Si ripropone a Martano, piccolo borgo in provincia di Lecce, dal 12 al 15 ottobre, la Sagra della Volìa Cazzata, giunta alla sua 28a edizione.

Quella della Volìa Cazzata è una sagra vera che celebra un prodotto autentico, segno e simbolo della terra salentina: l’oliva o meglio la volìa, che nella tradizione contadina martanese diventa in questo particolare momento dell’anno, volìa cazzata, cioè oliva schiacciata.

Torna il tempo della Sagra de la Volìa Cazzata, tra pizzica e tradizioneSecondo un’antica usanza le olive vengono schiacciate a mano con grossi martelli e lasciate maturare in acqua per circa 15 giorni prima di essere consumate.

Ogni anno sono migliaia le persone che giungono da tutta la provincia e non solo per partecipare a quest’evento che ha mantenuto nel tempo i valori propri di una sagra nata per onorare tradizione e buon cibo.

Sagra della Volìa Cazzata, una tradizione consolidata nel tempo

Torna il tempo della Sagra de la Volìa Cazzata, tra pizzica e tradizioneLa manifestazione rivive ogni anno il tradizionale uso di far festa per l’augurio di un buon raccolto ed accomuna la voglia di stare insieme ricordando quei tempi antichi in cui, ritornati dal lavoro nei campi, bastava poco per essere felici, ritrovandosi tutti davanti ad una tavola la cui cucina tipicamente contadina faceva dimenticare la fatica del giorno.

Accanto alle olive, sono tanti gli altri prodotti tipici della cucina salentina serviti negli stand allestiti sotto una grande tensostruttura: pittule, pezzetti di cavallo, arrosti, carne di maiale lessa, fave e cicoredde oltre al buon vino e birra fresca, al suono di buona musica, canti tradizionali e l’immancabile “pizzica”.

Sagra della Volìa Cazzata, gemellata col riso padano

Un momento di festa e di gioia, dove si potranno degustare i prodotti della tradizione locale sia salentina che mantovana; infatti da una ventina d’anni la Sagra della Volia Cazzata è gemellata con la Festa del Risotto di Villimpenta, comune del mantovano e sono frequenti gli scambi culturali in occasione delle rispettive feste.

Torna il tempo della Sagra de la Volìa Cazzata, tra pizzica e tradizioneI “gemelli” mantovani scenderanno a Martano con quintali di riso Vialone nano da cucinare nei classici paioli di rame di fabbricazione artigianale, con cottura a vapore e pisto di maiale che, opportunamente dosati, concorrono a esaltarne il gusto; ma oltre al risotto alla Villimpentese si porteranno dietro anche i piatti tipici della tradizione villimpentese, come la polenta, gli insaccati e i formaggi, il tutto accompagnato dall’ottimo lambrusco prodotto nella zona.

Sagra della Volìa Cazzata: Martano, terra di Menhir

Il borgo di Martano, situato su una piccola altura, ha un’economia basata quasi esclusivamente sull’agricoltura, e in particolar modo sulla produzione di olio e tabacco.

Torna il tempo della Sagra de la Volìa Cazzata, tra pizzica e tradizioneLe caratteristiche dell’ “Antica Terra” nome con cui si definiva il centro storico del paese, richiamano la chora bizantina, originariamente cinta da torri difensive tutt’ora visibili e dal castello, con un ampio fossato ripetutamente modificato, sì da apparire più che altro un palazzo marchesale.

Tra i principali edifici sacri c’è il seicentesco monastero di S. Maria della Consolazione dei monaci cistercensi di Casamari, rinomato per la confezione di liquori e infusi di erbe, tra cui il noto amaro di San Bernardo e le Gocce Imperiali preparate rispettando un’antica ricetta del ‘700.

Nel territorio martanese sono presenti ancora oggi dei monumenti che testimoniano un’antichissima presenza antropica precedente forse l’età del bronzo: i Menhir.

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