Tartòfla in bolognese significa tartufo. E il tartufo bianco pregiato non rinuncia al suo ruolo di re della tavola autunnale e questo nonostante l’estate siccitosa ne abbia fatto schizzare alle stelle le quotazioni.

Eventi, sagre, degustazioni si susseguono a ruota tra Bologna e provincia, ma la decana del settore, quella che propalava le delizie del prezioso tubero già in tempi non sospetti, è lei la Tartòfla, Festival Internazionale del Tartufo, che oramai giunta alla sua 34esima edizione si svolgerà a Savigno nei primi tre weekend di novembre, dal 4 al 5, dall’11 al 12 e dal 18 al 19 del mese riprendendo e ampliando il già ricco programma del 2016, sia per quanto riguarda l’offerta gastronomica che quella culturale e ricreativa.

I dati di affluenza di visitatori, raddoppiati dal 2010 a oggi e arrivati a 40mila nel 2016, evidenziano un trend positivo che si mira ad implementare. Negli ultimi cinque anni è cresciuta anche l’offerta, ma è legata alle ultime tre edizioni la svolta che ha portato la manifestazione ad un livello qualitativo pari ai più storicizzati eventi del tartufo di fama nazionale, confermando Savigno, assieme ad Alba, Acqualagna e Norcia, tra i principali centri dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo.

Il grande lavoro di rinnovamento del Festival ha portato i suoi frutti grazie ad azioni di marketing mirate e un’attenta strategia di comunicazione sotto una nuova veste grafica che ha uniformato la massiccia campagna pubblicitaria, il materiale informativo e le strutture dislocate in paese.

Le novità di Tartòfla 2017

Tante le novità di questa edizione 2017 sia nell’offerta culinaria con nuovi ed efficaci punti cibo, sia nell’estensione dell’area espositiva che quest’anno si completerà di nuovi spazi in cui troveranno posto le eccellenze della Valsamoggia.

Nuova e importante la collaborazione con la città di Norcia a cui verranno dedicati spazi espositivi allo scopo di valorizzare le eccellenze di territori duramente colpiti dal terremoto dell’ottobre 2016. La comunità di Norcia si è fatta inoltre promotrice della candidatura (nel 2018) al riconoscimento della “Cultura del Tartufo” come patrimonio immateriale dell’umanità, per l’iscrizione nella lista dei beni intangibili e sarà quindi occasione per favorire dialoghi e convegni sul tema del progetto in cui anche Savigno e Valsamoggia sono coinvolte.

In Piazza sarà protagonista la mostra mercato del tartufo, una selezione di eccellenze nel commercio del tartufo, riconfermati di anno in anno: espositori qualificati scelti in base a una attenta valutazione della qualità dei prodotti proposti al pubblico.

Per chi ha appetito: dal ristorante allo street food

Una proposta di menù molto suggestiva accoglierà il visitatore al Ristorante della Pro Loco: un percorso culinario ricercato e innovativo che attinge sapori e profumi dalla tradizione della cucina emiliana, innaffiato dai vini del Consorzio Colli Bolognesi, proposti in un’area della festa dedicata, e serviti dagli allievi dell’Istituto Alberghiero “Bartolomeo Scappi” di Crespellano.

Prosegue inoltre la collaborazione avviata nel 2016 con l’associazione ristoratori ViViValsamoggia, un contributo di eccellenze che racconteranno il territorio attraverso il gusto, arricchendo il festival di odori e sapori unici ed indimenticabili legati in maniera indissolubile alla terra che li ha generati.

L’offerta di street food si arricchisce grazie alla collaborazione con le associazioni locali di Savigno e della Valsamoggia: nuovi punti cibo più informali e veloci, dislocati in tutto il paese, aumenteranno la già ampia scelta gastronomica del Festival.

Il paese disegnato: Tartòfla e il ricordo di Gino Pellegrini

Continua l’impegno a valorizzare l’opera del grande scenografo e pittore Gino Pellegrini, grazie anche e soprattutto alla collaborazione con la moglie Osvalda, la Fondazione Rocca dei Bentivoglio e l’associazione Auser: una mostra tematica all’interno del Teatro Comunale, terza tappa di un itinerario espositivo “Il materiale e l’immaginario”, che vuole ricostruire il percorso artistico di Gino Pellegrini in una mostra diffusa nel territorio di Valsamoggia, dove l’artista ha vissuto e operato negli ultimi anni della sua vita nella sua splendida casa-laboratorio sulle colline di Merlano. L’esposizione si compone di foto di scena di film a cui Gino Pellegrini ha lavorato, scenografie e fondali che richiamano l’esperienza hollywoodiana.

Lungo la piccola Cassia

Tanti anche gli appuntamenti culturali dedicati alla Piccola Cassia fra Bolognese e Modenese. Le conferenze intendono valorizzare l’antichità del percorso che lungo il crinale del torrente Samoggia conduceva fin dall’età romana dalla Pianura fra Modena e Bologna all’Appennino occidentale e alla Toscana, a Pistoia e Lucca.

Il tracciato seguiva sia nella Romanità che nel Medioevo una invisibile linea confinaria fra Emilia occidentale e Romagna, confine che segnò anche, fino all’Ottocento, il confine fra i territori estensi e pontifici Piccola Cassia, il filo rosso che lega le antiche comunità, oggi i comuni e le unioni di comuni dalla pianura fra Bologna e Modena fino al confine appenninico con il Pistoiese.

Mostre, mercati e Tartòfla

Verranno riproposti incontri e attività della passata edizione, a partire dalla mostra micologica curata da Nicola Sitta, inserendo anche laboratori/workshop sulla micologia, venendo così incontro alle molteplici richieste avanzate dai visitatori.

Nei giorni del festival, le vie del centro sono festosamente piene dei variopinti stand delle botteghe e delle attività artigianali di Savigno con i loro prodotti tipici, gastronomici e non, mentre i ristoratori locali propongono alle migliaia di visitatori i loro menù al tartufo.

Attorno al fulcro del Festival, la Piazza con la mostra mercato del tartufo e il ristorante della ProLoco, strade e antichi borghi del paese sono animati dai tradizionali mercatini dell’antiquariato, d’arte e ingegno del riuso, che qui si svolgono tutto l’anno una volta al mese.

Alla ricerca del tartufo

Verranno ampliate le attività volte alla valorizzazione del tartufo e del territorio naturale nel quale cresce: coltivazione, cerca, mostra dei cani di razza Lagotto e percorsi turistici presso la tartufaia “le vigne” e lungo i sentieri del territorio che ci circonda.

Grazie alla collaborazione con Italian Days, Stefano Barbieri – Passi Avanti e Associazione “Il Tartufo” di Bologna, è stato possibile definire un ricco ventaglio di proposte che accoglieranno il visitatore che voglia passare del tempo a contatto con la natura.

Un occhio di riguardo viene riservato anche alle famiglie e ai bambini con brevi e facili passeggiate animate da divertenti giochi come la “Caccia…al Tesoro di Savigno”. Verrà anche riallestito, come già nel 2016, uno spazio espositivo con pannelli e proiezioni di filmati che illustrano al visitatore le fasi di vita del tartufo con la presenza di esperti tartufai del territorio e dei loro cani.

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