sardina che nuota nel mare di San Lazzaro, anche se a San Lazzaro non c’è il mare. Ma è come se ci fosse, perché l’offerta ittica del locale di Gianluca Ciliberti si potenzia ed evolve grazie a due innesti di vaglia.

Sardina: da take away a botteghina del pesce

Perché Sardina non è altro che la “botteghina del pesce”, nata come rosticceria da asporto e ora destinata a diventare una delle mecche degli appassionati dei frutti che arrivano dal procelloso pelago, sia cotti che crudi.

Punto di partenza: la qualità

Un’evoluzione che parte dal concetto di qualità, dove il piccolo take away si amplia, si arricchisce di un’enoteca, di uno spazio dove mangiare, ma soprattutto dove la materia prima arriva dai posti giusti. Il pesce azzurro da Cattolica, le acciughe dalla Cantabria, il burro dalla Normandia, i gamberi rossi da Mazara del Vallo, quelli viola da Gallipoli, tonno e pesce spada dalla Sicilia.

I fornitori? Solo numeri uno

Un discorso nel quale i fornitori – su tutti Salvatore Cucinotta col suo Qualimed e Davide Trebbi – hanno un ruolo di primissimo piano nel reperire ciò che di meglio il mercato, italiano e non solo, ha da offrire.

Al vino ci pensa Max, l’oste Stregatto

A gestire il bancone, oltre al titolare, una delle due novità che fanno la differenza: Max, il mitico oste del fu Bar Stregatto, responsabile della compilazione di una carta dei vini che punta a contare fino a 150 etichette, in prevalenza bianchi e bolle sia nazionali che d’oltralpe, ma non mancano i rossi.

Vino, sapori del mare, e allegria

Non solo pesce: Wagyu e formaggi

Sì, perché da Sardina non si mangia solo pesce: posto che nel tempo verranno proposti piatti ittici come brodetto e anguilla che ben si abbinano anche a un rosso moderato, nell’offerta della botteghina rientrano anche una bellissima selezione di formaggi – Pecorino di fossa, Ragusano, Blu del Montefeltro, solo per fare qualche esempio – e, per i carnivori, la pregiatissima carne bovina di razza Wagyu, da gustare nel modo più semplice possibile.

Crudi da sogno

Ma il principe incontrastato resta il mare con i suoi sapori: crudi, rappresentati da ostriche che non sogneresti di trovare in un oyster bar di Whitstable o in un bistrot di Cancale, da ricci di mare che ti riportano sulla riviera del Salento, da crostacei e tartare di insperabile freschezza.

Sardina in cucina: la tradizione marinara

Ma anche cotti, con la memoria che rimanda istantaneamente alle ricette semplici ma efficaci della nostra rosticceria marinara: i fritti leggeri e gustosi, gli spiedini da addentare in un colpo solo, lo spaghettone, il pacchero o lo strozzapreti variamente conditi ai frutti di mare, e chissà cos’altro suggerisce di buono la giornata di pesca.

Le migliori ostriche da questa parte di Whitstable

La consulenza di Francesco Di Natale

In cucina, a vigilare sulla brigata, c’è la seconda bellissima novità che fa la differenza, quel Francesco Di Natale reduce dall’esaltante avventura della Trattoria Da Francesco che, in veste di consulente, porterà tutta la sua esperienza – e che esperienza – di uomo del Sud che col pesce ci lavora da sempre.

Una vera combinazione di talento, qualità e tradizione, destinata anche in futuro a fare parlare di sé, perché anche se in via Repubblica a San Lazzaro il mare non c’è, con Sardina la differenza non si sente.

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